Pro12: Paul O’Connell guida Munster alla finale, ma che paura! Ospreys vicini all’impresa

Munster soffre ma supera gli Ospreys e vola in finale di Guinness Pro12 (Credit: Jason O'Callaghan)
Munster soffre ma supera gli Ospreys e vola in finale di Guinness Pro12 (Credit: Jason O’Callaghan)

Un monumentale Paul O’Connell, in una delle migliori prestazioni della sua lunga e gloriosa carriera, guida Munster alla finale di Guinness Pro12 dove sabato prossimo, al Ravenhill di Belfast, incontrerà i Glasgow Warriors.

Munster vince 21-18 una vera e propria battaglia contro gli Ospreys, giocata punto a punto – anche a causa della orribile giornata di Ian Keatley dalla piazzola – e decisa da una meta di Matavesi annullata dal TMO per un in avanti di Rhys Webb in fase di costruzione dell’azione. Non riesce, quindi, ai gallesi l’impresa di essere la prima squadra a vincere la semifinale celtica lontano dalle mura amiche, mentre Munster torna in finale dopo quattro anni di attesa – l’ultima volta era la stagione 2010/11 e la Red Army si impose 19-9 sui rivali di sempre di Leinster.

La Red Army parte meglio e chiude il primo tempo in vantaggio 11-3, grazie alla meta di Simon Zebo e a due calci di Keatley, che manca però il terzo e la trasformazione. Per i gallesi, a segno Dan Biggar dalla piazzola. Munster deve fare a meno di Conor Murray, uscito al 16′ per un infortunio al ginocchio – da vedere se potrà essere a disposizione per la finale – ma il suo sostituto, Duncan Williams, dimostra di essere all’altezza della situazione. Bene gli irlandesi in chiusa, al breakdown e in touche, qualche problema difensivo soprattutto nel contenimento delle avanzate di Walker che, sulla sinistra, è una minaccia costante e riesce quasi sempre ad andare oltre il suo diretto avversario.

Nella ripresa la gara cambia volto, perché gli Ospreys prendono campo e perché Keatley manca altri tre calci dalla piazzola e anche quando sceglie il piede per avanzare è impreciso. Nonostante Munster trovi due mete nei primi dieci minuti della ripresa con Denis Hurley e Paddy Butler, mete intervallate dalla marcatura di Rhys Webb, sono i continui errori e la mancanza di ‘killer instinct’ che mettono in grosse difficoltà gli irlandesi. La meta di Jeff Hassler al 52′, trasformata da Biggar, e il calcio dell’apertura al 66′ riaprono i giochi, anche perché Munster continua a faticare molto in fase di contenimento, facendo avanzare i gallesi ben addentro i propri 22m prima di estrarre dal cilindro due magie in altrettanti raggruppamenti – in cui O’Connell è sempre protagonista. Il finale è degno di un thriller: JJ Hanrahan, che prende il posto di Keatley, manca il primo calcio della sua gara e a tempo scaduto Josh Matavesi va in meta, sfruttando un’azione ben orchestrata in velocità da Rhys Webb. Quando i gallesi stanno per dare il via alla festa, però, ci pensa Nigel Owens, con la sua richiesta di intervento del TMO, a spegnere sul nascere gli entusiasmi. Basta un solo replay a velocità normale al direttore di gara per annullare la meta e decretare la fine del match.

Al Thomond Park di Limerick, Munster batte Ospreys 21-18.

Pro12: Townsend elogia i suoi ragazzi, “La finale è un premio alla professionalità di questo gruppo”

Gregor Townsend ha guidato i Warriors alla seconda finale di Pro12 consecutiva (Credit: Jason O'Callaghan)
Gregor Townsend ha guidato i Warriors alla seconda finale di Pro12 consecutiva (Credit: Jason O’Callaghan)

Scotstoun Stadium (Glasgow) – “Voglio fare i complimenti ad Ulster, per la partita che ha giocato e per averci messo in difficoltà. Noi abbiamo fatto qualche errore e faticato molto, ma alla fine il carattere di questa squadra e la voglia di vincere ci hanno regalato un’altra partita in questa stagione e non posso non dire di essere orgoglioso di tutto il gruppo“.

