Femminile: La IRFU annuncia la candidatura per ospitare la WRWC 2017

Fiona Coghlan posa con il trofeo nel corso della presentazione della WRWC 2014 (Credit: World Rugby)
Fiona Coghlan posa con il trofeo nel corso della presentazione della WRWC 2014 (Credit: World Rugby)

La IRFU ha annunciato quest’oggi di aver avanzato la candidatura per ospitare la prossima Women’s RWC 2017.

Se l’Irlanda vincerà la corsa per organizzare la massima competizione mondiale di rugby femminile, in programma nell’agosto del 2017, le due città in cui si giocheranno le gare sono Dublino e Belfast. La fase a gironi si giocherebbe sui campi della University College Dublin della capitale irlandese, mentre la fase ad eliminazione diretta – semifinali e finale – sarà alla Queens University Sport e il Ravenhill / Kingspan Stadium della capitale nordirlandese, che ospiterà quest’anno la finale di Guinness Pro12.

Scozia, Italia e Galles sono le tre Nazioni che si contenderanno i due posti a disposizione per le Sei Nazioni, dopo che Irlanda, Inghilterra e Francia sono già qualificate per la rassegna iridata assieme a Nuova Zelanda, Canada, Stati Uniti e Australia, avendo chiuso l’ultima edizione nei primi sette posti – a questo link i criteri di qualificazione alla WRWC 2017.

Fiona Coghlan, ambasciatrice del Rugby Irlandese, ha rilasciato queste parole al sito ufficiale della IRFU: “I am delighted to be part of this ambitious bid to bring one of the world’s premier women’s sporting events to Ireland. The development and profile of women’s sport has been fantastic in recent years and it will be a great opportunity for Ireland to showcase sport and to get more women and girls to consider taking up a team sport.

Having captained Ireland at the recent Women’s Rugby World Cup in France I hope that I can help Irish Rugby to develop a Rugby World Cup that tops everything that went before and I know that the Irish people, Irish business and the Irish media will all come together to deliver a tournament to remember.”

Pro12: Warriors ed Edinburgh battute in trasferta. Tornano i nazionali per il prossimo turno

(Credit: Jason O'Callaghan)
(Credit: Jason O’Callaghan)

Edimburgo – Il pessimo weekend rugbistico scozzese è continuato anche in Guinness Pro12, con le due squadre uscite entrambe sconfitte dalle gare in trasferta in cui erano impegnate.

I Glasgow Warriors sono stati battuti a Cork, nel nuovo Musgrave Park – ora chiamato Irish Independent Park – contro Munster, davanti a 7361 spettatori, pagando caro un primo tempo in cui gli scozzesi non sono riusciti a contenere gli attacchi della Red Army e chiuso sul 12-0. Nella ripresa i ragazzi di coach Townsend, che ha dovuto schierare una squadra rimaneggiata dalle troppe assenze dovute agli impegni con la nazionale, hanno tentato la rimonta ma la difesa irlandese ha saputo respingere i disperati attacchi dei Glaswegians. La vittoria per 22-10 manda Munster in vetta alla classifica, che scavalca proprio i Warriors tornati a secco dal sud-ovest d’Irlanda.

Edinburgh, invece, non riesce ad approfittare del passo falso degli Scarlets – sconfitti a Belfast venerdì sera. I Gunners perdono  a Cardiff contro i Blues in piena crisi e vedono il sesto posto allontanarsi ulteriormente dopo la grande vittoria di Connacht contro il Benetton Treviso nella gara di ieri dello Sportsground. Una meta di Roddy Grant nel finale garantisce ad Embra un punto di bonus difensivo; sono otto i punti che separano i Gunners da Connacht ma con sei partite ancora da giocare tutto è possibile. Al BT Sport Cardiff Arms Park i Blues battono Edinburgh 21-15.

Nel prossimo turno i Warriors ospiteranno le Zebre allo Scotstoun Stadium, con la franchigia italiana rincuorata dal successo sui NG Dragons, mentre Edinburgh sarà ancora di scena lontano dal BT Murrayfield, ospite del Benetton Treviso a Monigo in una gara che gli scozzesi non dovranno fallire.

