BT Premiership: Bene tutte le favorite all’esordio, al Currie l’unico successo casalingo

BT-logoEdimburgo – Mentre Heriot’s e Boroughmuir si giocavano la BT Scottish Rugby Charity Shield al BT Murrayfield, prendeva il via la nuova stagione di BT Premiership con le altre squadre impegnate nella prima giornata della massima competizione domestica scozzese.

Non ci sono state particolari sorprese, con le squadre favorite per la lotta per un posto nella post-season tutte vincenti. Il Currie è l’unica squadra in grado di mantenere inviolato il proprio terreno di gioco e lo fa battendo nettamente lo Stirling County, che lo scorso anno ha evitato la retrocessione in National 1 solo dopo lo spareggio. A Melrose e Gala vanno i due derby dei Borders, rispettivamente contro Hawick e il neopromosso Selkirk, mentre Ayr va a vince ad Old Anniesland contro i Glasgow Hawks.

BT Premiership, 1 giornata 

Boroughmuir-Heriot’s (rinviata)
Currie RFC-Stirling County 58-15
Glasgow Hawks-Ayr RFC 3-32
Hawick RFC-Melrose RFC 15-31
Selkirk RFC-Gala RFC 13-32

Classifica: Currie, Ayr, Gala, Melrose 5 punti; Hawick, Selkirk, Hawks, County, Heriot’s*, Broughmuir* 0 punti.

*una partita in meno

Pubblicato in BT Premiership e BT Cup | Lascia un commento

Test Match: Una meta di DTH regala al Canada la “Battle for Nova Scotia”

(Screenshot dal sito http://battlefornewscotland.ca)

(Screenshot dal sito http://battlefornewscotland.ca)

Una meta del grande ex di giornata, DTH van der Merwe, regala al Canada la “Battle for Nova Scotia”, il test pre-season giocatosi ieri contro i Glasgow Warriors in un sobborgo di Halifax.

I Warriors, che sabato prossimo inizieranno la difesa del titolo di GUINNESS PRO12 in casa contro gli Scarlets, sono i primi a passare in vantaggio grazie alla meta del centro Glenn Bryce, ma il Canada trova il sorpasso dopo con la meta del seconda linea Cudmore, trasformata da Nathan Hirayama, seguita dalla seconda marcatura dei nordamericani messa a segno dal terza linea Hearn – con l’apertura ancora preciso dalla piazzola. I Warriors chiudono la prima frazione sotto nel punteggio e in inferiorità numerica, dopo il giallo rimediato da Rory Clegg, schierato apertura da Townsend.

I Glaswegians nella ripresa tornano a spingere ma la difesa canadese tiene bene, almeno fin quando le Maple Leaves non restano in quattordici – giallo per il seconda linea Evan Olmstead. A nove minuti dallo scadere l’ala Junior Bulumakau va in meta nell’angolo alla destra d’attacco riaprendo la gara, prima che il Canada metta al sicuro la vittoria con una meta del grande ex DTH van der Merwe. Buone indicazioni per coach Townsend e buona anche la prova dell’italiano Simone Favaro, apparso pronto a prendersi la maglia da titolare nella prima uscita ufficiale.

Canada 19
Glasgow Warriors 12

Canada: 15 Matt Evans, 14 Jeff Hassler, 13 Ciaran Hearn, 12 Connor Braid, 11 DTH van der Merwe, 10 Nathan Hirayama, 9 Phil Mack, 8 Richard Thorpe, 7 Nanyak Dala, 6 Kyle Gilmour, 5 Jamie Cudmore (C), 4 Evan Olmstead, 3 Andrew Tiedemann, 2 Benoit Piffero, 1 Djustice Sears-Duru.
Panchina: 16 Hubert Buydens, 17 Ray Barkwill, 18 Doug Wooldridge, 19 Jebb Sinclair, 20 Aaron Carpenter, 21 Jamie Mackenzie, 22 Liam Underwood, 23 Harry Jones, 24 Brett Beukeboom, 25 Phil Mackenzie.

Glasgow Warriors: 15 Peter Murchie (C), 14 Lee Jones, 13 Glenn Bryce, 12 Fraser Lyle, 11 Rory Hughes, 10 Rory Clegg, 9 Mike Blair, 8 Josh Strauss, 7 Chris Fusaro, 6 Simone Favaro, 5 Kieran Low, 4 Tim Swinson, 3 Zander Fagerson, 2 Pat MacArthur, 1 Jerry Yanuyanutawa.
Panchina: George Hunter, Kevin Bryce, Mike Cusack, D’arcy Rae, Scott Cummings, James Eddie, Will Bordill, Jason Hill, Grayson Hart, Scott Wight, Mark Robertson, Robbie Fergusson, Junior Bulumakau.

