Challenge Cup: Sarà Gloucester l’avversario di Edinburgh in finale

Screen Shot 2015-04-18 at 23.32.55Sarà Gloucester l’avversario di Edinburgh Rugby nella sua prima finale europea, in programma al Twickenham Stoop di Londra venerdì 1 maggio (kick off fissato per le 7.45pm).

Tre mete – Meakes, Savage e May – e il piede di Greig Laidlaw e James Hook hanno regalato ai Cherry and Whites una vittoria netta contro gli Exeter Chiefs davanti al pubblico amico del Kingsholm.

Finisce 30-19 ma i ragazzi del DoR David Humphreys hanno sofferto contro una squadra ben organizzata, i Chiefs, che si è arresa solo a tre minuti dal termine quando la meta dell’ala della nazionale inglese Johnny May ha portato i suoi oltre il break, quando il cronometro ormai giocava contro il Club del Sandy Park.

BT Cup Finals Day: Trionfo Boroughmuir in BT Cup

Il Boroughmuir festeggia la conquista della quarta BT Cup della sua storia dopo il successo nettissimo in finale su Hawick (mia foto)
Il Boroughmuir festeggia la conquista della quarta BT Cup della sua storia dopo il successo nettissimo in finale su Hawick (mia foto)

BT Murrayfield (Edimburgo) – Boroughmuir conquista la BT Cup dopo dieci anni – l’ultimo successo era datato 2005 – superando Hawick in finale in una gara che, salvo alcuni momenti, è stata sempre nelle mani del club della capitale che ha costruito le sue fortune con un primo tempo quasi perfetto, giocato a ritmi da Sevens per almeno mezz’ora. Il ‘Muir chiude con un successo prestigioso una stagione fatta di alti e bassi ma che, al primo anno dopo la promozione dal BT National 1, lo ha visto raggiungere la salvezza a tre giornate dal termine di BT Premiership e centrare la vittoria nella Cup, il quarto successo della sua storia, che fa del club di Meggetland il più titolato nella seconda competizione nazionale.

Il Boroughmuir parte fortissimo, imponendo alla gara un ritmo che Hawick, semplicemente, non può tenere. Sep Visser, fratello di Tim con un passato ad Edinburgh Rugby, è l’ispiratore delle giocate in questi primi minuti, ma sono Johnny Adams, con la meta, Carl Bezuidenhout, preciso al piede, e il pacchetto di mischia a fare le fortune del ‘Muir, che dopo soli sei minuti vola sul 10-0. Nel primo quarto di gara si gioca praticamente solo nella metà campo di Hawick, con i Borderers che fanno del loro meglio per respingere le avanzate del Boroughmuir che, quando recupera il possesso, è capace di ripartire ad una velocità impressionante.

La banda musicale, giunta da Hawick su uno dei venti pullman di supporters, capisce che per i Verdi le cose si stanno mettendo male e comincia a suonare, dando la carica ai tifosi sugli spalti e ai giocatori in campo; Rory Hutton, con una bella azione personale, riesce finalmente ad alzare il baricentro dei suoi, costringendo la difesa del ‘Muir a ricorrere all’indisciplina e regalando ad Armstrong la prima occasione di muovere il tabellino dalla piazzola.

La reazione, però, dura poco perché il Boroughmuir va in meta tre volte, due con il terza centro Magnus Bradbury – entrato nel XV titolare solo a poche ore dal calcio d’inizio – che prima non trova opposizione partendo dai 22m avversari, con la difesa di Hawick colpevolmente fuori posizione, poi va a raccogliere il calcetto di Bezuidenhout che taglia fuori due avversari; le mete del nazionale under-20 scozzese sono intervallata da quella dell’ala McConnell che sfrutta l’offload di Marshall e vola oltre la linea. Bezuidenhout fa due su tre con le trasformazioni, ma non commettete l’errore di pensare che, sul 3-29, la gara sia già finita.

Come già successo in BT Premiership, infatti, appena il ‘Muir abbassa la tensione è Hawick a tornare protagonista con la meta di Scott McLeod, bravo nel side-step sull’ultimo difensore, che Armstrong trasforma; nemmeno il tempo di respirare, che Simon Berghan, pilone del Boroughmuir, porta a cinque il numero delle mete marcate dai suoi e Bezuidenhout ristabilisce le distanze con cui le squadre vanno a riposo. Hawick torna in attacco ma, arrivato quasi oltre la linea a tempo scaduto, perde l’ovale in avanti e il direttore di gara decreta la fine di quaranta minuti che definire “cracking” è davvero un eufemismo.