Le due squadre potranno contare sul ritorno di numerosi nazionali, rilasciati dopo la pessima prestazione di sabato contro l’Italia; il prossimo impegno della nazionale sarà a Twickenham tra due settimane e, a parte gli infortunati e gli elementi cui Vern Cotter ha deciso di dare una settimana di riposo, molti giocatori potranno essere schierati dai loro club.

Ecco la lista comunicata dalla Scottish Rugby:

Avanti: Adam Ashe, Alex Allan (both Glasgow Warriors), Johnnie Beattie (Castres), Hugh Blake (Edinburgh Rugby), Blair Cowan, Geoff Cross (both London Irish), David Denton (Edinburgh Rugby), Ryan Grant (Glasgow Warriors), Jim Hamilton (Saracens), Rob Harley (Glasgow Warriors), Moray Low (Exeter Chiefs), Alasdair Strokosch (Perpignan), Tim Swinson (Glasgow Warriors), Ben Toolis, Hamish Watson (both Edinburgh Rugby).

Trequarti: Dougie Fife, Sam Hidalgo-Clyne (both Edinburgh Rugby), Peter Horne (Glasgow Warriors), Greig Laidlaw (Gloucester), Sean Lamont, Finn Russell (both Glasgow Warriors), Matt Scott (Edinburgh Rugby), Tommy Seymour (Glasgow Warriors), Greig Tonks, Tim Visser (both Edinburgh Rugby).

Giocatori a riposo: Mark Bennett, Fraser Brown (both Glasgow Warriors), Alasdair Dickinson (Edinburgh Rugby), Alex Dunbar (Glasgow Warriors), Ross Ford (Edinburgh Rugby), Jonny Gray, Euan Murray and Stuart Hogg (all Glasgow Warriors).

Femminile: Maxton e Balmer sono d’accordo, “il nostro obiettivo è continuare a migliorarci e fare punti”

Jules Maxton e Tracy Balmer (Credit: RBS 6 Nations)
Jules Maxton e Tracy Balmer (Credit: RBS 6 Nations)

Broadwood Stadium (Cumbernauld) – “Non posso essere contenta, perché anche oggi abbiamo avuto tanto possesso e creato tante occasioni ma non siamo riuscite a concretizzarle. Certo, segnare la prima meta del nostro 6 Nations è stato davvero importante, un’iniezione di fiducia, perché comunque dimostra a tutte noi che possiamo marcare, possiamo mettere punti a referto, abbiamo tutto per fare bene ma adesso dobbiamo anche dimostrarlo nei fatti“.

Jules Maxton, head coach della nazionale scozzese, non nasconde la delusione nel dopo gara per non aver sfruttato le occasioni create. Più che la sconfitta, per la Scozia, pesano i tanti errori in fase di possesso e i piccoli passi indietro, soprattutto nel secondo tempo, in difesa, rispetto alle ultime uscite.

Siamo riuscite più volte a superare la difesa avversaria anche oggi, a rompere la loro linea ma quasi mai siamo riuscite a concretizzare con punti a referto. Non siamo riuscite ad eseguire le giocate studiate in maniera adeguata, è stata mancanza di calma e controllo più che di fiducia, perché sappiamo di non aver nulla da perdere e non scendiamo in campo con particolare pressione quindi non credo che le ragazze soffrano dal punto di vista psicologico; ci manca ancora la precisione nell’esecuzione dei dettagli. Nel primo quarto di gara abbiamo fatto troppa fatica anche in fase difensiva, un passo indietro rispetto alla prova contro il Galles, quando siamo state brave in questo fondamentale. La grande distanza tra i reparti non è una scelta studiata, purtroppo non siamo riuscite a stare più vicine e compatte“.

La nazionale però, ha di fronte a sé un futuro migliore del suo passato, dopo che la SRU ha scelto di puntare molto sullo sviluppo del rugby femminile. Maxton è convinta di questo, ma spera che “potremo tenere questo gruppo unito e compatto per molto tempo, dando continuità al nostro lavoro con ragazze che, pur non potendosi allenare tutti i giorni, si conoscono e possono accrescere l’affiatamento tra loro. Nei prossimi due anni dovremo essere capaci di stare unite e aiutare le nuove ragazze che arriveranno ad inserirsi nel gruppo“.

