PRO14: Rivoluzione in vista, benvenuto PRO16 con le sudafricane del Super Rugby?

Alba Ovale – 2018

Da quando due franchigie sudafricane sono state ammesse al Guinness PRO12, portando il numero di squadre partecipanti a 14 ma, soprattutto, facendo entrare la SARU nel Board “fu celtico”, si parla di una potenziale ulteriore espansione del torneo – oltre all’ipotesi, al momento non proprio immediata, dell’ingresso degli Springboks nel 6 Nations.

Secondo il quotidiano sudafricano Network 24 (ripreso da Wales Online), il PRO14 sarebbe pronto ad una nuova “rivoluzione”, con l’uscita di scena di Southern Kings e Cheetahs e l’ingresso delle quattro franchigie attualmente impegnate in Super Rugby – un torneo che nella “nuova normalità” post-pandemia sembra sempre meno sostenibile.

Discussioni sarebbero già avviate, probabilmente anche dettate dal fatto che i Southern Kings (che hanno un nuovo management adesso) hanno ampiamente deluso le aspettative mentre i Cheetahs, che hanno fatto bene, non sono sembrati però mai in grado di competere per il titolo – avendo avuto problemi lontano da casa.

Il managing director dei Cheetahs, Harold Verster, non è stato in grado di confermare al giornale di lingua Afrikaans se la franchigia con sede a Bloemfontein prenderà parte all’edizione 2022 del PRO14, mentre la SARU ha preferito non commentare le voci.

Ci sono contratti che obbligano la SARU a schierare quattro squadre nel Super Rugby e l’eventuale cambiamento del Torneo potrebbe anche portare a modifiche dello statuto del SANZAAR, ma le voci che vorrebbero le squadre sudafricane inserite nel PRO14 si fanno sempre più insistenti.

I London Scottish annunciano l’addio al Richmond Athletic Ground

I London Scottish hanno annunciato che, dopo 127 anni, dalla stagione 2021/22 non giocheranno più al Richmond Athletic Ground. Gli Exiles hanno diviso il campo di Richmond, Londra con il Richmond FC dal 1894 e dopo quattro anni di discussione hanno raggiunto un accordo amichevole per la separazione.

La scelta, come spiegato dal comunicato stampa dei London Scottish, è stata presa a seguito delle “operational difficulties of the Richmond Athletic Ground hosting two competing Championship clubs on the same ground and by London Scottish’s need to secure its commercial sustainability. London Scottish will play one final season there and will move in the summer of 2021.

L’obiettivo finale dei London Scottish è di avere una casa propria entro il 2028, quando festeggeranno i 150 anni di vita, come ha confermato il presidente, Paul Burnell: “We have been looking for some time at the long-term future for our club, which will be 150 years old in 2028. By then we will be well settled in a new permanent home where we can maximise the revenue required to deliver on our exciting plans. We will be presenting those plans, our Vision 150, to members, shareholders, sponsors and supporters later this month, along with the three-to-five-year pathway for achieving all our objectives.

Dal 2021, gli Exiles giocheranno sul campo dell’Esher RFC per almeno due stagioni, mentre la ricerca per il luogo dove costruire la casa definitiva dei London Scottish continua.

“We have identified a number of sites for a new permanent home in South West London, where we can develop all our activities, from minis and juniors and girls’ rugby, through to touch and amateur rugby and of course sustain our professional 1st XV at the highest achievable level.

By moving, we will also be able to increase engagement with our local community, expanding our support for children in need and their parents and teachers, which is just not practical at Richmond, who themselves have extensive community programmes.”

It will be an enormous emotional wrench to leave our old home after 127 years. I played most of my adult rugby there and, like my team mates and those who played before me and since, I formed precious, lifelong friendships with Richmond as well as London Scottish players. Each year the clubs stand together at the war memorial we built together, to remember the hundreds of our two clubs’ former players who gave their lives.

“il rugby degli altri”: Contrordine, Mouneimne lascia Worcester e passa ai Bristol Bears

Alba Ovale – 2016

Annuncio piuttosto clamoroso quello che arriva da Bristol, con Pat Lam che conferma l’arrivo nel suo staff di Omar Mouneimne come allenatore della difesa.