Gregor Townsend, head coach dei Warriors, è ovviamente soddisfatto per il risultato e per la grande voglia messa in campo dai suoi ragazzi contro Ulster ma sa che, se i Warriors vorranno conquistare il primo successo della loro storia, settimana prossima dovranno sistemare più di qualche aspetto. “Quando loro hanno trovato il calcio di punizione, nel secondo tempo, che ci ha rispediti a cinque punti di distanza, sapevamo che solo una meta ci avrebbe consentito di vincere la partita; la meta è arrivata ed è anche una gran bella marcatura, ma quando ho visto dove abbiamo schiacciato a terra l’ovale ho pensato anche alla possibilità concreta che ci potessimo giocare la finale ai supplementari. Sinceramente, non so quanti dei nostri erano pronti a giocare altri venti minuti dopo tutto il dispendio di energie, quindi ancora di più merito a Finn Russell per aver trovato quel calcio che ha vinto la partita. Abbiamo fatto qualche errore di troppo, ma va dato merito anche alla grande difesa di Ulster che stasera ci ha messo in grosse difficoltà, soprattutto in ruck dove hanno sempre scelto di portare pressione con molti giocatori per cercare di portare via l’ovale. Lo sforzo, l’impegno che i ragazzi hanno messo in tutta la settimana, in allenamento, e stasera, l’aver saputo stringere i denti di fronte ai problemi, al fatto di dover fare a meno del capitano e del tallonatore titolare nei primi minuti è davvero un credito alla professionalità di questo gruppo. Nel primo tempo Ulster è stata decisamente la squadra migliore, mentre nel secondo tempo siamo stati bravi a mantenere la palla in mano più a lungo e ci siamo garantiti la possibilità di vincere la partita. La nota negativa della serata è il fatto che Al Kellock non abbia potuto giocare più a lungo e sia stato costretto ad uscire dal campo infortunato; lo sforzo messo in campo dai suoi compagni, però, mostra coi fatti quello che lui è stato capace di costruire. La squadra ha giocato per lui, per dargli un’altra possibilità e chiudere la sua carriera in finale“.

Lo scorso anno i Warriors hanno giocato – e perso, alla RDS Arena di Dublino contro Leinster – la prima finale della loro storia. Quest’anno arrivano all’appuntamento dopo aver chiuso in testa alla classifica la regular season e, a differenza dell’ultima volta, giocheranno in campo neutro. Townsend crede che, per se stesso e per il gruppo, aver già fatto esperienza sia un fattore importantissimo: “Era la mia prima finale da head coach, era la prima finale per molti ragazzi di questo gruppo e sicuramente sapremo utilizzare quell’esperienza per cambiare il nostro approccio alla prossima gara. Se Munster dovesse vincere contro gli Ospreys i loro tifosi potrebbero, in qualche modo, vanificare il fatto che si giochi in campo neutro ma in ogni caso anche noi proveremo a portare a Belfast il maggior numero di tifosi possibile. Lo scorso anno a Dublino sono venuti in quattromila e si sono fatti sentire, così come stasera voglio sottolineare il sostegno e l’aiuto che il pubblico ha saputo darci”.

“È frustrante, inutile negarlo, ma non posso dire che i ragazzi non abbiano provato a vincere questa gara fino alla fine. Abbiamo giocato meglio nel primo tempo, mentre nel secondo, nonostante siamo sempre rimasti in controllo della nostra partita, abbiamo concesso loro troppo campo, tirandoceli per troppo tempo nei nostri 22m. Adesso dovremo lavorare duro in estate, come fatto lo scorso anno, e metterci in condizione di tornare a giocare una semifinale nella prossima stagione, magari stavolta costruendoci una piattaforma migliore“.