Il target per le prossime due partite è di mettere qualche punto in più e continuare a crescere, dobbiamo stare concentrate su di noi. Per quanto riguarda la corsa per la qualificazione alla prossima WRWC 2017, non credo che sia solo l’Italia il nostro avversario ma al momento non vogliamo pensarci. Vogliamo solo concentrarci sui miglioramenti alle nostre performance e provare a fare bene, anche perché avremo anche il Sei Nazioni del prossimo anno per provare a conquistarci la qualificazione alla Coppa del Mondo“.

Tracy Balmer, il capitano della Scozia, vede “molti aspetti positivi nella prestazione della squadra, nonostante la gara sia stata molto difficile e il risultato ci penalizza. Grazie al grande lavoro di Jules Maxton stiamo migliorando, abbiamo marcato la nostra prima meta e dobbiamo continuare su questa strada. Forse il tabellino non ci premia, ma noi sappiamo che dobbiamo continuare a lavorare e a migliorare, gara dopo gara. Se noi miglioriamo, anche le altre squadre migliorano, comunque. Anche l’Italia, oggi, è cresciuta rispetto alle ultime uscite e noi non possiamo permetterci delle pause“.

Non so dire cosa abbiamo fatto peggio della gara contro il Galles, dovremo analizzare le partite con calma nei prossimi giorni. Forse siamo state più aggressive contro il Galles e oggi abbiamo cercato di mantenere un atteggiamento un po’ più ‘razionale’ che ci ha penalizzate dal punto di vista della combattività. Siamo un gruppo che si lascia andare un po’ troppo all’emotività in molti momenti e sappiamo che sotto questo aspetto dovremo lavorare molto. Nel primo tempo abbiamo fatto un paio di scelte sbagliate che ci sono costate care e dovremo analizzare bene questa gara in vista delle prossime due partite contro due squadre molto, molto forti come Inghilterra e Irlanda“.

Capitano e head coach sono in perfetta sintonia per quanto riguarda gli obiettivi di questo finale di Championship: continuare a migliorare le prestazioni e, se possibile, mettere più punti a referto.

Abbiamo mostrato che possiamo marcare delle mete e fare punti, dobbiamo continuare così anche contro due avversari molto difficili da affrontare. Il Championship negli ultimi anni è cambiato tantissimo; fino a qualche anno fa, l’Inghilterra praticamente giocava da sola per vincere, mentre adesso Francia, Irlanda e tutte le altre sono cresciute“.

Abbiamo creato molte più occasioni oggi, rispetto alle ultime volte che abbiamo incontrato l’Italia, siamo riuscite ad andare oltre la loro difesa molte volte ma non siamo state altrettanto brave in fase finale, nei dettagli, nelle mancanza di sostegno o negli errori di handling. Il risultato sarebbe stato diverso, senza dubbio. Anche in difesa, contro il Galles siamo state brave nei placcaggi, mentre oggi lo siamo state un po’ meno. Dobbiamo essere più ciniche quando siamo in prossimità della linea di meta, ma qui paghiamo la scarsa dimestichezza e la poca abitudine a stare a lungo nei 22m avversari; dobbiamo lavorare sul territorio e sul possesso, dobbiamo continuare a metterci in condizione di passare più tempo nel campo avversario per familiarizzare con quella parte di campo“.

Femminile: L’Italia vince a Cumbernauld contro una Scozia bella ma troppo disordinata

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Un momento della sfida tra Scozia e Italia (mia foto)

Broadwood Stadium (Cumbernauld) – L’Italia femminile bissa il successo della Nazionale maggiore di ieri chiudendo un weekend rugbistico a forti tinte d’azzurro. Il successo sulle rivali scozzesi, importante sia per la classifica di questo Sei Nazioni, sia in chiave qualificazione per la WRWC 2017, è arrivato al termine di una bella partita, giocata a viso aperto da entrambe le squadre che hanno messo in campo tanta voglia di fare. Si sono viste cose belle, come le mete azzurre e la prima meta del Championship 2015 della Scozia, un grande risultato per il gruppo di coach Jules Maxton che sta cercando di crescere, nonostante le difficoltà, e cose meno belle, come l’indisciplina dell’Italia nei punti d’incontro e la mancanza di cinismo della Scozia quando riusciva ad entrare nei 22m avversari, ma nel complesso il pubblico presente sugli spalti si è divertito.