Nella ripresa, almeno all’inizio, il game-plan delle due squadre si adatta al tabellino, con il ‘Muir che parte in maniera conservativa e Hawick che, al contrario, è costretto a fare gioco se vuole risalire nel punteggio e riaprire la gara. I Borderers, però, non riescono a replicare l’inizio di gara del Boroughmuir e, pur mettendoci tanta buona volontà, non hanno la capacità di alzare il ritmo ai livelli necessari per impensierire il club della capitale che, oltre a difendersi con ordine, continua a dominare le fasi statiche – soprattutto in mischia chiusa.

Al 56′ il gioco si ferma e la tecnologia fa il suo ingresso nel rugby domestico scozzese, quando il direttore di gara, Sam Grove-White, chiede l’intervento del TMO per decidere o meno l’assegnazione di una meta al Boroughmuir; dopo qualche minuto la meta di Edmunds viene annullata ma nell’azione successiva il ‘Muir chiude il match con la sesta meta, marcata da Entwhistle che va via di prepotenza sulla destra d’attacco; Bezuidenhout è strepitoso nella trasformazione e, nonostante il numeroso e passionale pubblico giunto da Hawick continua a ruggire il suo sostegno alla squadra e manchino ancora venti minuti sul cronometro, la gara di fatto si chiude qui.

Hawick, comunque, trova la meta della consolazione con il tallonatore Lindsey Gibson a dieci minuti dalla fine, trasformata da Armstrong, ma il ‘Muir va oltre la linea altre due volte con Moody e Sep Visser, entrambe trasformate da Chris Laidlaw, fratello del capitano della Scozia, Greig, che ha sostituito Carl Bezuidenhout negli ultimi minuti. Il Boroughmuir sfiora un’altra meta, ma Edmunds tocca la linea laterale col piede prima di schiacciare in meta; il primo assistente alza la bandierina e il direttore di gara può decretare la fine della gara, mandando il ‘Muir in paradiso.

Hawick RFC 17
Boroughmuir Rugby 55 

Score: 3′ Adams m Bezuidenhout tr (0-7), 6′ Bezuidenhout cp (0-10), 18′ Armstrong cp (3-10), 22′ Bradbury m Bezuidenhout tr (3-17), 24′ McConnell m (3-22), 28′ Bradbury m Bezuidenhout tr (3-29), 31′ McLeod m Armstrong tr (10-29), 38′ Berghan m Bezuidenhout tr (10-36); 58′ Entwhistle m Bezuidenhout tr (10-43), 70′ Gibson m Armstrong tr (17-43), 75′ Moody m C.Laidlaw tr (17-48), 77′ S.Visser m C.Laidlaw tr (17-55).

Hawick RFC: Lee Armstrong; Darcy Graham, Nikki Walker, John Coutts, Scott McLeod; Rory Hutton (C), Greg Cottrel; Shawn Muir, Ross Graham, Matt Landels, Matt Robertson, Mike McKee, Nick McTaggart, Rory Scott, Bruce McNeil.
Panchina: Lindsey Gibson, Nick McLennan, William Blacklock, Ross Gibson, Keith Davies, Sean Goodfellow, Matthew Douglas.

Boroughmuir RFC: Craig Marshall; Grant McConnell, Sep Visser, David Reekie, Jordan Edmunds; Carl Bezuidenhout , Johnny Adams; Robbie Wilson, Cal Davies, Simon Bergham, Trent Sutton, Adam Best, Iain Moody, Mike Entwhistle, Magnus Bradbury.
Panchina: Sam Bingham, Mike Entwhistle, Johnny Latta, Sam Johnson, Chris Laidlaw, Craig Keddie, Ross Bradford.