L’annuncio è clamoroso perchè poco più di un mese fa Alan Solomons, DoR dei Worcester Warriors, aveva detto che “It is fantastic news for the club that Omar [Mouneimne] has decided to extend his stay here at Sixways.”

Le cose devono essere cambiate in un mese tanto che venerdì lo stesso Solomons ha detto che “Omar’s departure is of mutual benefit to both the club and him,” e così Mouneimne, che ha un passato ad Edinburgh Rugby e anche nella nazionale italiana, è pronto per la sua nuova esperienza a Bristol.

“Everybody in the sport is sitting up and taking notice of what is going on at Bristol and the culture that they are building. It’s a really exciting time for the club and for me to come onboard and contribute to a team that can genuinely challenge for silverware,” ha detto il sudafricano.

“I’m looking forward to working with Pat and the coaching team – it’s a quality squad with focus and self-belief. We want to be a team that is ruthless in defence and attack and can dominate in the Premiership and Europe. I can’t wait to get started.”

Greig Laidlaw giocherà in Giappone

I’m honoured to announce that I have signed for Top League club NTT Communications Shining Arcs in Japan. I was able to experience the country, the incredible people and the culture for the first time in 2016 and again during last year’s RWC. It is a country that has provided the warmest of welcomes every time I have visited. To now be making it my home and joining the Shining Arcs family is extremely exciting.

I have played for some incredible teams during my rugby career and I’m excited to continue with NTT Communications Shining Arcs; I look forward to bringing my experience and what I have learnt with me to Japan and to experience the rugby culture and everything this fantastic country has to offer. I can’t wait to get started!”

Con questo post sul suo profilo Instagram ufficiale, Greig Laidlaw ha annunciato il suo passaggio alla Top League giapponese.

Si erano rincorse voci, nelle ultime settimane, che volevano l’ex capitano della Scozia di ritorno in patria per giocare con una delle due squadre pro, dopo le esperienze in Inghilterra e Francia.

Invece, l’ex mediano di Edinburgh Rugby ha fatto una scelta professionale diversa, che gli permetterà anche di vivere un’esperienza diversa da punto di vista personale.

PRO14: Continuano i lavori per la costruzione del “mini-Murrayfield”

Alba Ovale – 2020

I lavori per la costruzione del “mini-Murrayfield”, ovvero la nuova casa di Edinburgh Rugby che sorgerà sui back-pitches della casa del rugby scozzese, sono ripresi circa un mese fa dopo l’interruzione forzata a causa del lockdown e continuano secondo i piani.

Quando i lavori si interruppero a fine marzo, mancavano circa dodici settimane per essere completati e dopo un mese dalla ripresa manca solo uno stand “lungo” da costruire, mentre ad oggi i due stand dietro i pali e quello lungo il lato che idealmente costeggia le rotaie del tram sono stati quasi ultimati. Sul lato lungo stanno continuando i lavori per la copertura, che verrá poi estesa a tutto lo stadio secondo programma.

Lo stadio, che quando sarà completato avrà una capienza di 7,800 spettatori, dovrebbe quindi essere pronto in tempo per l’inizio della prossima stagione ma non si sa ancora se potrà fin da subito ospitare le gare di Edinburgh Rugby se il “social distancing”, in autunno, molto probabilmente sarà ancora in essere.

Edinburgh potrebbe quindi essere costretto ad iniziare la stagione ancora al BT Murrayfield, salvo poi spostarsi nella nuova casa durante l’annata.

Alba Ovale – 2020

Domestico: Annunciata la “roadmap” per il ritorno in campo. Niente rugby fino ad ottobre

Alba Ovale – 2019

La Scottish Rugby ha pubblicato oggi, 3 luglio, la “roadmap” che dà le indicazioni su quando il rugby domestico potrà tornare a giocarsi nella stagione 2020/21.

Questa roadmap per il ritorno in campo di club e scuole è composta da sei fasi ed è in linea con la fase di uscita dal lockdown studiata dallo Scottish Government e con i suggerimenti di World Rugby.

Con queste premesse, risulta chiaro che non si potrà tornare in campo a livello domestico prima dell’ottobre 2020, tempistica dovuta soprattutto al “number of stages to be worked through and, specifically, the uncertainty around timing of when full adult contact rugby training and therefore matches can resume.