Il terreno di gioco sintetico ha permesso alle squadre di giocare il proprio rugby nonostante le condizioni atmosferiche, a tratti, molto difficili; pioggia e sole si sono alternati nel pomeriggio, con il forte vento come comune denominatore e una forte quanto improvvisa grandinata che si è abbattuta sulle ragazze nei minuti finali.

Il cammino della Scozia femminile per arrivare al livello delle prime squadre al mondo sarà lungo e richiederà tempo, molto probabilmente si passerà attraverso più di qualche sconfitta, ma la sfida più importante, da vincere, sarà mantenere sempre lo stesso entusiasmo.

La Scozia parte bene e cerca di attaccare la difesa italiana sfruttando le doti fisiche del pilone sinistro, Lisa Robertson, e dei suoi avanti. È l’Italia, però, ad andare in meta alla prima occasione; bravi gli avanti che guadagnano metri preziosi con una rolling maul. Quando si forma la ruck, è abile Sara Barattin nel riciclo veloce sull’accorrente Maria Magatti che può andare in meta sotto ai pali.

Poco dopo è Manuela Furlan a sfruttare un’altra bella giocata delle avanti azzurre; vinta la mischia sui 10m avversari, capitan Gaudino esce palla in mano e prima di servire ancora Barattin. Il mediano premia l’inserimento dalle retrovie di Furlan con un passaggio che mette l’estremo azzurro in condizione di superare in velocità l’intervento disperato di Rollie prima di andare a marcare ancora in prossimità dei pali la seconda meta italiana.

Veronica Schiavon trasforma entrambe le marcature, mandando le Azzurre avanti sullo 0-14.

La Scozia, comunque, resta compatta e continua a provare a fare gioco, costringendo l’Italia a commettere qualche fallo di troppo; il direttore di gara richiama capitan Gaudino, prima di concedere la terza punizione consecutiva che Deans scegli di piazzare, mettendo a referto i primi punti per le padrone di casa.

Scozia ancora protagonista poco dopo, ma stavolta per l’ottimo lavoro in fase difensiva; due avanzate azzurre vengono fermate ad un palmo dalla linea di meta, chiudendo la doppia azione multifase con un calcio di punizione per un’irregolarità azzurra al breakdown.

Quando l’Italia spinge e può agire in velocità, però, fa sempre male. Poco prima della mezz’ora Maria Magatti può andare via sulla destra per andare a marcare la sua seconda meta personale, la terza per le Azzurre, che, nonostante Schiavon manchi la trasformazione, ipoteca la vittoria finale.

La Scozia torna ad attaccare ma spreca due ottime occasioni per andare in meta negli ultimi minuti, dopo aver messo la difesa azzurra sotto grande pressione.

Italia più concreta, abile nello sfruttare al meglio quasi tutte le occasioni create, Scozia forse meglio in fase difensiva e bene in touche, mentre in fase di possesso, nonostante la grande volontà, qualche problema anche per la troppa distanza tra i reparti.

Nel secondo tempo le Azzurre pagano la troppa indisciplina del finale della prima frazione con il giallo a Favia Severin – per un in avanti volontario – e la Scozia prova ad approfittare della superiorità numerica; l’Italia gioca in 13 per un minuto, quando Michela Este non rotola via in un breakdown poco fuori dai 22m difensivi. Decisione un po’ troppo fiscale del direttore di gara irlandese, Helen O’Reilly, ma le Azzurre devono davvero fare attenzione a questo aspetto.