Neil Doak, arrivato in ottobre alla guida degli Ulstermen al posto del dimissionario Mark Anscombe – e dopo che in estate David Humphreys aveva lasciato, direzione Gloucester – non riesce a nascondere la delusione per la sconfitta e per aver fallito l’obiettivo di giocarsi la finale tra le mura amiche del Kingspan Stadium di Belfast. “Sapevamo che la gara sarebbe stata decisa da chi avrebbe preso tutte le opportunità, anche le più piccole, che si sarebbero presentate; loro, in questo, sono stati più bravi di noi. Abbiamo avuto una buona stagione e perdere la possibilità di giocarsi la finale in casa dopo essere stati in vantaggio per settantacinque minuti è davvero frustrante. Se guardiamo indietro, a tutta la stagione, possiamo trovare qualche momento in cui abbiamo sbagliato e dare la colpa a quel particolare errore per non essere riusciti a chiudere nei primi due posti in classifica, ma credo che i ragazzi abbiano fatto sempre del loro meglio e purtroppo stasera è andata così“.

Pro12: DTH van der Merwe manda i Warriors in paradiso! Seconda finale consecutiva per gli scozzesi, Ulster battuto

Lo Scotstoun Stadium ha saputo essere il XVI uomo stasera, spingendo i Warriors verso la loro seconda finale
Lo Scotstoun Stadium ha saputo essere il XVI uomo stasera, spingendo i Warriors verso la loro seconda finale

Scotstoun Stadium (Glasgow) – Una meta del canadese DTH van der Merwe, che raggiunge quota 34 marcature in Pro12, trasformata da Finn Russell a cinque minuti dalla fine manda i Glasgow Warriors in paradiso, regalando agli scozzesi una vittoria che sembrava ormai sfuggita di mano e la seconda finale celtica consecutiva. Ulster, dopo una gara gestita in maniera brillante per più di un’ora, deve cedere negli ultimi minuti come successo settimana scorsa e vede svanire la possibilità di giocarsi il titolo al Ravenhill, sede della finale in programma sabato prossimo. I Warriors hanno strameritato la possibilità di giocare la seconda finale della loro storia, dopo aver chiuso in testa la regular-season e dopo aver saputo soffrire stasera, stringendo i denti e guadagnandosi il biglietto per Belfast. Domani si conoscerà l’avversario ma, va detto, mai come quest’anno i Warriors hanno la possibilità di giocarsi alla pari le loro chance.

Ulster parte concentrato e attacca subito, passando in vantaggio dopo poco più di un minuto con il piede di Ruan Pienaar che, da posizione centrale, trasforma una punizione conquistata per un’irregolarità sul numero 8, Roger Wilson; al sudafricano, però, risponde poco dopo Finn Russell, ancora dalla piazzola, rimettendo la gara in parità.

Ulster torna ad attaccare, a testa bassa ma senza, almeno per ora, perdere la concentrazione, con Pienaar che continua a gestire sapientemente le fasi di possesso. I Warriors capiscono che, stasera, devono prendersi tutte le occasioni che capitano e quando il pack conquista la prima mischia chiusa, mandano Hogg dalla piazzola; l’estremo è strepitoso nel calciare tra i pali da oltre la metà campo avversaria per il primo vantaggio scozzese. Il pubblico si scalda quando George Clancy concede una punizione dubbia ai nordirlandesi, ma poco dopo trattiene il fiato quando un’avanzata di Gilroy, innescata dal bel passaggio al suo interno di Paddy Jackson, manda quasi in meta Tommy Bowe. La pressione bianca cresce e, inevitabilmente, Ulster va in meta nell’azione successiva con Chris Henry, che sfrutta l’ultimo passaggio di Ludik per involarsi sulla fascia sinistra d’attacco.

