“il rugby degli altri”: Calvisano campione d’Italia

Screen Shot 2017-05-27 at 20.29.28Il Patarò Calvisano si laurea campione d’Italia battendo Rovigo nella finale-scudetto giocatasi oggi a Calvisano.

Rovigo, campione in carica, cede 43-29 di fronte ai bresciani e non riesce a difendere il tricolore conquistato lo scorso anno.

Di seguito breve cronaca e tabellino a cura dell’ufficio stampa FIR:

I Bersaglieri di Joe McDonnell, dopo una partenza brillante sostenuta da un piano di gioco intelligente, che li ha visti allungare sino allo 0-12 nei primi venticinque minuti di gioco con quattro centri dalla piazzola di Basson, si sono dovuti arrendere ad un Rugby Calvisano che ha saputo mantenere i nervi saldi anche in svantaggio oltre-break, ispirato da un Minozzi in grande giornata e che, nel secondo tempo, ha preso in mano il controllo delle operazioni allungando sino al 43-15 prima che due mete di Rovigo, in pieno recupero, rendessero meno amaro il passaggio di consegne tra le due squadre che hanno dominato la scena del rugby italiano nell’ultimo quadriennio.

Calvisano (BS), PataStadium “San Michele” – sabato 27 maggio
Eccellenza, Finale
Patarò Calvisano v Femi-CZ Rovigo 43-29

Marcatori: p.t. 10’ cp. Basson (0-3); 18’ cp. Basson (0-6); 20’ cp. Basson (0-9); 25’ cp. Basson (0-12); 32’ m. Lucchin tr. Minozzi (7-12); 35’ m. Andreotti tr. Minozzi (14-12);  s.t. 3’ cp. Basson (14-15); 7’ m. Tuivati tr. Minozzi (21-15); 15’ m. Minozzi tr. Minozzi (28-15); 21’ m. Paz tr. Minozzi (33-15); 29’ cp. Minozzi (36-15); 40’ m. Chiesa tr. Minozzi (43-15); 42’ m. Barion tr. Basson (43-22); 43’ m. Biffi tr. Mantelli (43-29)
Patarò Calvisano: Minozzi; Bruno (3’ st. Chiesa), Paz, Lucchin, Susio (20’ st. De Santis); Novillo (30’ st. Dal Zilio), Semenzato; Tuivaiti, Archetti, Giammarioli (25’ st. Zdrilich); Andreotti (29’ st. Zanetti), Cavalieri; Riccioni (20’ st. Costanzo), Morelli (cap, 19’ st. Luus), Panico (3’ st. Rimpelli)
all. Brunello
Femi-CZ Rovigo Delta: Basson; Barion, Majstorovic, McCann (1’ st. Mantelli), Torres (19’ st. Biffi); Rodriguez, Chillon (30’ st. Loro); De Marchi, Lubian (29’ st. Cicchinelli), Ruffolo (cap, 5’-7’ st. Cicchinelli); Parker (29’ st. Ortis), Boggiani; Iacob (29’ st. Bordonaro), Momberg (29’ st. Cadorini), Muccignat (1’ st. Balboni)
all. McDonnell
arb. Mitrea (Udine)
g.d.l. Liperini (Livorno), Franzoi (Venezia)
quarto uomo: Brescacin (Treviso)
quinto uomo: Cusano (Vicenza)
TMO: Marrama (Milano)
Man of the Match: Minozzi (Patarò Calvisano)
Calciatori: Basson (Femi-CZ Rovigo) 6/6; Mantelli (Femi-CZ Rovigo) 1/1; Minozzi (Patarò Calvisano) 4/7
Cartellini:
Note: PataStadium esaurito, oltre 6000 spettatori. In tribuna la Vice-Presidente del CONI Sensini, il Presidente FIR Gavazzi, il CT della Squadra Nazionale O’Shea e l’assistente Giampiero De Carli. 

 

PRO12: John Barclay e DTH sul trono celtico! Scarlets, grande vittoria a Dublino

DTH van der Merwe PRO12 2017 Scarlets

Credit: Profilo Facebook Ufficiale Rugby Canada

Gli Scarlets completano nel migliore dei modi una stagione forse irripetibile conquistando il secondo titolo celtico della loro storia, il primo da quando la competizione è diventata (Guinness) PRO12 ed è stata introdotta la post-season.

Dopo aver fatto la storia come la prima squadra capace di raggiungere la finale celtica vincendo la semifinale in trasferta, John Barclay e compagni hanno spazzato via Munster dal campo dell’Aviva Stadium di Dublino.

Già nel primo tempo gli Scarlets mettono le cose in chiaro e la finale in discesa, prendendosi il (virtuale) bonus offensivo in poco meno di mezz’ora con quattro mete che portano le firme di Liam Williams (8′), Steff Evans (19′), Gareth Davies (27′) e Tadhg Beirne (30′). Il piede preciso di Patchell – perfetto anche nell’assist sulla prima marcatura di Liam Williams – aggiunge gli altri punti e manda i suoi a riposo sul 10-29 (per Munster tutti i punti arrivano grazie a Bleyendaal con meta, trasformazione e piazzato) e con una mano e mezza sul trofeo celtico.