Pubblicato in Glasgow Warriors, RWC2015, Test Match | Lascia un commento

“la RWC2015 degli altri”: Italia, Brunel non sa darsi una spiegazione: “Da un opposto all’altro in una settimana”

Jacques Brunel non riesce a spiegarsi la prestazione degli Azzurri (Credit: Jason O'Callaghan)

Jacques Brunel non riesce a spiegarsi la prestazione degli Azzurri (Credit: Jason O’Callaghan)

BT Murrayfield (Edimburgo) – “Sono molto dispiaciuto circa la prestazione di oggi ma, sinceramente, non capisco come si possa passare da una bella partita settimana scorsa a quella messa in campo oggi, non capisco perché né come. Abbiamo iniziato con molte punizioni in mischia, di cui dovremo chiedere conto al direttore di gara perché abbiamo avuto un grosso problema in quell’aspetto. Dopo, abbiamo perso la gestione dell’ovale e non siamo stati in grado di mettere in campo il nostro gioco“.

È un Jacques Brunel incredulo quello che si presenta in sala stampa dopo la gara contro la Scozia, in cui l’Italia è uscita non solo ridimensionata ma anche abbattuta nel morale.

L’aspetto che mi preoccupa di più, mi ripeto, è l’essere passati ad avere il possesso dell’ovale, che siamo stati bravi a mantenere attraverso le fasi e creato occasioni di andare in meta, ad una partita come quella di oggi, dove non siamo più stati in grado di avere il possesso, dove abbiamo preso punizioni contro in mischia, siamo troppo indisciplinati, regaliamo almeno tre intercetti all’avversario… Siamo andati da un opposto all’altro in una settimana, e questo mi preoccupa. Non penso sia un problema psicologico, siamo entrati poco tonici in campo ma sinceramente non saprei dire meglio, i giocatori lo sanno sicuramente più di me. Continuo a non capire come abbiamo potuto giocare così oggi“.

Se avessi una spiegazione, sarebbe facile risolvere i problemi“, risponde l’head coach azzurro alla domanda di un cronista che mette in evidenza le difficoltà evidenziate non solo in mischia chiusa o in difesa, ma anche in fase di possesso. “Anche qui, non capisco come in una settimana siamo passati da giocare azioni multifase, mantenendo il possesso, a perdere l’ovale dopo due fasi. È una sorpresa, qualcosa che non riesco a spiegarmi davvero. Nel secondo tempo i problemi più grandi sono venuti quando abbiamo perso il possesso anche questo è un aspetto che dovremo sistemare“.

Sono convinto che sia stata comunque una giornata storta, dove tutto è andato male“, continua Brunel, “piuttosto che parlare di problemi più profondi, perché finora abbiamo lavorato bene, negli ultimi due mesi e mezzo sul campo ci siamo impegnati e non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo fatto e quello che possiamo fare. Oggi è andata male, ma dobbiamo avere come punto di riferimento la settimana scorsa e sono convinto che andremo a risolvere i nostri problemi”.

Il primo aspetto su cui lavoreremo sarà quello della fiducia, che dobbiamo ritrovare perché nella Coppa del Mondo ogni partita sarà diversa“, chiosa Brunel. “O, almeno, speriamo che ogni partita sarà diversa. Dobbiamo vedere i problemi che abbiamo avuto e subito entrare nella prossima partita con un’attitudine positiva, altrimenti è finita, altrimenti non abbiamo neanche la possibilità di mantenere vivi i nostri sogni“.

Nel finale, due parole sull’avversario di oggi: “La Scozia è scesa in campo con la migliore formazione, o con una delle migliori formazioni possibili. La conosciamo, sappiamo che possono fare bene e che sono una squadra di esperienza che da qualche anno ha della qualità. È innegabile, però, che noi abbiamo dato alla Scozia la possibilità di mostrare una bella immagine di sé oggi“.

È difficile analizzare la gara di oggi“, fa eco capitan Ghiraldini. “Abbiamo regalato troppe punizioni all’inizio della partita, perdendo le prime quattro/cinque mischie che ci sono costate altrettante punizioni contro e questo è inaccettabile. Senza dubbio non siamo stati capaci di interpretare al meglio le direttive dell’arbitro e in questo dovevamo essere migliori, ma posso dire che da parte nostra non è cambiato minimamente il modo di lavorare in settimana né durante la partita. Siamo riusciti in parte a fare il nostro lavoro, quando non siamo stati penalizzati“.