Pienaar non trasforma ma i Warriors entrano nel secondo quarto di gara sotto nel punteggio e senza capitan Al Kellock, costretto a lasciare il campo dopo un colpo subito alla testa qualche minuto prima e a chiudere così la sua carriera con la maglie dei Glaswegians – perché la sostituzione temporanea diventa permanente qualche attimo dopo. Gli Ulstermen hanno, finora, il 66% del possesso e sembrano in completo controllo della situazione, quando anche la mischia si mette ad alzare la voce poco fuori dai 22m difensivi, regalando un nuovo possesso e, cosa non da poco, metri preziosissimi.

Poco dopo la mezz’ora, però, i Warriors trovano finalmente la prima avanzata corale della serata e Ulster va in difficoltà; prima Wilson rischia moltissimo, quando prende quasi per il collo Horne, poi è Gilroy che va vicinissimo al giallo quando tocca Matawalu in volo. Clancy si consulta con il suo primo assistente, Lacey, e opta ‘solo’ per una punizione in favore dei padroni di casa; Finn Russell calcia in touche ma la difesa nordirlandese si salva bene, conquistando il possesso e alleggerendo la pressione con un calcio di liberazione di Pienaar, decisamente il migliore in campo. Ulster ha l’ultimo possesso, con una mischia sui 5m scozzesi dopo che la difesa dei Warriors si è immolata per evitare a Louis Ludik di andare in meta.

I Warriors, che perdono anche Tommy Seymour (colpo alla testa, sostituzione temporanea), vincono la mischia e Josh Strauss, che ha preso i gradi di capitano dopo l’uscita di Kellock, sceglie di calciare fuori, mandando le squadre a riposo con Ulster avanti 8-6. Nel primo tempo i Warriors hanno replicato, con gli stessi errori, la gara di sabato scorso; il peccato più grosso degli scozzesi è non aver gestito meglio le fasi di possesso, passando attraverso le fasi anziché continuare a calciare in avanti; Ulster ha dimostrato che, sotto pressione, tende a commettere qualche errore di troppo e a lasciarsi andare all’indisciplina.

I Warriors tornano in campo un pò più convinti nella ripresa e provano subito a testare la consistenza della difesa avversaria che, però, regge bene l’impatto. I primi dieci minuti sono, in verità, un po’ confusi, con Ulster che per tre volte di fila calcia l’ovale direttamente in touche – a cavallo dei propri 22m – e i Warriors che, nonostante le buone piattaforme, non riescono a rendersi pericolosi per la troppa imprecisione; epitome di questi minuti, l’incomprensibile scelta di Finn Russell che, riconquistato l’ovale grazie ad un intervento prodigioso di Matawalu in recupero su Gilroy, decide di calciare per se stesso, perdendo la palla in avanti e regalando una mischia che il pack in bianco trasforma in una punizione di importanza capitale.

Pienaar mantiene la calma e calcia tra i pali il pallone, muovendo il tabellino e portando a cinque i punti di vantaggio dei suoi. Gilroy e Matawalu sono protagonisti un attimo dopo, quando l’ala nordirlandese ostacola l’avanzata del figiano che calcia lungo per se stesso prima di sfidare l’avversario in velocità sotto il North Stand. Clancy chiede l’intervento del TMO per la prima volta stasera, che esclude ogni irregolarità e fa ripartire il gioco con una mischia ai 5m per i Warriors – dopo che Pienaar, ancora lui, aveva annullato l’azione schiacciando l’ovale a terra nella sua area di meta.

Il pack scozzese conquista un’ottima punizione e i Warriors vanno in touche, perdendo però l’ovale per un lancio sballato di Pat MacArthur; la pressione scozzese porta comunque i suoi frutti perché Ulster non mantiene il possesso e Rory Best regala una punizione proprio sotto i pali per non essere rotolato via da un raggruppamento. Finn Russell si fa perdonare l’errore commesso qualche minuto prima, riportando i suoi a due punti, quando si entra nell’ultimo, decisivo quarto di gara.