Oltretutto, il comunicato continua informando i Club che non dovranno aspettarsi, per la prossima annata, una struttura tradizionale della stagione: “The rugby season may look very different, with regional and/or local fixtures likely to replace the competitive league programmes at many levels in order to stay in line with Scottish Government Guidelines, physical distancing and travel restrictions.

La Scottish Rugby, al momento, non ha ancora preso una decisione sul rugby femminile e spera (come un po’ tutti noi) di poter fare chiarezza prossimamente.

Clubs e scuole dovranno rispettare tre criteri specifici prima di poter riprendere ogni tipo di attività:

– Undertake regular risk assessments of indoor and outdoor facilities, (when appropriate), including checks across club utilities such as electricity, fire alarms, gas and water and such factors to ensure a safe environment for players, coaches, volunteers and visitors to return to.

– Appoint a Covid-19 Safety Co-ordinator in each club before any activity can begin. The purpose of this role is to oversee public health and safety measures across the club, ensuring that the club is operating in a safe manner and adheres to Scottish Government and Scottish Rugby guidelines.

– All coaches, match officials and volunteers to have completed a mandatory online Scottish Rugby online course before traditional full contact training and matches encompassing a specific World Rugby endorsed Covid-19 module.

Al momento siamo nella Fase 3 di uscita dal lockdown della roadmap stilata dallo Scottish Government, e di conseguenza la Scottish Rugby inizierà il proprio Stage 3 del proprio protocollo, che prevede “Return to Train for small groups, with potential for gyms to open. Further guidance on the return of contact rugby for Children and Young People, (as per the Scottish Government announcement on 24 June), will be issued to clubs soon.

La Fase 4 della roadmap dello Scottish Government inizierà quando la diffusione del virus è portata ai minimi termini e il virus stesso non è più considerato un rischio significativo per la popolazione.

Solo nello Stage 5 della roadmap della SRU sono previste le prime amichevoli e un ritorno ad allenamenti completi, quando in potenza si potrebbero anche riaprire le club house e i luoghi chiusi per allenarsi/giocare senza restrizioni.

Nello Stage 6, quindi, si potrà tornare a giocare gare competitive.

Alba Ovale – 2018

Dal 1 luglio i giocatori ‘pro’ di Edinburgh, Warriors e Scozia7s sono tornati ad allenarsi al BT Murrayfield, al momento in maniera individuale, in vista della ripresa del Guinness PRO14 previsto per fine agosto.

Intanto il Professor Jason Leitch, National Clinical Director, ha smorzato gli entusiasmi sul fatto che, sin dai derby di PRO14 di agosto, si possa vedere il pubblico sugli spalti del Murrayfield.

In un’intervista rilasciata a BBC Scotland, infatti, ha ammesso che “I can’t imagine physically-distanced crowds in August or September. I might be wrong and with a fair wind we might get there. I think we might run some test events during that two month period. It might be a big match but a small test event crowd,” nonostante nei giorni scorsi la SRU avrebbe sottoposto una richiesta al Governo Scozzese per ammettere almeno mille spettatori il 22 agosto in occasione del primo derby.

Thinking about into the autumn and winter I would hope if things remain good then we might be able to get back to physically-distanced crowds,” ha chiuso Leitch, lasciando quindi aperto almeno un timido spiraglio per rivedere il pubblico sugli spalti della Casa del rugby scozzese per i test match della Scozia in autunno.

Doddie Weir è stato ammesso nella Hall of Fame della Scottish Rugby

Alba Ovale – 2017

Doddie Weir, ex seconda linea della Scozia, entrerà sabato nella Hall of Fame della Scottish Rugby, giusto in tempo per festeggiare i suoi primi 50 anni.

Weir, che ha raccolto 61 caps con la Scozia, ha passato la sua carriera con le maglie di Melrose e Newcastle Falcons oltre ad aver partecipato (e vinto) il Tour in Sudafrica del 1997 coi British & Irish Lions.

Dopo aver dato l’addio al rugby giocato, Doddie sta combattendo un’altra partita, quella contro il motor neurone disease, malattia subdola che gli è stata diagnosticata nell’estate 2017. Da allora, il suo impegno totale per cercare di raccogliere fondi per la ricerca di una cura, con la creazione della My Name’5 Doddie Foundation nel novembre di quell’anno, ha portato alla raccolta di oltre £5.8 milioni, con fondi distribuiti sia alla ricerca sulla MND, sia alle persone affette dalla malattia per migliorare le loro condizioni di vita.