HT: 10-36
Man of the match: Johnny Adams (Boroughmuir Rugby)
Spettatori: 10074
Arbitro: Sam Grove-White (SRU)

BT Cup Finals Day: Le Murrayfield Wanderers vincono la “Sarah Beaney Cup”

Le Murrayfield Wanderers festeggiano la vittoria della Sarah Beaney Cup (Credit: profilo Twitter ScottishRugby)
Le Murrayfield Wanderers festeggiano la vittoria della Sarah Beaney Cup (Credit: profilo Twitter ScottishRugby)

BT Murrayfield (Edimburgo) – Le padrone di casa del Murrayfield Wanderers si sono imposte nella Sarah Beaney Cup – che porta il nome di una ex giocatrice deceduta in un incidente stradale nel 2005 – per l’undicesima volta dal 2001 superando con una meta di Lisa Robertson a cinque minuti dalla fine le Hillhead/Jordanhill, che solo due stagioni fa hanno raccolto il double con vittoria in campionato e coppa. Non è un caso che le due squadre abbiano fornito ben 11 elementi alla nazionale scozzese di coach Jules Maxton nell’ultimo 6 Nations, tra cui il capitano delle Hills, Heather Lockhart, che vanta ben 75 caps, e Jade Konkel, decisamente la miglior giocatrice scozzese del torneo. Le MWFC bissano il successo della scorsa stagione al termine di una gara dai due volti, combattuta per ottanta minuti e in cui le due squadre hanno messo in mostra anche belle giocate.

Le Murrayfield Wanderers trovano tre mete nel primo quarto di gara grazie alla ‘furbizia’ di Sarah Law, che batte veloce una punizione sui 5m avversari prendendo in contropiede la difesa avversaria, e a due spunti dell’ala Rhona Lloyd che finalizza con due belle azioni personali in velocità un’inizio di gara letteralmente dominato dalla squadra della capitale. Lisa Martin riesce a trasformare solo una marcatura ma il vantaggio netto, 17-0, è strameritato anche per quanto fatto vedere in fase difensiva, quando le Hills mettono pressione nei 22m avversari per la prima volta con un’azione di almeno venti fasi. Le Wanderers si rifugiano un paio di volte nell’indisciplina ma, nel complesso, riescono ad allontanare la minaccia, anche grazie ad un errore di handling delle Hills che gettano al vento un’ottima occasione non riuscendo a spostare il gioco al largo. Le padrone di casa riescono a tenere a bada l’intraprendenza di Megan Gaffney e Hannah Smith, decisamente le migliori delle Hills, almeno fino all’ultima azione della prima frazione, che si chiude con la meta di Sarah Smith trasformata dall’apertura Alison Cook, che manda le squadre a riposo sul 17-7.

Nella ripresa le Hills tornano in campo mantenendo l’inerzia e il pallino del gioco e trovano la seconda meta di giornata con Jade Konkel, che si trascina oltre la linea due avversarie in disperato recupero. La meta della terza linea della nazionale spaventa le Wanderers che, adesso, si trovano nella non invidiabile posizione di dover difendere il risultato giocando però quasi sempre all’interno dei propri 22m. Inevitabilmente, le Hills completano la rimonta con la meta di Hannah Smith che vola sulla destra d’attacco e va fino in fondo; Cook manca entrambe le trasformazioni – da posizione angolata – e, con ancora mezz’ora sul cronometro, la gara torna in equilibrio.

Le Wanderers, dopo il parziale-shock di 0-17, tornano a fare gioco e alla prima occasione in cui si affacciano nei 22m avversari trovano una punizione che l’apertura Lisa Martin trasforma in tre, preziosissimi punti che, oltre a riaccendere la luce nel tunnel in cui si erano infilate, le riporta in vantaggio. Il ritorno delle Wanderers coincide con il calo fisico della Hills, che adesso si trovano sotto nel punteggio e costrette a ripartire ben addentro dalla propria metà campo; Lockhart e compagne ci provano ancora, comunque, e i loro sforzi vengono premiati al 65′ quando è Megan Gaffney a trovare lo spunto giusto che manda le Hills in vantaggio per la prima volta.

La gara adesso è davvero bella, con le due squadre che si giocano il tutto per tutto nei dieci minuti finali; le Wanderers spingono e trovano la quarta meta della loro giornata grazie all’incursione prepotente di Lisa Robertson, dopo che Law aveva battuto veloce l’ennesima punizione che le Hills avevano concesso sui 5m nel tentativo di respingere gli assalti avversari. Le Hills tornano ad attaccare ma qualche errore di troppo e la buona difesa delle Wanderers vanificano tutti i loro tentativi, con le padrone di casa che senza soffrire più di tanto riescono a portarsi a casa la vittoria e il trofeo.