Pubblicato in Il rugby degli altri, Interviste, Test Match | Lascia un commento

Road to RWC2015: Una Scozia bella e concentrata non lascia scampo all’Italia

La Scozia umilia l'Italia al BT Murrayfield (mia foto)

La Scozia umilia l’Italia al BT Murrayfield (mia foto)

BT Murrayfield (Edimburgo) – La Scozia vince la seconda gara della sua estate pre-RWC e lo fa “in style”, contro un’Italia oggi apparsa ancora più brutta e in difficoltà di quella uscita sconfitta dalla gara di Torino una settimana fa. Problemi grossi in fase difensiva, in mischia chiusa – una volta fiore all’occhiello degli Azzurri, problemi ancora più grossi in fase di possesso, con troppi passaggi sbagliati e una pessima lettura dei momenti-chiave. Per quanto riguarda la Scozia, per Cotter arrivano, finalmente, ottime indicazioni dal campo; la squadra schierata oggi ha risposto bene, i giocatori sono apparsi tonici dal punto di vista fisico e mentale. Qualche piccolo errore, spazio per miglioramenti ma, sicuramente, un’ottima base da cui impostare la campagna mondiale – martedì Cotter annuncerà il gruppo, adesso serve dare continuità nella prossima, dura trasferta di Parigi, prima di pensare al Giappone. Per gli Azzurri, troppi punti interrogativi e il rischio che la prossima gara, a Cardiff contro il Galles, deprima ulteriormente un ambiente apparso tutt’altro che sereno.

La Scozia perde subito il possesso perché Finn Russell sbaglia il calcio di inizio – troppo corto – ma il pack dei Dark Blues rimedia all’errore nella successiva mischia chiusa, mettendo Castrogiovanni sotto pressione. La Scozia vince anche la seconda scrum, che arriva a stretto giro di posta e vede ancora penalizzato Castro, e Laidlaw può trovare dalla piazzola i primi punti della gara.

Il pack azzurro non riesce a riprendersi e perde anche la terza mischia ordinata – stavolta penalizzato Aguero che fa crollare la mischia – e la penal’touche di Russell costruisce la piattaforma per la prima meta scozzese. L’apertura dei Warriors, dopo qualche fase che fiacca la difesa italiana, ‘pesca’ con un perfetto passaggio al piede Sean Lamont sulla fascia destra d’attacco; l’ala vince il confronto fisico con Palazzani e vola oltre la linea. Laidlaw aggiunge i punti della trasformazione e per l’Italia la gara si fa già terribilmente in salita.

Gli Azzurri sembrano incapaci di reagire – Sarto per poco non innesca la seconda meta scozzese con un brutto errore sui 22m con possesso italiano – mentre la Scozia continua a mettere pressione in ogni zona del campo. Un paio di irregolarità commesse dai Dark Blues – oggi nella nuova, bellissima divisa bianca – regalano all’Italia il possesso e, soprattutto, tempo per rifiatare. Al 17′ l’Italia si affaccia nei 22m avversari per la prima volta, con la prima maul innescata da una penal’touche, ma la difesa scozzese tiene bene, conquista l’ovale e riparte, con l’azione che si ferma solo – dopo troppi placcaggi mancati e metri persi – per un in avanti non forzato di Bennett.

Nel primo quarto c’è stata solo una squadra in campo, e sembra che le speranze italiane, da come si sta incanalando la gara, siano più riposte in un ‘crollo’ scozzese che in una potenziale ‘riscossa’. Il pack azzurro perde la quarta mischia consecutiva e Poite richiama Ghiraldini, chiedendo più disciplina ai suoi due piloni; nell’azione successiva, però, Minto si fa pescare in fuorigioco e Laidlaw aggiunge altri tre punti dalla piazzola.

Al 25′ l’Italia torna nei 22m avversari – Dickinson non rilascia McLean e Allan calcia in touche – ma spreca tutto quando Vunisa si lancia sulla rimessa laterale di Ghiraldini; ribaltamento di fronte, ottimo lavoro di Barclay al breakdown e Laidlaw ancora preciso dalla piazzola, a marcare il punto numero 350 con la maglia della Scozia – in 40 presenze.