Gli attacchi scozzesi si spengono, però, contro il muro difensivo italiano e pagano la poca fantasia in fase d’impostazione. Anche quando l’apertura scozzese, Martin, riesce a conquistare l’ovale dopo aver murato un calcio di avanzamento di Schiavon, pur avendo la strada spianata verso la meta non ha né la velocità, né il sostegno delle compagne per andare a finalizzare, con l’azione che si spegne poco addentro ai 22m italiani.
In chiusa, nonostante Magatti – meritassima “player of the match” – si schieri openside flanker, le Azzurre tengono bene e vanno ancora in meta attorno all’ora di gioco. Veronica Schiavon finalizza una bella azione sull’asse Magatti-Sillari con quest’ultima brava nel passaggio smarcante per l’apertura azzurra che va a marcare fin sotto i pali prima di trasformare per il 3-26.

Nell’ultimo quarto le due squadre, anche a causa dei numerosi cambi, abbassano un po’ il ritmo, ma la Scozia può comunque festeggiare la sua prima meta del 6 Nations – l’ultima era arrivata contro l’Italia per merito di Anna Sergeant nella scorsa edizione. È il flanker Jade Konkel, player of the match contro il Galles, ad andare oltre la linea al termine di un’azione insistita a ridosso dei 5m azzurri.

Martin manca la trasformazione ma la gara, nonostante sia ormai decisa, regala ancora l’ultima meta grazie alla bella azione personale di Maria Grazia Cioffi che si invola da metà campo fin oltre la linea di meta avversaria, fissando il risultato sull’8-31

Scozia 8
Italia 31

Score: 6’ Magatti m Schiavon tr (0-7), 13’ Furlan m Schiavon tr (0-14), 23’ Deans cp (3-14), 29’ Magatti m (3-19); 59’ Schiavon m Schiavon tr (3-26), 74’ Konkel m (8-26), 77’ Cioffi m (8-31).

Scozia: 15 Chloe Rollie 14 Hannah Sloan 13 Hannah Smith 12 Nuala Deans 11 Abi Evans 10 Lisa Martin 9 Sarah Law 1 Lisa Robertson 2 Lana Skeldon 3 Tracy Balmer (C) 4 Christianne Fahey 5 Emma Wassell 6 Rachel Cook 7 Karen Dunbar 8 Jade Konkel
Panchina: 16 Lindsey Smith 17 Heather Lockhart 18 Katie Dougan 19 Deborah McCormack 20 Lyndsay O’Donnell 21 Mhairi Grieve 22 Claire Bain 23 Eilidh Sinclair

Italia: 15 Manuela Furlan 14 Maria Magatti 13 Michela Sillari 12 Beatrice Rigoni 11 Maria Grazia Cioffi 10 Veronica Schiavon 9 Sara Barattin 1 Elisa Cucchiella 2 Melissa Bettoni 3 Lucia Gai 4 Flavia Severin 5 Alice Trevisan 6 Michela Este 7 Elisa Giordano 8 Silvia Gaudino (C)
Panchina: 16 Lucia Cammarano 17 Awa Coulibaly 18 Ilaria Arrighetti 19 Alessia Pantarotto 20 Valentina Ruzza 21 Paola Zangirolami 22 Sofia Stefan 23 Federica Cipolla

HT: 3-19
Note: 5°C, vento forte, pioggia a tratti. Elisa Cucchiella entra in campo da sola per festeggiare il 50esimo cap con l’Italia
Sin bin: 44’ Flavia Severin (Italia), 53’ Michela Este (Italia).
Player of the match: Maria Magatti (Italia)
Spettatori: 550
Arbitro: Helen O’Reilly (IRFU)

Sei Nazioni: Impresa Italia al BT Murrayfield. Scozia, che involuzione!