Murrayfield Wanderers FC 25 
Hillhead/Jordanhill 22

Score: 9′ Law m (5-0), 15′ Lloyd m (10-0), 18′ Lloyd m Martin tr (17-0), 40′ S.Smith m Cook tr (17-7); 43′ Konkel m (17-12), 48′ H. Smith m (17-17), 55′ Martin cp (20-17), 65′ Gaffney m (20-22), 72′ Robertson m (25-22).

Murrayfield Wanderers: Sarah Gill; Heather Innes, Eilidh Sinclair, Helen Nelson, Rhona Lloyd; Lisa Martin (C), Sarah Law; Beth Dickens, Sarah Quick, Lisa Robertson, Cat Syme, Emma Wassell, Jude Telford, Jen Cram, Rachael Cook.
Panchina: Suzy Hex, Cristianne Fahey, Lucy Park, Alex Read, Chloe Boutchner, Rebecca Reese, Katy Green.

Hillhead/Jordanhill: Emma McBride; Hannah Smith, Megan Gaffney, Kristin Daly, Sarah Smith; Alison Cook, Rachael Whyte; Heather Lockhart, Lindsey Smith (C), Mairi Forsyth, Jenny Johston, Lauren Hagan, Louise McMillan, Jemma Forsyth, Jade Konkel.
Panchina: Kerry McFadzean, Mary Lafaiki, Tamsin Tyeson, Kirsty McConnell, Claudia Baird Hoyos, Geraldine McGroarty, Amanda Moore

HT: 17-7
Player of the match: Lindsay Smith (Hillhead/Jordanhill)
Arbitro: Alex Pratt (SRU)

Challenge Cup: Sammy elogia la “vittoria del gruppo”

Sam Hidalgo-Clyne Challenge Cup Jason O'Callaghan
Sam Hidalgo-Clyne, ancora una volta uno dei migliori in campo dei suoi, ha trascinato i Gunners nella finale di Challenge Cup (Credit: Jason O’Callaghan)

BT Murrayfield (Edimburgo) – “Ho scoperto solo mezz’ora fa che questo risultato – il numero di punti marcati personalmente – oltre ad essere la prima volta che Edinburgh raggiunge la finale di una coppa europea, è anche il miglior risultato di sempre in Europa di un giocatore di Edinburgh. Che dire, una serata davvero fantastica!“. Sam Hidalgo-Clyne riesce a mantenere l’equilibrio, una dote che lo contraddistingue dentro e fuori dal campo, ma non nasconde l’entusiasmo per la grande vittoria – e la splendida prestazione personale – contro i NG Dragons che ha regalato ai Gunners un biglietto per la finale di Londra.

Non credo sia solo una questione di una bella prestazione individuale, perché comunque mi sento di aver fatto qualche errore, ma credo che sia davvero merito del lavoro svolto da tutta la squadra. Solo grazie alla collaborazione di tutti siamo riusciti a raggiungere questo traguardo, come squadra stiamo facendo bene e abbiamo trovato l’equilibrio tra giovani ed esperti. È stato facile per me giocare stasera, perché quando il pack gioca come ha fatto oggi fa davvero la differenza, i ragazzi sono stati fantastici e ci hanno permesso di costruire le fondamenta della nostra vittoria“.

Non va dimenticato l’aiuto che ci ha dato il pubblico numeroso sugli spalti, con appassionati che sono venuti anche da Glasgow per sostenerci e questa è una cosa fantastica. Ad inizio stagione il nostro obiettivo era chiudere nella top-six di Pro12 e adesso siamo anche in finale di Challenge Cup, ovviamente speriamo di poter centrare entrambi i traguardi adesso che siamo ancora in corsa in Europa e poter festeggiare a fine anno. Poter giocare una finale europea contro uno dei migliori club inglesi, chiunque vinca l’altra semifinale, sarà un’esperienza fantastica“.

Abbiamo vissuto una stagione difficile dal punto di vista degli infortuni ma siamo riusciti a mantenere la calma, a stare concentrati e a meritarci questo successo“. Mike Coman parla da capitano e mostra tutto l’orgoglio del gruppo per la grande vittoria. “Siamo una squadra con molti giovani e conquistare vittorie come quella di oggi è un risultato davvero importante per tutto il club; lo scorso anno, allo stesso punto della stagione, eravamo in una posizione diversa, innegabile, e questo dimostra che quest’anno abbiamo lavorato bene, che tutti siamo entrati negli schemi di gioco e che tutti siamo stati capaci di sacrificarci l’uno per l’altro“.