Al minuto 28 il pack italiano vince la prima mischia chiusa – bravo Castro, stavolta, su Dickinson – e trova, abbastanza sorprendentemente ma con merito, la prima meta del match. Vinta la touche, si forma una maul che non riesce, però, ad avanzare. Tommy Allan vede scoperta la difesa scozzese e opta per un passaggio al piede su Campagnaro. Il centro italiano e bravo e fortunato – quando Visser pasticcia sulla palla alta – e può schiacciare l’ovale in meta. Allan aggiunge i punti dalla piazzola e spegne l’entusiasmo del Murrayfield, dopo mezz’ora che si può tranquillamente definire di fuoco.

Quando riprende il gioco, l’Italia deve fare a meno di Aguero, sostituito da Michele Rizzo dopo un colpo subito in un breakdown, ma la musica in chiusa non cambia, con Poite che penalizza subito il pilone dei Tigers – per non aver “mostrato la spalla”, letteralmente.

Russell va ancora in touche ma stavolta Furno è bravissimo a leggere il tempo e a rubare l’ovale, annullando una buona occasione da meta scozzese. Il sollievo dura poco, però, perché nell’azione successiva l’Italia resta in inferiorità – Minto fa crollare volontariamente  la maul scozzese – e subisce la meta di John Barclay, che riesce a schiacciare l’ovale nonostante la disperata difesa di Ghiraldini ed Esposito. Laidlaw trasforma ma, quando il cronometro dello stadio segna il minuto 40 e Russell calcia fuori, c’è un colpo di scena: Poite viene avvisato dal TMO – consultato anche poco prima in occasione della meta di Barclay – che ci sono ancora 30″ da giocare e richiama le squadre in campo. L’Italia ha quindi una touche sui 22m avversari e prova a far fruttare il regalo del direttore di gara, ma perde l’occasione – e si salva quando, sulla ripartenza di Hogg, Esposito riesce ad annullare l’ovale nella sua area di meta in recupero disperato.

I due head coach scelgono di non effettuare cambi durante l’intervallo e ripropongono lo stesso XV iniziale – uniche differenze, Rizzo per Aguero e Minto ancora nel sin bin.
McLean si fa vedere con un paio di avanzate, ma quando riparte la Scozia si rende subito pericolosa con Visser, che viene però fermato – non senza patemi – dalla difesa italiana.

Minto torna in campo quando la Scozia ha appena conquistato la prima punizione della ripresa e sceglie di andare in touche, andando in meta nell’azione successiva con Tim Visser. Perfetta esecuzione del line-out, buona gestione del possesso, palla a Russell dopo qualche fase che serve al largo l’ala degli Harlequins che ha la via della meta spalancata davanti a sé.

Secondo cambio forzato per l’Italia al 51′, quando Esposito lascia il campo per infortunio sostituito da Andrea Masi; il trequarti degli Wasps va estremo, con McLean che si sposta all’ala. Anche Cotter effettua la prima sostituzione, inserendo Matt Scott per Peter Horne, e poco dopo Laidlaw aggiunge altri tre punti dalla piazzola, chiudendo di fatto la gara. Quando il pubblico numeroso – più di 43mila spettatori – del Murrayfield avvia una ‘ola’ inarrestabile, sul cronometro ci sono ancora venti minuti abbondanti da giocare. Il calvario azzurro non è ancora finito, perché Sean Lamont intercetta un pessimo passaggio di Geldenhuys e va in meta per la doppietta personale, lanciando un chiaro segnale a Cotter in vista delle ormai prossime convocazioni. Rizzo, a dodici dal termine, perde la testa in un raggruppamento e scalcia Gordon Reid alla testa da terra. Poite chiede l’intervento del TMO prima di mostrare al pilone dei Tigers il cartellino giallo.

Castro torna a scaldarsi a bordo campo, mentre la Scozia continua a macinare gioco; l’Italia ha un colpo d’orgoglio e prova a spingere per salvare l’onore, in qualche modo, ma quando gli Azzurri sono tutti riversati in attacco, McLean sbaglia il passaggio e serve Tim Visser che si fa ottanta metri palla in mano prima di andare un tuffo sotto ai pali, con Michele Campagnaro unico azzurro ad inseguire l’ala degli Harlequins.

Russell trasforma, ma la gara non è ancora finita. L’ennesimo, imbarazzante pasticcio italiano regala a Bennett la palla per la sesta meta, con il centro dei Warriors che vola palla in mano oltre la linea per il 48-7, risultato pesantissimo ma giusto con cui si chiude la gara.

Scozia 48
Italia 7

Score: 4′ Laidlaw cp (3-0), 9′ Lamont m Laidlaw tr (10-0), 23′ Laidlaw cp (13-0), 26′ Laidlaw cp (16-0), 30′ Campagnaro m Allan cp (16-7), 38′ Barclay m Laidlaw tr (23-7); 47′ Visser m (28-7), 55′ Laidlaw cp (31-7), 61′ Lamont m (36-7), 72′ Visser m Russell tr (43-7), 79′ Bennett m (48-7).