Weir entra così nella Hall of Fame del rugby scozzese, istituita nel 2010 e dove già ci sono nomi come Gavin Hastings, Chris Paterson e Sir Ian McGeechan. 

“I am truly honoured to be inducted into Scottish Rugby’s Hall of Fame. I owe so much to the game of rugby, and to our great rugby family in particular,” ha detto Weir. “The support I received from players and supporters throughout my playing career and now in my current battle to find a cure for MND has been immense, and has given me the strength to keep fighting.

“Thank you so much for honouring me with this award – and on my 50th birthday too! What a great present!”

“il rugby delle altre”: La WRU lancia la nuova coaching structure per la Nazionale femminile

Alba Ovale – 2019

Con la Coppa del Mondo 2021 all’orizzonte, la Welsh Rugby Union ha deciso di lanciare un programma specifico (con investimenti importanti) per avere “a new, female-specific, world-leading coaching structure for the national 15s and 7-a-side programmes“, come dice il comunicato stampa emesso dalla federazione oggi, 2 luglio.

La WRU ha quindi ufficialmente iniziato la ricerca dei candidati per tre posizioni, con l’intento specifico di migliorare il rugby femminile gallese in vista dei prossimi due impegni importanti, ovvero la Rugby World Cup in programma il prossimo anno in Nuova Zelanda e i Commonwealth Games (per il Sevens) in programma a Birmingham nel 2022. 

Si tratta di un nuovo Head Coach, Senior Women’s National Programme che sarà “responsible for the planning, implementation and delivery of the coaching programme for both the 15s and 7s international programmes in Wales“, un Physical Performance Lead che si occuperà invece di “design and implement a strategic programme for all aspects of physical performance for all levels of women’s rugby in Wales” e di un performance analyst specifico per il female performance programme. La WRU si aspetta, oltretutto, di aprire nuove posizioni in futuro.

Charlotte Wathan, WRU Women and Girls’ General Manager, ha detto che “We are committed to increasing female participation numbers and raising standards at all levels of the game for women and girls in Wales and raising performance standards through a dedicated team of coaches and performance staff will greatly help us to achieve those aims. Part of the role of the new staff will also be to raise coaching and conditioning standards across the female game in Wales.

La Welsh Rugby Union lavorerà anche a più stretto contatto coi club di Premier 15s (la massima serie inglese) per massimizzare “medical and S&C resources and working together on areas such as season planning.” 

L’obiettivo, come dice sempre Wathan, è “In the short term, the intention is that our performance players will train and play for Premier 15s clubs and longer term we aim to establish two high performance centres in Wales, hopefully leading to the development of two competitive ‘super clubs’.  We know we have talented players in Wales and we believe these measures will help to further harness that talent and create an environment which increases competition for places in the programme.

“il rugby degli altri”: Alasdair Dickinson diventa scrum coach dei Bristol Bears

Credit: Scottish Rugby / SNS

Alasdair Dickinson, ex pilone di Edinburgh Rugby e della Scozia, è stato annunciato oggi come nuovo Scrum Coach dei Bristol Bears per le prossime tre stagioni.

Dickinson, che vanta 58 caps con la Scozia (con cui ha debuttato contro gli All Blacks nel 2007 e giocato in tre RWC) si è ritirato dal rugby giocato nell’estate del 2018 e da allora ha ricoperto il ruolo di allenatore della mischia per la Scottish Rugby, lavorando con Scotland Women, Scotland U20s e le FOSROC Scottish Rugby Academies.

The opportunity to join a club like Bristol is massive for me and I’m grateful to Pat [Lam] for putting his faith in me,” ha detto il 36enne ex-pilone al sito ufficiale dei Bears. “I’ve been impressed by the environment and vision of the Bears and clearly everything is in place for the club to push forward over the next few years. I have ambitions to be world class in my field and have already learned so much during my time coaching with Scotland. The quality of the Bears forward unit – with a blend of experience and really exciting young players – is outstanding and I’m looking forward to working with the group, continuing to develop that pack mentality and helping to take Bears to the next level.