Credit: Jason O'Callaghan
Credit: Jason O’Callaghan

BT Murrayfield (Edimburgo) – L’Italia vince per la seconda volta nella storia del suo Sei Nazioni al BT Murrayfield al termine di una partita brutta ma combattuta fino alla fine, in cui gli Azzurri, pur non impressionando per la qualità delle giocate, hanno mostrato carattere, voglia di vincere e tanta, tanta determinazione. La Scozia spreca la terza occasione consecutiva per fare bene in questo Championship, ma oggi i Blues hanno giocato forse la loro peggior prestazione da quando Vern Cotter è arrivato nell’estate scorsa. Troppa brutta per essere vera, si dice, ma la prova di oggi deve necessariamente far suonare più di un campanello d’allarme nella stanza dei bottoni del rugby scozzese. L’Italia merita, stramerita il successo per la determinazione messa in campo oggi; di fronte ad un numero impressionante di infortuni e pur con tutte le difficoltà incontrate nella preparazione del match, capitan Parisse e compagni hanno dimostrato che, sapendo soffrire e stringendo i denti, i risultati arrivano. La sconfitta oggi deve essere una lezione per tutti, dalle parti del BT Murrayfield. Serve un bagno d’umiltà, prima di affrontare le ultime due gare di questo Sei Nazioni che, partito sotto i migliori auspici, rischia di essere uno dei peggiori degli ultimi anni.

L’inizio dell’Italia è davvero da brividi. Gli Azzurri concedono la prima punizione calciabile agli avversari dopo poco meno di trenta secondi, regalando a capitan Laidlaw i primi tre punti. La Scozia parte meglio, cerca di passare attraverso le fasi ma, fin dall’avvio, non riesce a dare un ritmo insostenibile alle sue giocate.

Gli Azzurri prendono fiducia ma, proprio quando iniziano ad impostare la prima azione attraverso le fasi, un bruttissimo errore di Haimona, che pur non essendo sotto pressione sbaglia un passaggio sulla metà campo, regala l’ovale a Mark Bennett. Il centro dei Warriors trova la strada spianata verso la meta, facendosi più di cinquanta metri indisturbato prima di andare in tuffo sotto ai pali. Laidlaw trasforma e la Scozia vola sul 10-0.

Un parziale simile, nell’ultima gara contro il Galles, ha fiaccato la resistenza scozzese ma l’Italia, nell’azione successiva, è brava e fortunata. Sean Lamont cerca di tenere in campo calcio di rinvio di Haimona ma finisce oltre la linea laterale, regalando all’Italia la rimessa nei 22m scozzesi. Gli avanti azzurri confezionano una rolling maul da manuale che si ferma solo oltre la linea di meta avversaria, con Joshua Furno, anche oggi uno dei migliori, che ha l’onore di schiacciarla per la prima marcatura azzurra. Haimona, da posizione laterale, spedisce a lato la trasformazione ma l’Italia c’è.

Un’irregolarità di Minto manda Laidlaw ancora dalla piazzola, con il capitano scozzese che si ripete dieci minuti dopo quando la linea difensiva italiana viene pescata in fuorigioco; Haimona, ripresosi dall’errore che ha regalato la meta, poco prima era riuscito a calciare tra i pali una punizione conquistata all’altezza dei 10m avversari, ma nel complesso l’Italia, senza impressionare particolarmente, sembra esserci, mentre la Scozia non riesce ad esprimere il tipo di gioco che Vern Cotter va predicando dall’estate scorsa.

Negli ultimi dieci minuti gli Azzurri crescono e, meritatamente, trovano la seconda meta. Haimona calcia sul palo una punizione ma la difesa scozzese si addormenta e Giovanbattista Venditti si può lanciare sul pallone. L’ala italiana è bravissimo a tenere il possesso, nonostante la pressione avversaria e a riuscire a schiacciare la palla oltre la linea. Clancy si affida al TMO prima di convalidare la meta. Haimona trasforma per il 16-15 con cui le squadre vanno a riposo.

La ripresa dell’apertura italiana dura solo poco meno di cinque minuti, perché è costretto a lasciare il campo per infortunio. La gara è bruttina, con le due squadre che si sfidano continuamente in chiusa scambiandosi punizioni che, però, non muovono il tabellino. Al 51′ Tommy Allan, da ottima posizione, manca il suo primo calcio, mentre Laidlaw, al 64′, è preciso quando, dopo diciotto fasi, Minto non rotola via e allunga il vantaggio scozzese sul 19-15, mettendo a referto i primi punti del secondo tempo.