Scozia: 15 Stuart Hogg 14 Sean Lamont 13 Mark Bennett 12 Peter Horne 11 Tim Visser 10 Finn Russell 9 Greig Laidlaw (C) 1 Alasdair Dickinson 2 Ross Ford 3 WP Nel 4 Jonny Gray 5 Grant Gilchrist 6 Ryan Wilson 7 John Barclay 8 David Denton
Panchina: 16 Stuart McInally 17 Gordon Reid 18 Jon Welsh 19 Robert Harley 20 Blair Cowan 21 Henry Pyrgos 22 Ruaridh Jackson 23 Matt Scott

Italia: 15 Luke McLean 14 Angelo Esposito 13 Michele Campagnaro 12 Luca Morisi 11 Leonardo Sarto 10 Tommaso Allan 9 Guglielmo Palazzani 1 Matias Aguero 2 Leonardo Ghiraldini 3 Martin Castrogiovanni 4 Marco Fuser 5 Joshua Furno 6 Alessandro Zanni 7 Francesco Minto 8 Samuela Vunisa
Panchina: 16 Andrea Manici 17 Michele Rizzo 18 Dario Chistolini 19 Quintin Geldenhuys 20 Mauro Bergamasco 21 Marcello Violi 22 Carlo Canna 23 Andrea Masi

HT: 23-7
Note: Cielo Sereno, 18°C, vento a tratti. Nell’intervallo gli Heriot’s ricevono la BT Scottish Rugby Charity Shield conquistata in mattinata nella finale contro il Boroughmuir.
Sin bin: 37′ Francesco Minto (Italia), 68′ Michele Rizzo (Italia).
Man of the match: Alasdair Dickinson (Scozia)
Spettatori: 43831
Arbitro: Romain Poite (FFR)

Pubblicato in live match commentary, RWC2015, Scotland, Test Match | Lascia un commento

BT Scottish Rugby Charity Shield: Gli Heriot’s si confermano campioni battendo un ottimo Boroughmuir

Il pack degli Heriot's vince la mischia decisiva e regala ai Nails la seconda BT Scottish Rugby Charity Shield (mia foto)

Il pack degli Heriot’s vince la mischia decisiva e regala ai Nails la seconda BT Scottish Rugby Charity Shield (mia foto)

BT Murrayfield (Edimburgo) – Gli Heriot’s conquistano la seconda edizione della BT Scottish Rugby Charity Shield, confermandosi campioni, dopo una gara bella e combattuta contro il Boroughmuir. In avvio di gara il ritmo è, inevitabilmente, basso ma le due squadre hanno saputo regalare momenti di bel gioco nella loro prima uscita ufficiale della nuova stagione. Heriot’s che aprono la loro stagione con un trofeo, quindi, ma Boroughmuir che, dopo la vittoria in BT Cup dello scorso anno e senza giocatori importanti come Magnus Bradbury e Carl Bezuidenhout, è comunque apparso in grado di tenere testa ai Campioni di Scozia mettendoli più volte in difficoltà e sfiorando la meta che avrebbe regalato loro una vittoria meritata.

Gli Heriot’s muovono per primi il tabellino con il piazzato di Semple a premiare l’ottimo lavoro del suo pack. Il B’muir risponde subito con un piazzato di Chris Laidlaw, fratello del capitano della Scozia, Greig, che punisce l’indisciplina dei campioni di Scozia al breakdown e, poco dopo, fallisce il calcio del sorpasso – stavolta la punizione arriva per un fuorigioco.

Il ritmo resta piuttosto basso e le squadre in campo commettono qualche errore di troppo, ma attorno al quarto d’ora di gioco gli Heriot’s, grazie all’iniziativa dell’ala Boisseau, iniziano a macinare gioco, passando attraverso le fasi per cercare di trovare il varco giusto nell’attenta difesa del B’muir. Il piede di Semple porta altri tre punti agli Heriot’s, con l’estremo che è preciso da quasi cinquanta metri, prima che il centro dei Nails, Steele, riesca ad andare oltre la linea sulla sinistra d’attacco per la prima meta del match. Semple manca il suo primo calcio ma gli Heriot’s portano il loro vantaggio oltre il break; le buone notizie per il Boroughmuir, comunque, arrivano dai set-pieces e, attorno alla mezz’ora, anche in gioco aperto, quando una bella avanzata corale palla in mano per poco non manda Bradford in meta. La difesa degli Heriot’s si salva ma non  può nulla nell’azione successiva, quando Edmunds riesce ad andare fino in fondo sulla sinistra d’attacco, trovando la meta che riporta in partita il B’muir.