Ulster, nonostante i suoi precedenti, riesce a gestire la tensione e riparte, con calma, riportandosi avanti di cinque punti con un calcio di punizione chirurgico di Pienaar da quasi cinquanta metri, a trasformare un’altra punizione arrivata grazie al perfetto lavoro al breakdown.

Al 71’32” il cronometro si ferma, quando Clancy chiede il secondo intervento del TMO per un’irregolarità del pilone destro di Ulster, Ricky Lutton, che prende al collo Matawalu a gioco fermo; stavolta l’intervento televisivo frutta una punizione ai Warriors ma non il giallo al pilone, che tutto il pubblico chiedeva a gran voce. Quando il gioco riparte, i Warriors costruiscono la loro migliore azione della ripresa, mettendo alle corde la difesa degli Ulstermen che sono costretti a capitolare dopo più di dieci fasi quando Russell, con un passaggio lungo, trova libero il neo-entrato DTH van der Merwe che va in meta all’altezza della bandierina sotto il North Stand.

Tutta la pressione, adesso, è sull’apertura scozzese che, nonostante la serata poco ispirata, estrae dal cilindro un vero e proprio capolavoro che manda i Warriors in vantaggio a quattro minuti dal termine. Lo Scotstoun impazzisce e ruggisce tutto il suo sostegno ai Warriors, mai come ora vicini all’impresa della seconda finale celtica consecutiva. Ulster non sembra in grado di reagire e concede un’altra punizione a venticinque secondi dalla fine, che i Warriors scelgono di calciare. Stuart Hogg si incarica della trasformazione ma manca i pali. Ulster prova a ripartire ma l’avanzata dei nordirlandesi si ferma a ridosso dei loro 22m, quando Gilroy perde l’ovale in avanti mandando tutto lo Scotstoun in paradiso.

Glasgow Warriors 16
Ulster Rugby 14

Score: 1′ Pienaar cp (0-3), 5′ Russell cp (3-3), 13′ Hogg cp (6-3), 19′ Henry m (6-8); 55′ Pienaar cp (6-11), 60′ Russell cp (9-11), 66′ Pienaar cp (9-14), 75′ van der Merwe m Russell tr (16-14).

Glasgow Warriors: 15. Stuart Hogg 14. Tommy Seymour 13. Richie Vernon 12. Peter Horne 11. Niko Matawalu 10. Finn Russell 9. Henry Pyrgos 1. Ryan Grant 2. Fraser Brown 3. Rossouw de Klerk 4. Jonny Gray 5. Al Kellock (C) 6. Josh Strauss 7. Chris Fusaro 8. Adam Ashe
Panchina: 16. Pat MacArthur 17. Gordon Reid 18. Mike Cusack 19. Leone Nakarawa 20. Ryan Wilson 21. Duncan Weir 22. Sean Lamont 23. DTH van der Merwe
Ulster Rugby: 15 Louis Ludik 14 Tommy Bowe 13 Jared Payne 12 Darren Cave 11 Craig Gilroy 10 Paddy Jackson 9 Ruan Pienaar 1 Callum Black 2 Rory Best (C) 3 Ricky Lutton 4 Lewis Stevenson 5 Dan Tuohy 6 Iain Henderson 7 Chris Henry 8 Roger Wilson
Panchina: 16 Rob Herring 17 Andrew Warwick 18 Bronson Ross 19 Robbie Diack 20 Sean Reidy 21 Paul Marshall 22 Stuart McCloskey 23 Michael Allen
HT: 6-8
Note: Serata serena, vento quasi assente, 12°C.
Man of the match: Finn Russell (Glasgow Warriors)
Spettatori: 10mila (sold-out)
Arbitro: George Clancy (IRFU)

Pro12: Scotstoun a 100 biglietti dal secondo “sold-out” consecutivo

Screen Shot 2015-05-22 at 13.55.36Glasgow – Poco più di sei ore al calcio d’inizio della prima semifinale di Guinness Pro12, la sfida dello Scotstoun Stadium tra i Warriors, padroni di casa, che hanno chiuso la stagione regolare in vetta alla classifica, e Ulster, che cercherà di fare la storia per essere la prima squadra a conquistare la finale celtica giocandosi la semi fuori casa.