I Blues, però, non sembrano in grado di poter gestire il vantaggio né di chiudere la gara e l’Italia torna a crederci, mettendo pressione sia in chiusa, sia nei punti d’incontro, aspetto che nella vigilia era stato indicato da Parisse e compagni come la chiave del match. Negli ultimi dieci minuti la pressione italiana diventa quasi insostenibile e la Scozia non riesce più a passare la metà campo. Gli Azzurri guadagnano tre calci di punizione consecutivi ma, al 74′, un sussulto del pack scozzese spinge Clancy a fischiare un’irregolarità a Cittadini. Horne, però, non trova la touche e l’Italia torna ancora a testa bassa nella metà campo avversaria.

La prima rolling maul fermata irregolarmente costa il giallo a Ben Toolis mentre la seconda, ad un palmo dalla linea di meta, costringe Clancy ad assegnare la meta tecnica agli Azzurri che, a tempo scaduto, regala la seconda vittoria in trasferta all’Italia della storia del suo Sei Nazioni. Clancy mostra il secondo giallo del match, stavolta ad Hamish Watson, prima che Tommaso Allan trasformi fissando il risultato sul 19-22.

Scozia 19
Italia 22

Score: 1′ Laidlaw cp (3-0), 7′ Bennett m Laidlaw tr (10-0), 10′ Furno m (10-5), 15′ Laidlaw cp (13-5), 17′ Haimona cp (13-8), 26′ Laidlaw cp (16-8), 36′ Venditti m Haimona tr (16-15); 64′ Laidlaw cp (19-15), 80′ Italia meta tecnica Allan tr (19-22).

Scozia: 15 Stuart Hogg 14 Tommy Seymour 13 Mark Bennett 12 Alex Dunbar 11 Sean Lamont (Glasgow Warriors) 9 Greig Laidlaw (C) 1 Alasdair Dickinson 2 Ross Ford 3 Euan Murray 4 Tim Swinson 5 Jonny Gray 6 Rob Harley 7 Blair Cowan 8 Johnnie Beattie
Panchina: 16 Fraser Brown 17 Ryan Grant 18 Geoff Cross 19 Ben Toolis 20 Hamish Watson 21 Sam Hidalgo-Clyne 22 Greig Tonks 23 Matt Scott

Italia: 15 Luke McLean 14 Michele Visentin 13 Luca Morisi 12 Enrico Bacchin 11 Giovambattista Venditti 10 Kelly Haimona 9 Edoardo Gori 1 Matias Aguero 2 Leonardo Ghiraldini 3 Dario Chistolini 4 George Biagi 5 Joshua Furno 6 Francesco Minto 7 Simone Favaro 8 Sergio Parisse (C)
Panchina: 16 Andrea Manici 17 Alberto De Marchi 18 Lorenzo Cittadini 19 Marco Fuser 20 Samuela Vunisa 21 Guglielmo Palazzani 22 Tommaso Allan 23 Giulio Bisegni

HT: 16-15
Note: 8°C, cielo coperto, vento a tratti (12mph). Primo cap con la Nazionale Italiana per Enrico Bacchin e Michele Visentin.
Sin bin: 78′ Ben Toolis (Scozia), 80′ Hamish Watson (Scozia).
Man of the match: Luke McLean (Italia)
Spettatori: 62188 (record per le gare contro l’Italia)
Arbitro: George Clancy (IRFU)

Under-20: La Scozia umilia l’Italia a Galashiels

Screen Shot 2015-02-28 at 00.09.53Dura lezione impartita dalla Scozia under-20 ai pari età italiani. Gli Azzurrini cedono 45-0 al Netherdale di Galashiels al termine di una gara a senso unico e praticamente mai in discussione.

I wee Blues mettono al sicuro il risultato nel primo tempo, chiuso sul 19-0 grazie alle mete di George Horne, fratello di Peter che domani giocherà apertura contro l’Italia e di capitan Ritchie, prima di ingrossare il tabellino nella ripresa.

Seconda vittoria consecutiva per i ragazzi di coach Sean Lineen, dopo la grande rimonta sul Galles di due settimane fa, e Sei Nazioni che, con due gare ancora da giocare, può essere archiviato come uno dei più positivi. Per l’Italia, invece, un’altra sconfitta – la terza consecutiva, ma quello che preoccupa maggiormente in vista dei Junior World Championship casalinghi del prossimo giugno è l’involuzione nel gioco dei ragazzi di Troncon.