Negli ultimi dieci minuti della prima frazione il club di Meggetland riesce finalmente ad accamparsi nella metà campo avversaria ma senza riuscire a mettere punti a referto, con le squadre che vanno a riposo divise da tre punti, al termine di un primo tempo, tutto sommato, divertente.

La ripresa si apre con la seconda meta degli Heriot’s, che costruiscono la marcatura con una bella esecuzione di una rolling maul che si ferma solo oltre la linea; nell’impossibilità di capire chi abbia effettivamente messo a terra l’ovale, la meta viene decretata “team try”. Il Boroughmuir, però, risponde subito con il neoentrato tallonatore Crombie dopo una serie di pick-and-go che fiacca la resistenza dei Nails – va detto che l’azione è nata da un brutto errore di Wilson che si fa trovare impreparato dal restart kick di Laidlaw e regala una mischia sui 5m da cui parte l’offensiva del B’muir.

Laidlaw trasforma da facile posizione e il Boroughmuir si porta ad un solo punto di distacco, con mezz’ora di gioco ancora a disposizione e, soprattutto, con l’inerzia finalmente nelle proprie mani. Non a caso, poco dopo è ancora Edmunds ad andare in meta, a chiudere un’azione che lui stesso ha avviato con un’avanzata prepotente poco fuori i 22m avversari.

Gli Heriot’s sembrano aver subito il doppio-colpo e adesso sono in difficoltà; dopo essere andati in svantaggio per la prima volta nel match, la loro reazione è rabbiosa ma inefficace, perché manca di organizzazione. La gara, comunque, adesso è finalmente decollata e anche il ritmo delle giocate sale, inversamente proporzionale agli errori gratuiti visti nella prima frazione.

Quando il match sembra quasi indirizzato, gli Heriot’s trovano una meta pesantissima con il neo-entrato Charlie Simpson al termine di un’azione in velocità, impreziosita da numerosi offload, nata sulla metà campo che ha colto impreparata la difesa del B’muir sulla destra d’attacco. La fiammata degli Heriot’s cambia di nuovo volto al match, con i campioni di Scozia che tornano in vantaggio e non mollano più la presa, andando ancora in meta con Iain Wilson al 71′ che ricaccia il Boroughmuir oltre il break.

Per poco, però, perché un passaggio folle di Edwards sulla metà campo regala ovale e campo al B’muir che riparte a testa bassa, trovando scoperta la difesa dei Nails sulla fascia destra d’attacco con il tallonatore Crombie, che va oltre la linea per la doppietta personale che ridà speranze ai vincitori dell’ultima BT Cup.

Il Boroughmuir adesso ci crede e continua a spingere, arrivando ad un palmo dalla linea di meta dopo una serie infinita di pick-and-go, prima che il pilone Robertson si faccia scappare l’ovale un attimo prima di schiacciarlo in meta. Gli Heriot’s possono tirare un sospiro di sollievo ma il gioco riprende con una mischia sui 5m dei Nails, a nove secondi dalla fine. Il pack degli Heriot’s si supera e conquista una punizione che regala loro la seconda BT Scottish Rugby Charity Shield consecutiva.

Heriot’s 28
Boroughmuir 25

Score: 4′ Semple cp (3-0), 6′ Laidlaw cp (3-3), 18′ Semple cp (6-3), 22′ Steele m (11-3), 29′ Edmunds m (11-8); 43′ Heriot’s Team Try m (16-8), 47′ Crombie m Laidlaw tr (16-15), 54′ Edmunds m (16-20), 61′ Simpson m Edwards tr (23-20), 71′ I. Wilson m (28-20), 74′ Crombie m (28-25).