Gli Ulstermen sono arrivati a Glasgow in mattinata, e la breve distanza che divide le due città fa di questa sfida quasi un derby; al momento non ci sono cambi nelle formazioni, a due ore dall’apertura dei fornelli ci sono ancora poco più di 100 biglietti a disposizione. Il cielo su Glasgow è nuvoloso ma non dovrebbe piovere durante la gara, al momento ci sono 13°C e un vento a 15mph.

GLASGOW WARRIORS v ULSTER         
Venerdì 22 maggio, Scotstoun Stadium, Glasgow 7.45pm.
Diretta tv: Sky Sports,  BBCALBA,  BBCNI e TG4
Arbitro: George Clancy (IRFU, 73rd competition game)
Assistanti : John Lacey, Dudley Phillips (IRFU)
Citing Commissioner: Gwyn Bowden (WRU)
TMO: Seamus Flannery (IRFU)

“il rugby degli altri”: Leinster si libera di Matt O’Connor

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Matt O’Connor durante la conferenza stampa dopo la vittoria del Pro12 nello scorso anno (mia foto)

Leinster Rugby ha annunciato con un comunicato stampa che Matt O’Connor non sarà più l’head coach dei Dubliners dalla prossima stagione. Leo Cullen si prenderà carico della squadra nel breve periodo ma la dirigenza della Province è già alla ricerca del sostituto,

O’Connor ha vinto il Pro12 lo scorso anno, un po’ per inerzia, un po’ perché il gruppo si era stretto attorno a Brian O’Driscoll e ha fortissimamente voluto che uno dei più grandi giocatori dell’era moderna lasciasse il suo club con un trionfo. Si fatica, anche cercando di analizzare acriticamente l’avventura dell’australiano alla guida di Leinster, a trovare ulteriori aspetti positivi della sua gestione. Quest’anno Leinster ha chiuso la stagione al quinto posto, per la prima volta escluso dalla post-season celtica, raggiungendo la semifinale europea dopo aver sofferto in casa prima di avere la meglio su Bath.

Va detto per onestà che il compito che attende il successore di O’Connor è decisamente meno gravoso del suo, che si è trovato a dover prendere il posto di Joe Schmidt, entrato nel cuore di tutti, tifosi, appassionati e addetti ai lavori prima a Leinster, poi alla nazionale irlandese. Non si conosce ancora il nome; una soluzione ‘interna’, alla Anthony Foley, al momento non sembra percorribile. Probabile che i Dubliners scelgano di affidarsi ancora ad un head coach scelto down-under.

Pro12 Semi-final: Ulster cambia undici giocatori per la sfida di domani contro i Warriors

Screen Shot 2015-05-21 at 18.49.41Ulster cambia volto per la attesissima sfida di domani sera, la prima semifinale di Guinness Pro12 contro i Warriors.

Neil Doak, head coach di Ulster, ha apportato undici cambi alla squadra che sabato scorso è uscita sconfitta – a testa alta, nonostante il risultato finale possa indurre a pensare il contrario – dallo Scotstoun Stadium di Glasgow nell’ultima giornata della regular season contro i Glaswegians che, grazie alle mete arrivate negli ultimi dieci minuti di gioco di Finn Russell e Richie Vernon, hanno chiuso per la prima volta nella loro storia in vetta alla classifica di Celtic League.