Challenge Cup: Edinburgh Rugby in finale e nella storia!

I giocatori di Edinburgh Rugby festeggia la vittoria contro i NG Dragons che li manda a Londra (Credit: Jason O'Callaghan)
I giocatori di Edinburgh Rugby festeggia la vittoria contro i NG Dragons che li manda a Londra (Credit: Jason O’Callaghan)

BT Murrayfield (Edimburgo) – Edinburgh Rugby entra nella storia, battendo i Newport Gwent Dragons nella semifinale di Challenge Cup e guadagnandosi il pass per la finale del Twickenham Stoop, in programma il prossimo 1 maggio, quando sarà la prima squadra scozzese ad avere l’opportunità di giocarsi un trofeo europeo. In questo 2015, cominciato malissimo dopo il pessimo 6 Nations della Scozia, il rugby scozzese torna a sorridere e lo fa grazie alla squadra che, nell’ultimo periodo, era stata nell’ombra dei Warriors. Domani i Gunners conosceranno l’avversaria; se Gloucester dovesse battere Exeter, si prospetta un ‘derby’ con l’ex capitano, Greig Laidlaw, passato al club del Kingsholm la scorsa estate. Per i NG Dragons un brusco ritorno alla realtà, dopo un paio di belle vittorie ma, soprattutto, una brutta prestazione complessiva da dimenticare il prima possibile; la sconfitta, pesante nel modo e nel punteggio, chiude nel peggiore dei modi una stagione che, per loro, è andata comunque oltre le aspettative.

La gara è subito nervosa, un po’ per l’attitudine delle due squadre, un po’ per l’importanza della posta in palio. I NG Dragons vincono la prima mischia chiusa del match, quando la prima linea dei Gunners ingaggia in anticipo, e Jason Tovey trova i  pali da lunga distanza per il primo vantaggio avversario. Che dura fino al 9′, quando Sam Hidalgo-Clyne va dalla piazzola a punire la terza scorrettezza consecutiva dei gallesi che costa loro, oltre ai tre punti, anche dieci minuti con l’uomo in meno con Faletau che finisce nel sin bin.

Edinburgh, trovato il pareggio, non molla la presa e continua ad attaccare; la touche, a differenza dell’ultima uscita contro Munster, funziona e anche il piede di Burleigh sembra ispirato, ma le avanzate degli scozzesi si fermano troppo spesso per colpa dell’indisciplina. La difesa gallese, però, non riesce più a reggere l’onda d’urto degli scozzesi e capitola allo scoccare del quarto d’ora di gioco di fronte all’intraprendenza di Stuart McInally, che stasera ha abbandonato il nuovo ruolo di tallonatore per tornare in terza linea come copertura per i numerosi infortuni che hanno colpito i Gunners.

HIdalgo-Clyne trasforma ma i Dragons si rifanno sotto poco dopo, grazie ad un piazzato dell’apertura Dorian Jones a punire una scorrettezza di Burleigh, mentre Mike Coman e Cory Hill hanno qualcosa da dirsi davanti al primo assistente che, però, lascia correre. Quando i gallesi sembrano riprendere fiato, una magia di “Sammy“, che si esibisce in un passaggio sottomano in chiusa a riciclare una ruck sui 5m, manda in meta Tim Visser che trova la strada spianata davanti a sé per la sessantasettesima meta con la maglia dei Gunners.

Dopo che Hidalgo-Clyne (due volte, ma manda la trasformazione sul palo) e Dorian Jones – invece, è aiutato dal palo nell’esecuzione del suo secondo calcio di punizione – si alternano dalla piazzola, il vantaggio dei Gunners resta oltre al break; nella prima mezz’ora i Dragons non sono quasi mai entrati nei 22m scozzesi (6%, dice la statistica) e, a guardare i numeri in maniera fredda, possono ritenersi fortunati a non aver subito un passivo ben più pesante. Dal canto loro, gli scozzesi – e il finalmente numeroso pubblico che stasera siede sugli spalti della Highland Cathedral – devono pregare di non trovarsi a rimpiangere la mancanza di cinismo. Comunque, a tempo scaduto, il pack dei Gunners vince l’ultima mischia della prima frazione e Hidalgo-Clyne dalla piazzola manda i suoi a riposo sul 21-9.