Heriot’s: 15 John Semple 14 Max Learmonth 13 Liam Steele 12 Josh Laird 11 Harry Boisseau 10 Stuart Edwards 9 Tom Wilson 1 Murray McCallum 2 Michael Liness 3 Struan Cessford 4 Russell Nimmo 5 Roan Van Heerden 6 Jack Turley (C) 7 Chris Mulligan 8 Struan Dewar
Panchina: 16 Stewart Mustard 17 Jamie Syme 18 Clarke Smith 19 Iain Wilson 20 Graham Wilson 21 Cammy Ferguson 22 Charlie Simpson

Boroughmuir: 15 Craig Marshall 14 Ross Bradford 13 Alex Cox 12 Greg Cannie 11 Jordan Edmunds 10 Chris Laidlaw 9 Johnny Adams 1 Robbie Wilson 2 Cal Davies 3 Craig Bachurzewski 4 Sam Gibson 5 Finn Field 6 Iain Moody 7 Andy Rose 8 Callum Reid
Panchina: 16 Sean Crombie 17 Dale Robertson 18 Craig Keddie 19 Robert Cairns 20 Robbie Smith 21 Adam Davies 22 Mark Hare

HT: 11-8
Note: Cielo poco nuvoloso, 19°C, vento a tratti. Il vincitore della Charity Shield sarà premiato nell’intervallo del test match tra Scozia e Italia
Man of the match: Jordan Edmunds (Boroughmuir)
Arbitro: Neil Paterson (SRU)

Pubblicato in BT Premiership e BT Cup | 1 commento

“la RWC2015 degli altri”: Esclusiva, Tommy Allan vede una partita “molto combattuta”

Tommy Allan prende confidenza con il nuovo terreno del BT Murrayfield (Credit: Jason O'Callaghan)

Tommy Allan prende confidenza con il nuovo terreno del BT Murrayfield (Credit: Jason O’Callaghan)

BT Murrayfield (Edimburgo) – Scozia-Italia è sempre una partita particolare per Tommy Allan e domani l’apertura azzurra giocherà la sua prima gara da titolare alla Highland Cathedral.

Sarà una partita molto combattuta, come quella di settimana scorsa, nonostante l’atmosfera al Murrayfield sia sempre particolare”, dice Tommy al termine della Captain’s Run di oggi pomeriggio, in cui ha ripreso confidenza col terreno ibrido della casa del rugby scozzese. “Ci siamo preparati bene questa settimana, è stato brutto perdere sabato e domani ci sarà una diversa atmosfera, ma in campo mi aspetto, come detto, che noi siamo in grado di fare meglio di settimana scorsa, quando comunque continuo ad essere convinto che meritassimo di vincere. Ci è mancata l’efficacia in fase offensiva; quando siamo nei 22m avversari dobbiamo mettere punti a referto, abbiamo anche mancato delle occasioni che ci avrebbero permesso di vincere con un punteggio molto largo. Dobbiamo concentrarci su questa fase, per il resto la squadra ha dimostrato di esserci”.

Dobbiamo giocare nel campo avversario più spesso, essere più capaci di mettere in pratica le nostre strategie”, continua Tommy, “anche perché se il meteo verrà confermato ci sarà pioggia e quindi dovremo sfruttare una tattica diversa rispetto a settimana scorsa, nonostante non cambi di molto il modo in cui noi dovremo affrontare la partita”.

La Scozia è una delle migliori squadre al mondo, per me possiamo paragonarli tranquillamente a Francia ed Irlanda; parlando in chiave-Coppa del Mondo la gara di domani sarà un bel test per noi, per i giocatori e per vedere le combinazioni tra noi. Io mi trovo molto bene con Palazzani in mediana, lo considero un ottimo giocatore. Non ho mai giocato la RWC ma, come dicono, ogni partita fa storia a sé quindi dovremo essere capaci di prendere le indicazioni che verranno dalla gara di domani e interpretarle nel modo giusto”.

Pubblicato in Il rugby degli altri, Interviste, Test Match | Lascia un commento

Pro12: Edinburgh completa la sua pre-season con il secondo successo. Ulster sconfitto al Goldenacre

Buona vittoria di Edinburgh nel secondo test pre-season (mia foto)

Buona vittoria di Edinburgh nel secondo test pre-season (mia foto)

Goldenacre (Edimburgo) – Edinburgh Rugby chiude la sua pre-season con la seconda vittoria in altrettante gare, battendo Ulster al termine di una gara giocata, per larghi tratti, a buona intensità. Ulster, nonostante la sconfitta, ha qualche motivo di sorridere; il ritorno di Trimble, la voglia di mettere in campo le giocate studiate in allenamento, la non ossessione di cercare il risultato contro un avversario, i Gunners di stasera, stra-motivato a fare bene davanti al proprio pubblico. Settimana prossima inizierà una stagione difficile da decifrare, con l’incognita della Coppa del Mondo, ma sono convinto che i nordirlandesi, se sapranno mantenere la calma nei momenti-chiave, hanno più di una chance di essere tra i protagonisti. Per quanto riguarda Edinburgh, una buona vittoria e una buona attitudine, ma venerdì contro Leinster servirà anche più attenzione nei dettagli se i ragazzi di Solomons vorranno aprire la nuova annata con una vittoria.