È una gran cosa, aver raggiunto la semifinale, e siamo davvero contenti di potercela giocare domani“, ha detto Doak.
Ovviamente avremmo voluto giocare questa sfida a Belfast ma i risultati della stagione ci porteranno di nuovo a Glasgow. Abbiamo avuto meno di una settimana per preparare questa gara, ma siamo prontissimi per giocarcela. Posso dire che, nel gruppo, si respira una certa fiducia; finora abbiamo affrontato i Warriors due volte, in questa stagione, e abbiamo vinto una volta a testa; la prossima sfida sarà ad eliminazione diretta e dovremo essere sicuri di sfruttare al meglio tutte le occasioni che riusciremo a creare. Molto probabilmente i Warriors avranno un vantaggio dal fatto di giocare in casa, ma noi abbiamo in squadra giocatori che sono abituati a giocare grandi sfide lontano da casa in un ambiente ‘ostile'; ci sarà una discreta cornice di pubblico, come già è successo sabato, ma anche noi siamo sicuri di poter contare sul sostegno dei nostri tifosi“.
 
Undici cambi, quindi, con giocatori del calibro di Ruan Pienaar, Rory Best, Tommy Bowe e Jared Payne, solo per fare qualche nome, dentro dal primo minuto. I Warriors rispondono con una squadra non molto lontana da quella schierata sabato, anche perché, per loro, l’ultima sfida era già di quelle da non poter fallire. Al Kellock, alla sua ultima gara allo Scotstoun come Niko Matawalu e DTH van der Merwe, sarà in campo dal primo minuto in coppia in seconda linea con Jonny Gray; in mediana si rivede Henry Pyrgos, con il Flying Fijian Matawalu – che ieri sera è stato premiato “McCrea Financial Services Player of the Season” che si sposta all’ala. L’unico cambio nel pack è al centro della prima linea, con Fraser Brown che prende il posto dell’infortunato Dougie Hall.
 
Se ripensiamo alla sfida di sabato, e ion particolare agli ultimi quindici minuti, capiamo facilmente cosa succede se lasci il campo ai Warriors”, continua Doak. “Sono una squadra con grande qualità, capace di punirti anche se solo non performi al massimo. Questo è l’aspetto fondamentale che abbiamo curato al massimo in settimana, il fatto che dovremo giocare al massimo per tutti gli ottanta minuti; non possiamo permetterci di mollare dopo un’ora, perché contro squadre come i Warriors vieni sempre punito. Sarà una partita importantissima per noi, per molti dei nostri ragazzi, perché avremo l’occasione unica di vincere la semifinale e garantirci la finale che si giocherà a casa nostra, al Ravenhill. Dovremo cercare di essere precisi e concentrati, perché siamo delusi dalla nostra prestazione di settimana scorsa; abbiamo fatto benino, ma non siamo stati cinici a sufficienza sfruttando al massimo tutte le occasioni. Certo, abbiamo chiuso il primo tempo avanti 10-6 ma credo che se fossimo stati in vantaggio per 17-6 o 20-6 sarebbe stato il risultato giusto per noi. Abbiamo avuto davvero delle grandi occasioni che non siamo riusciti a concretizzare. Domani non potremo più permetterci errori del genere“.
 
Lo Scotstoun Stadium si avvia verso il secondo sold-out consecutivo, con quasi diecimila tagliandi staccati in prevendita. Direttore di gara sarà l’irlandese Clancy, calcio d’inizio fissato alle 7.45pm. Ulster e Warriors hanno giocato una finale a testa da quando sono stati introdotti i playoffs, perdendo entrambe a Dublino contro Leinster, i nordirlandesi nel 2013, gli scozzesi lo scorso anno. Nessuna squadra ha mai vinto, finora, una semifinale giocata lontano da casa.
 
Glasgow Warriors: 15. Stuart Hogg 14. Tommy Seymour 13. Richie Vernon 12. Peter Horne 11. Niko Matawalu 10. Finn Russell 9. Henry Pyrgos 1. Ryan Grant 2. Fraser Brown 3. Rossouw de Klerk 4. Jonny Gray 5. Al Kellock (C) 6. Josh Strauss 7. Chris Fusaro 8. Adam Ashe
Panchina: 16. Pat MacArthur 17. Gordon Reid 18. Mike Cusack 19. Leone Nakarawa 20. Ryan Wilson 21. Duncan Weir 22. Sean Lamont 23. DTH van der Merwe
 