Per quanto visto finora, nessuna particolare sorpresa rispetto alle attese della vigilia, con Edinburgh – che ha in Phil Burleigh e Sam Hidalgo-Clyne una mediana capace di gestire bene le avanzate, offrendo versatilità, ma che garantisce anche un’intelligente copertura in fase difensiva – padrona del campo (75% del tempo si è giocato nella metà campo dei Dragons) e del gioco. I NG Dragons, dal canto loro, sono apparsi un po’ troppo impauriti e, nel complesso, non hanno mai messo in difficoltà i padroni di casa; giocando quasi sempre sulla difensiva, va dato loro atto di aver tenuto i nervi, nonostante il cartellino giallo e qualche fallo di troppo. Se vogliono vincere la gara, però, devono tornare in campo con la voglia di attaccare.

Le squadre tornano in campo sulle noti di “Living on a prayer”, e i Gunners sbucano dal tunnel proprio mentre Bon Jovi intona “we’re half-way there”, a metà strada dall’impresa di centrare la prima finale europea della storia del rugby scozzese. Il problema, però, almeno per quanto riguarda il pubblico di casa, è che i NG Dragons tornano in campo con quella voglia di giocare che, almeno nel primo tempo, è mancata completamente. E dopo quattro minuti, in cui hanno passato più tempo nella metà campo avversaria rispetto a tutta la prima frazione, costruiscono una bella azione – punizione, penal’touche, ottima rolling maul, avanzata di capitan Rhys Thomas – che si chiude con il pick and go vincente di Brok Harris.

Dorian Jones trasforma ma, poco dopo, è suo malgrado protagonista negativo di uno scontro in volo con Jack Cuthbert a contendersi un up-and-under; JP Doyle, il direttore di gara, ferma il gioco e chiede l’intervento del TMO che vede l’irregolarità dell’apertura gallese. Hidalgo-Clyne ci prova da lunghissima distanza, calciando a lato, ma i Gunners continuano a spingere e al 51′ trovano quasi la terza meta con un bello scambio Burleigh-Visser-Burleigh, con quest’ultimo che viene fermato ad un palmo dalla linea bianca ma con una scorrettezza che costa al mediano di mischia gallese, Jonathan Davies, il secondo giallo di serata. I Gunners capiscono che i Dragons, adesso, sono ancora in difficoltà e scelgono la mischia chiusa, commettendo però un’ingenuità con Ross Ford che riconsegna l’ovale ai gallesi. Dura pochissimo, però, il possesso dei Dragons perché Tovey si fa murare un calcio di liberazione da Ben Toolis, anche stasera uno dei migliori dei suoi, che è bravo e testardo nell’andare ad inseguire l’ovale prima di schiacciarlo oltre la linea.

Hidalgo-Clyne trasforma e, nell’azione successiva, va ancora dalla piazzola a punire un in-avanti volontario di Tyler Morgan che viene però graziato da JP Doyle. Il  mediano di mischia dei Gunners si prende la scena, calciando la punizione tra i pali e, tre minuti dopo, andando in meta sotto ai pali a sfruttare il grande lavoro del suo pack. Il mediano di mischia aggiunge anche i punti della trasformazione chiudendo la gara che, per i gallesi, è durata poco meno di dieci minuti.

I NG Dragons si sono arresi e subiscono un’altra meta, con l’ala Dougie Fife bravo a finalizzare una bella azione corale nata da un turnover di Ford a metà campo che innesca l’avanzata di Sam Beard, con il centro neozelandese veloce ed efficace nelle sue linee di corsa prima di servire l’ala in sostegno che vola in meta. Hidalgo-Clyne aggiunge gli ultimi due punti della sua serata, prima di lasciare spazio a Nathan Fowles e poco prima che i Dragons restino ancora in inferiorità, per giallo al capitano Rhys Thomas – che commette la stessa infrazione per cui Morgan era stato graziato.