Ulster parte decisamente meglio e si fa subito pericoloso nei 22m avversari e, complice un brutto calcio di rinvio dell’estremo di Edinburgh, McLennan, rischia di andare subito in meta. La difesa dei Gunners si salva bene, costringendo Herring – stasera capitano degli Ulstermen – a perdere il pallone in avanti. Nell’azione successiva sono bravi Tom Brown – con un placcaggio su Trimble – e Anton Bresler – che recupera a terra un grubber potenzialmente letale di Windsor a servire ancora Trimble – a chiudere ad Ulster la via della meta.

Il pack di Edinburgh vince la prima mischia chiusa del match – nata da un in avanti di Diack a fermare l’ennesima ripartenza dei nordirlandesi – e Burleigh trasforma la punizione in metri preziosi, trovando una bella touche ai 5m avversari; i Gunners, stavolta, non mollano la presa e conquistano un’altra punizione, che Fowles si incarica di trasformare nei primi punti dell’incontro.

Poco dopo, però, Ulster passa a condurre grazie alla meta di Tommy Bowe – schierato un po’ a sorpresa stasera – che finalizza una bella avanzata di McCloskey che elude l’intervento disperato di un difensore prima di servire Gilroy al suo interno. L’estremo di Ulster entra nei 22m avversari e scarica sull’accorrere Bowe all’altezza dei 5m difensivi, con l’ala della nazionale irlandese che va oltre la linea rompendo l’ultimo placcaggio.

Ulster continua a spingere, guadagnando metri e punizioni grazie al lavoro dei suoi avanti; tre punizioni consecutive fruttano due penal’touche e una mischia, ma non portano punti agli ospiti per il bel lavoro, ancora una volta, in fase difensiva di Edinburgh – va sottolineato il contributo di Nathan Fowles, sempre preciso nel pressing sul diretto avversario.

La gara di Edinburgh vive di “fiammate” e, in occasione di una di queste, i Gunners vanno in meta con Magnus Bradbury – da poco in campo al posto di Ritchie – che trova il pick-and.go giusto a chiudere un’azione multifase a ridosso dei 5m di Ulster nata da una punizione per tenuto di un difensore nordirlandese.

Fowles trasforma e regala ad Edinburgh l’inerzia del gioco negli ultimi minuti del primo tempo; Tom Brown buca ancora la difesa avversaria ma si isola e deve calciare l’ovale in avanti, prima che Katoa, la nuova ala tongana, vada in meta per la seconda volta chiudendo un’azione confezionata sull’asse Burleigh-McLennan. Fowles, decisamente il migliore in campo dei suoi, aggiunge i punti della trasformazione e manda i Gunners a riposo sul 17-5.

Nei primi quaranta minuti, Ulster ha mostrato buone cose in fase di costruzione ma molto meno in fase di esecuzione, mentre Edinburgh, partito male, si è ripreso col passare dei minuti e ha saputo capitalizzare le occasioni create, oltre ad aver fatto bene in difesa.

Nella ripresa, come ci si aspettava, Solomons opta per numerose sostituzioni, inserendo tra gli altri Ben Toolis e Dougie Fife, mentre Ulster conserva praticamente intatto il suo XV iniziale. La gara si mantiene su un ritmo accettabile, con entrambe le squadre che, ad una settimana dal via ufficiale della stagione, hanno tutta l’intenzione di sfruttare l’ultima occasione per testare condizione fisica e mentale dei giocatori. Edinburgh, nonostante i cambi, continua a giocare con intensità e a mettere in difficoltà Ulster, che invece sembra aver apportato la ripresa come ha chiuso la prima frazione, ovvero sottotono e commettendo qualche errore di troppo.

Gli ospiti, comunque, accorciano le distanze con la meta di Andrew Trimble – che Marshall non trasforma – a chiudere un’azione insistita in cui, per la prima volta nel match, la difesa di Edinburgh va in difficoltà; i Gunners, comunque, si riportano sopra il break con due calci piazzato di Jack Cuthbert, mettendo al sicuro il risultato ad una manciata di minuti dalla fine.

Edinburgh Rugby 23
Ulster Rugby 10

Score: Fowles cp (3-0), Bowe m (3-5), Bradbury m Fowles tr (10-5), Katoa m Fowles tr (17-5); Trimble m (17-10), Cuthbert cp (20-10), Cuthbert cp (23-10).

HT: 17-5

Pubblicato in Edinburgh Rugby, Guinness PRO12 | Lascia un commento