Ulster Rugby: 15 Louis Ludik 14 Tommy Bowe 13 Jared Payne 12 Darren Cave 11 Craig Gilroy 10 Paddy Jackson 9 Ruan Pienaar 1 Callum Black 2 Rory Best (C) 3 Ricky Lutton 4 Lewis Stevenson 5 Dan Tuohy 6 Iain Henderson 7 Chris Henry 8 Roger Wilson
Panchina: 16 Rob Herring 17 Andrew Warwick 18 Bronson Ross 19 Robbie Diack 20 Sean Reidy 21 Paul Marshall 22 Stuart McCloskey 23 Michael Allen
 
(in collaborazione con Gareth Llewellyn, The Sport Review)

Pro12: It’s semi-time! Glasgow e Limerick pronte ad ospitare le due gare

I Warriors avranno davvero bisogno di mettere tutto in campo se vorranno avere la meglio di Ulster (mia foto)
I Warriors avranno davvero bisogno di mettere tutto in campo se vorranno avere la meglio di Ulster (mia foto)

Edimburgo – Ci siamo. Finalmente venerdì sera si giocherà la prima semifinale di Guinness Pro12, con i Glasgow Warriors che ospiteranno Ulster allo Scotstoun Stadium, mentre sabato pomeriggio il Thomond Park di Limerick sarà teatro della seconda gara, quella tra i padroni di casa di Munster e gli Ospreys.

Ulster, se vorrà garantirsi la finale tra le mura amiche, è chiamato ad una vera e propria impresa. I Warriors, infatti, sono l’unica squadra di Pro12 ad aver vinto tutte le undici partite giocate alla “Fortress Scotstoun” e, nella competizione celtica, non perdono in casa dal novembre 2013, quando i NG Dragons inflissero ai Glaswegians l’ultima sconfitta casalinga. Gli scozzesi sono alla quarta semifinale consecutiva di Celtic League, la seconda giocata in casa, e in generale hanno raggiunto sette volte questo stage, ma sono usciti vittoriosi solo in una occasione, lo scorso anno contro Munster.

Nelle ultime sette gare i Warriors hanno perso solo una volta – nella ‘disgraziata’ serata del Liberty Stadium contro gli Ospreys – mentre Ulster ha vinto solo tre delle ultime sei uscite. Oltretutto, i nordirlandesi hanno vinto solo una volta nella ultime cinque sfide contro gli scozzesi, 29-9 nella gara di andata al Kingspan-Ravenhill Stadium di Belfast nell’ottobre scorso, e una sola volta allo Scotstoun, nel 2012 in Heineken Cup.

Rob Herring, così come Iain Henderson una settimana fa, è uscito indenne dopo essere stato citato dal citing commissioner di fronte alla commissione disciplinare del Pro12 per un presunto ‘stamping’ in una ruck nella sfida di sabato scorso e potrà quindi essere a disposizione per la gara di venerdì. Nonostante queste due ‘assoluzioni’, Ulster dovrà sicuramente tenere a bada la sua irruenza e curare moltissimo la disciplina; nella regular season appena conclusa, gli Ulstermen hanno chiuso all’ultimo posto della classifica della Specsavers FairPlay League, con dieci cartellini gialli, due rossi e quattro giocatori squalificati a posteriori dopo essere stati citati.

Il match di venerdi si deciderà anche su questi dettagli, perché le due squadre, nonostante i numeri appena elencati, si equivalgono; ci aspetta una partita intensa e ‘brutale’, in cui tenere i nervi saldi e riuscire a sfruttare tutte le occasioni che si creeranno sarà fondamentale.

Arbitro dell’incontro sarà l’irlandese George Clancy, alla sua 73esima gara, coadiuvato dai connazionali John Lacey e Dudley Phillips. Calcio d’inizio fissato per le 7.45pm, a Glasgow sono previsti 12°C, pioggia nel pomeriggio e vento a 15MPH. Commento e interviste post-partita sul nostro sito, come di consueto.