Edinburgh Rugby 45
Newport Gwent Dragons 16 

Score: 3′ Tovey cp (0-3), 9′ Hidalgo-Clyne cp (3-3), 15′ McInally m Hidalgo-Clyne tr (10-3), 19′ D. Jones cp (10-6), 22′ Visser m (15-6), 30′ D. Jones cp (15-9), 34′ Hidalgo-Clyne cp (18-9), 40′ Hidalgo-Clyne cp (21-9); 43′ Harris m D. Jones tr (21-16), 55′ B. Toolis m Hidalgo-Clyne tr (28-16), 58′ Hidalgo-Clyne cp (31-16), 60′ Hidalgo-Clyne m Hidalgo-Clyne tr (38-16), 67′ Fife m Hidalgo-Clyne tr (45-16).

Edinburgh Rugby: 15 Jack Cuthbert 14 Dougie Fife 13 Sam Beard 12 Andries Strauss 11 Tim Visser 10 Phil Burleigh 9 Sam Hidalgo-Clyne 1 Alasdair Dickinson 2 Ross Ford 3 WP Nel 4 Anton Bresler 5 Ben Toolis 6 Stuart McInally 7 Roddy Grant 8 Mike Coman (C)
Panchina: 16 Neil Cochrane 17 Rory Sutherland 18 John Andress 19 Fraser Mckenzie 20 Cornell Du Preez 21 Nathan Fowles 22 Tom Heathcote 23 Tom Brown

Newport Gwent Dragons: 15 Jason Tovey 14 Tom Prydie 13 Tyler Morgan 12 Jack Dixon 11 Hallam Amos 10 Dorian Jones 9 Jonathan Evans 1 Brok Harris 2 T. Rhys Thomas (C) 3 Dan Way 4 James Thomas 5 Cory Hill 6 Nick Crosswell 7 James Benjamin 8 Taulupe Faletau.
Panchina: 16 Rhys Buckley 17 Phil Price 18 Lloyd Fairbrother 19 Matthew Screech 20 Ian Gough 21 Luc Jones 22 Ashton Hewitt 23 Geraint Rhys Jones

HT: 21-9
Note: Serata fresca, 10°C, cielo sereno, campo perfetto. Un cambio dell’ultim’ora nei NG Dragons, con Nic Cudd fuori dai 23; al suo posto in campo il talentuoso James Benjamin, con Ian Gough come copertura in panchina.
Sin bin: 9′ Taulupe Faletau (NG Dragons), 51′ Jonathan Evans (NG Dragons), 72′ T. Rhys Thomas (NG Dragons).
Man of the match: Ben Toolis (Edinburgh Rugby)
Spettatori: 8231
Arbitro: JP Doyle (RFU)

BT Cup: Ecco le squadre per le finali di domani al BT Murrayfield

BT CUpEdimburgo – Stasera il BT Murrayfield ospitera’ la prima semifinale europea della storia giocata in Scozia ma la Highland Cathedral, domani, sara’ gia’ pronta per il BT Cup Finals Day, una sorta di festa del rugby domestico scozzese maschile e femminile.

Il calcio d’inizio della prima gara e’ fissato per le 11am, mentre le due partite piu’ attese – le finali di Cup femminile e maschile – sono in programma rispettivamente alle 3.30pm (Sarah Beaney Cup, Murrayfield Wanderers-Hillhead/Jordanhill) e alle 5.45pm, con la sfida tra Boroughmuir e Hawick a chiudere la giornata.

Lo scorso anno l’allora RBS Cup Finals Day si e’ tenuto al Broadwood Stadium di Cumbernauld – che ha ospitato in questa stagione le gare casalinghe di RBS 6 Nations della Scozia Femminile – per consentire i lavori di rifacimento del manto erboso ibrido al BT Murrayfield; gli Heriot’s hanno conquistato la Cup, che non potranno difendere dopo la sconfitta patita al Mansfield Park contro Hawick. “Tutti al club sono estremamente eccitati in vista della finale”, ha detto Ross Graham, tallonatore della squadra dei Borders. “L’ultima volta che Hawick e’ arrivato alla finale, tredici anni fa, ha conquistato il trofeo e ovviamente domani puntiamo a fare altrettanto. I giorni che hanno preceduto questa finale sono stati intensi e posso dire che tutta la citta’ e’ in vibrante attesa e pronta a sostenerci”.