Pat Lam, DoR dei Bristol Bears, ha detto che “After a lengthy and thorough process, we’re delighted to bring Alasdair onboard as the standout candidate for the scrum coach role.”

Alasdair is a young coach with huge ability and a hunger to develop himself into a world class scrum coach. He’s played at the very highest level and has a detailed understanding of the set piece and how it can be a destructive weapon for the team. We’re proud of the progress we have made with our set piece and our ambition is to have the most dominant scrum in the Gallagher Premiership.”

Grassroots: Cambia la gestione dei giocatori della FOSROC Academy

Scozia U20 v Inghilterra U20 2020 Sei Nazioni 6 Nations

Alba Ovale – 2020

La Scottish Rugby ha annunciato oggi [30 giugno] che dalla prossima stagione (2020/21) i 30 giocatori Stage 3 della FOSROC Academy avranno un contratto con Glasgow Warriors o Edinburgh Rugby.

Questo permetterà loro di allenarsi tutti i giorni coi loro colleghi professionisti, accelerando il processo di sviluppo e permettendo loro di abituarsi all’ambiente ‘pro’ entrando più in fretta in sintonia con compagni e staff tecnico delle due franchigie, che avrà cosi modo non solo di valutare i giocatori ma di dar loro anche più occasioni di mettersi in mostra.

I giocatori continueranno comunque a ricevere un supporto specifico da parte dello staff della Academy con “dedicated age-grade specialist coaches, S&C and physios, who will have responsibility to ensure the continued development of these players“.

Tutti i giocatori continueranno ad avere un piano di sviluppo personalizzato e continueranno a far parte del proprio club di FOSROC Super6. I trenta ragazzi dell’Academy avranno così più occasioni di giocare ed allenarsi ad alto livello.

Oltretutto, lo spazio lasciato libero da questi trenta atleti potrà essere riempito da più giocatori nello Stage 2 che continueranno ad essere selezionati in uno dei quattro hubs dell’Academy: Glasgow & the West, Edinburgh, Borders & East Lothian e Caledonia.

“I think this is a logical and important step to take to further the development of our most talented young players,” ha detto Jim Mallinder, Scottish Rugby’s Director of Performance.

“Spending more hands-on time in the pro team environment benefits both the younger player who is effectively learning on the job on a day to day basis and also the pro team which can more closely monitor player development and deepen their squads with home-grown players. This will also allow our next generation of players to be mentored by and learn from our top professional players. As we hopefully move into a post-Covid-19 season the reality is we will need to be more self-sufficient in developing our own players locally and ensure they can step up at the right time into the professional ranks. The FOSROC Academy has now got to the point where it can successfully produce players and we need to give them a clear pathway to further their careers and I think this is the right way to go.”

Ecco l’elenco dei 30 giocatori stage 3 sotto contratto con Glasgow Warriors o Edinburgh Rugby per la stagione 2020/21:

Glasgow Warriors (14 giocatori confermati e uno da confermare)
Thomas Lambert – Sydney University
Angus Fraser – Stirling County
Murphy Walker – Stirling County
Max Williamson – Dollar Academy
Alex Samuel – Stirling County
Gregor Brown – Boroughmuir Bears
Rory Jackson – Ayrshire Bulls
Ross Thompson – Ayrshire Bulls
Euan Cunningham – Stirling County
Robbie MacCallum – Boroughmuir Bears
Michael Gray – Dollar Academy
Finlay Callaghan – GHK (injured last season, previously at GHK)
Ollie Melville – Sale Sharks
Ollie Smith – Ayrshire Bulls

Edinburgh Rugby (15 giocatori)
Shaun Gunn – Southern Knights
Dan Gamble – Heriots Rugby
Cole Lamberton – Edinburgh Accies
Charlie Jupp – Heriots Rugby
Jack Mann – Heriots Rugby
Ben Muncaster – Rugby School/Leicester Tigers
Cameron Scott – Boroughmuir Bears
Scott King – Heriots Rugby
Matt Currie – Watsonians Rugby
Harry Paterson – Heriots Rugby
Nathan Chamberlain – Hartpury College/Bristol Bears
Roan Frostwick – Watsonian’s Rugby
Nathan Sweeney – Southern Knights
Jacob Henry – Southern Knights
Patrick Harrison – Peebles