Scozia 45
Italia  0

Marcatori: p.t. 5’ m. Horne tr. Horne (7-0); 13’ m. Ritchie (12-0); 30’ m. Irvine-Hess tr. Horne (19-0); s.t. 6’ m. Kelly tr. Horne (26-0); 29’ m. Ritchie tr. Galbraith (33-0); 32’ m. Robbins tr. Galbraith (40-0); 39’ m. Coombes (45-0)

Scozia: Howarth; Smith (16’ st. Robbins), Russell, Kelly, Coombes; Hutchinson (21’ st. Galbraith), Horne (21’ st. Vellacott); Bradbury, Ritchie (cap), Irvine-Hess; Carmichael, Davidson (16’ st. Cummings); Fagerson, Graham (16’ st. James), McCallum (24’ st. Elkington)

all. Lineen

Italia: Sperandio; Agbasse, De Santis, Lucchin, Beraldin; Minozzi, Petrozzi; Giammarioli, Polledri, Archetti; Fragnito, Zanetti; Buonfiglio (cap), Luus, Dallavalle

altri entrati: Cincotto, Makelara, Pavesi, D’Onofrio, Cornelli, Raffaele, Azzolini, Casalini

all. Troncon

Cartellini: 25’ pt. giallo Dallavalle (Italia)

(tabellino a cura dell’Ufficio Stampa FIR)

“il rugby degli altri”: Sei Nazioni, Sergio Parisse sa che al BT Murrayfield “sarà una gara difficile”

Sergio Parisse (Credit esclusivo: Jason O'Callaghan / Alba Ovale)
Sergio Parisse (Credit esclusivo: Jason O’Callaghan / Alba Ovale)

Edimburgo – Sergio Parisse, capitano dell’Italia, sarà l’unico ‘reduce’ del successo azzurro del 2007, prima e finora unica vittoria esterna nella storia della partecipazione al Sei Nazioni raccolta proprio al BT Murrayfield.

Ho un bel ricordo di quel giorno, ma domani sarà un’altra storia. Sarà molto difficile che riusciremo ancora ad approfittare di tre intercetti nei primi quindici minuti. Ce lo auguriamo, ma sarà difficile”.

Il capitano azzurro parla alla vigilia di una delle sfide più importanti dell’Italia degli ultimi anni, che arriva dopo un anno negativo, il 2014, chiuso con una sola vittoria – contro Samoa ad Ascoli Piceno – dopo un Sei Nazioni da dimenticare. Le prime due gare del 2015, l’anno della RWC, hanno fatto vedere qualcosa di incoraggiante ma il prossimo avversario, la Scozia, è da prendere con le molle.

La Scozia inizierà la partita cerando di alzare subito il ritmo, per metterci in difficoltà. Ci aspettiamo un inizio intenso e noi dovremo essere concentrati fin da subito, perché se li lasciamo giocare senza cercare di fermarli sul nascere potremmo andare in difficoltà. Non abbiamo analizzato i singoli, abbiamo analizzato l’avversario nel complesso; i loro trequarti sono forti, giocano tutti nella stessa squadra e sono molto affiatati”.

La chiave del match sarà nei punti d’incontro. La Scozia è una squadra rognosa, che sporca sempre i punti d’incontro sia con gli avanti, sia soprattutto coi trequarti; penso a Dunbar e Sean Lamont, bravi a ‘fare confusione’ al largo e creare scompiglio al breakdown. Loro sono molto performanti in quel fondamentale, contro Francia e Galles hanno totalizzato un grande numero di turnover e noi dovremo essere bravi a non fargli fare il loro gioco. Noi dovremo essere capaci di giocare senza timore ed essere bravi ad imporre il nostro gioco, come abbiamo fatto a Londra, e dare continuità. La nostra mediana avrà il compito fondamentale di capire i momenti e adattare le nostre giocate di conseguenza, alternando le giocate alla mano alla ricerca di territorio sfruttando i calci di posizione. Anche il clima sarà importante e influirà sulle nostre scelte; il nostro piano di gioco non è cambiato, noi avanti dobbiamo dominare in touche e in mischia ed essere convinti che sarà una battaglia che durerà ottanta minuti”.