Nella ripresa gli Scarlets non mollano e continuano a tenere alta l’intensità, mettendo pressione sulla Red Army che continua a non riuscire ad entrare in partita; Patchell apre le marcature con un piazzato, prima che il neo-entrato DTH van der Merwe metta la sua firma sulla finale, consegnando il titolo ai gallesi. Per l’ala canadese secondo titolo celtico – dopo quello conquistato nel 2015 coi Warriors, sempre contro Munster – e 50esima meta in Guinness PRO12 alla sua ultima gara prima del passaggio ai Newcastle Falcons.

C’è ancora tempo per due mete di Munster – Conway e Earls, per l’orgoglio – e per l’ultima marcatura degli Scarlets, con uno dei suoi uomini-simbolo (James Davies) che sigilla l’incontro e fissa il risultato sul punteggio-record di 46-22 che manda i gallesi in paradiso.

Mercato: Warriors, Vunisa arriva, Flynn lascia. Maitland rinnova coi Saracens

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Credit: World Rugby

Il flanker azzurro Samuela Vunisa è il settimo acquisto dei Glasgow Warriors, che stanno costruendo la squadra per la prossima stagione.

Vunisa arriva dai Saracens – con cui ha raccolto tredici presenze e sei mete – due volte campioni d’Europa e ha firmato un contratto che lo legherà al club dello Scotstoun Stadium per le prossime due stagioni. Il flanker, 28 anni, era arrivato all’Allianz Park dalle Zebre (43 presenze e 8 mete) nel 2015; divenuto eligibile per la nazionale italiana secondo il criterio di residenza (è nato nelle Fiji), Vunisa vanta al momento 11 caps con l’Italia, con cui ha disputato la RWC2015.

I Glasgow Warriors hanno anche annunciato che l’ex All Black Corey Flynn non è più sotto contratto e lascia quindi il club.

Sean Maitland, attualmente impegnato nel recupero dall’infortunio alla caviglia che lo ha costretto a saltare la finale di Champions Cup e il tour estivo della Scozia, ha rinnovato il suo contratto coi Saracens.

Maitland, 28 anni, vestirà la maglia nera dei Sarries almeno fino all’estate del 2020.

“il rugby degli altri”: Chiefs sul trono d’Inghilterra. Stade beffato, Saints in Europa

Gli Exeter Chiefs battono gli Wasps a Twickenham nella finale di Aviva Premiership e si laureano campioni d’Inghilterra per la prima volta nella loro storia.

I Chiefs partono meglio ma non riescono a concretizzare in termini di punti a referto il dominio dei primi quaranta minuti; pur marcando due mete in mezz’ora (con Nowell al 13′ e Dollman al 27′) vanno a riposo avanti 14-10 perchè Jimmy Gopperth trova la marcatura – che si incarica di trasformare – a tempo praticamente scaduto.

Gli Wasps provano a scappare ad inizio ripresa con la meta di Daly (43′) e il piede di Gopperth ma i Chiefs non ci stanno e si rifanno sotto, portando il match ai tempi supplementari (20-20) grazie a due piazzati di Gareth Steenson, il secondo ad un solo minuto dal termine della gara.

I venti minuti di extra-time sono una gara a sé, ma seguono comunque il canovaccio dei canonici ottanta minuti; gli Wasps fanno più possesso, ma i Chiefs sono più pericolosi – il TMO non convalida una loro marcatura al 80’+14′ – e trovano il piazzato della vittoria al 80’+17′ ancora con Steenson, riuscendo a resistere alla pressione disperata degli Wasps.

A Twickenham finisce 23-20.

Rob Baxter e i suoi ragazzi possono così festeggiare il loro primo titolo, sette anni dopo essere tornati in Premiership, e tengono viva la striscia positiva, arrivata oggi a 17 gare di Aviva Premiership, eguagliando il record precedente dei Leicester Tigers stabilito tra il 1999 e il 2000.

La meta di Tuala manda i Saints nell’Europa “che conta”

Ieri sera, invece, i Northampton Saints hanno battuto 23-22 lo Stade Français Paris al Franklin’s Gardens conquistando la qualificazione per la prossima edizione della Champions Cup.

L’ultimo spareggio-qualificazione della storia – ricordiamo che, dalla prossima stagione, sarà la vincente di Challenge Cup ad assicurarsi il ventesimo posto disponibile – resta in equilibrio fino alla fine, nonostante il primo tempo sia stato dominato dai francesi che vanno a riposo sul 9-22 grazie alle mete di Nayacalevu, Sinzelle e Camara e al piede di Plisson.

I Saints, nella ripresa, si riportano subito sotto con la meta di Ben Foden (45′) trasformata da Mallinder, prima di trovare la marcatura del sorpasso al 71′ con Ahsee Tuala. Mallinder trasforma e manda i Saints nell’Europa “che conta”. Per lo Stade, invece, chiusura amara di una stagione di alti e bassi, di cui comunque resterà indelebile il ricordo del trionfo al BT Murrayfield nella finale di Challenge Cup.