Ecco i XV delle due finali di Cup – per il programma completo, http://www.ScottishRugby.org

Sarah Beaney Cup: Murrayfield Wanderers v Hillhead/Jordanhill, 3.30pm

Murrayfield Wanderers: Sarah Gill; Heather Innes, Eilidh Sinclair, Helen Nelson, Rhona Lloyd; Lisa Martin (C), Sarah Law; Beth Dickens, Sarah Quick, Lisa Robertson, Cat Syme, Emma Wassell, Jude Telford, Jen Cram, Rachael Cook.
Panchina: Suzy Hex, Cristianne Fahey, Lucy Park, Alex Read, Chloe Boutchner, Rebecca Reese, Katy Green.

Hillhead/Jordanhill: Emma McBride; Hannah Smith, Megan Gaffney, Kristin Daly, Sarah Smith; Alison Cook, Rachael Whyte; Heather Lockhart, Lindsey Smith (C), Mairi Forsyth, Jenny Johston, Lauren Hagan, Louise McMillan, Jemma Forsyth, Jade Konkel.
Panchina: Kerry McFadzean, Mary Lafaiki, Tamsin Tyeson, Kirsty McConnell, Claudia Baird Hoyos, Geraldine McGroarty, Amanda Moore.

BT Cup: Hawick v Boroughmuir, 5.45pm

Hawick RFC: Lee Armstrong; Neil Renwick, Nikki Walker, John Coutts, Scott McLeod; Rory Hutton (C), Greg Cottrel; Shawn Muir, Ross Graham, Matt Landels, Matt Robertson, Mike McKee, Nick McTaggart, Rory Scott, Bruce McNeil.
Replacements: Lindsey Gibson, Nick McLennan, William Blacklock, Ross Gibson, Keith Davies, Sean Goodfellow, Matthew Douglas.

Boroughmuir RFC: Craig Marshall; Grant McConnell, Sep Visser, David Reekie, Jordan Edmunds; Carl Bezuidenhout , Johnny Adams; Robbie Wilson, Cal Davies, Simon Bergham , Trent Sutton, Adam Best, Andrew Rose (C), Mike Entwhistle, Iain Moody.
Replacements: Sam Bingham, Johnny Latta, Magnus Bradbury, Sam Johnson, Chris Laidlaw, Craig Keddie, Ross Bradford.

‘Pro’ rilasciati: Carl Bezuidenhout, Simon Bregham, Magnus Bradbury

La finale di BT Cup in diretta streaming su Scottish Rugby TV (Youtube)

Il tallonatore di Hawick, Ross Graham e il capitano del Boroughmuir, Andrew Ross, posano con la BT Cup sul terreno del BT Murrayfield (Credit: Scottish Rugby.org)
Il tallonatore di Hawick, Ross Graham e il capitano del Boroughmuir, Andrew Ross, posano con la BT Cup sul terreno del BT Murrayfield (Credit: Scottish Rugby.org)

Sabato prossimo sarà, finalmente, tempo del “BT Cup Finals Day” e, per tutti gli appassionati di rugby scozzese, anche quelli residenti all’estero, c’è una buona notizia: la finale di Cup tra Boroughmuir e Hawick sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Youtube di Scottish Rugby TV.

La trasmissione, che inizierà alle 5.35pm locali (18.35 CET), vedrà come commentatori Bill Johnstone della BBC e Chris Paterson, ambasciatore del rugby scozzese, con la BT Cup final che inizierà alle 5.45pm.

La finale di Cup sarà il culmine di una giornata indimenticabile al BT Murrayfield, dove si giocheranno ben se partite a partire dalle 11am; la Sarah Beaney Cup, la competizione riservata al rugby femminile, vedrà in campo alle 3.30pm, sul main pitch della Highland Cathedral, Murrayfield Wanderers, detentore del titolo, e Hillhead/Jordanhill, mentre le altre due gare femminili, Ayr-Stewartry per la BT Women’s Plate, e Watsonians-Morgan Academy per la BT Women’s Bowl, si giocheranno sui back pitches con kick off in contemporanea alle 12pm.

Ecco il programma della BT Cup Finals Day (gare sul main pitch, se non espresso)

BT Bowl – Cumnock v Alloa, 11am
BT Women’s Bowl – Watsonians v Morgan Academy, 12 noon, back pitches
BT Women’s Plate – Ayr v Stewartry, 12 noon, back pitches
BT Shield – GHK v St Boswells, 1.15pm
Sarah Beaney Cup – Murrayfield Wanderers v Hillhead/Jordanhill, 3.30pm
BT Cup – Hawick v Boroughmuir, 5.45pm