“il rugby (russo) degli altri”: Iurii Kushnarev, “dobbiamo ampliare il bacino di giocatori per crescere ancora”

Alba Ovale – 2017

BT Murrayfield (Edimburgo) – “Siamo molto contenti di questo successo, grande vittoria. Siamo davvero soddisfatti del risultato e di essere riusciti a battere una squadra che è anche nostra rivale cittadina. Non credo, tuttavia, che oggi siamo riusciti a giocare la nostra miglior partita, perchè ci siamo lasciati influenzare troppo dalle condizioni meteo commettendo troppi errori di handling e calciando troppo la palla per cercare territorio anziché passare attraverso le fasi. Devo però fare i complimenti ai nostri avanti, che sono stati bravissimi nei set-pieces e ci hanno consentito di vincere la gara.”

Iurii Kushnarev, apertura dell’Enisei-STM, ci racconta le sue impressioni dopo la finale di Continental Shield vinta sabato 13 maggio al BT Murrayfield contro i rivali cittadini del Krasny Yar.

“Siamo contenti di quanto abbiamo fatto finora, per due anni di fila ci siamo qualificati per la Challenge Cup e quest’anno siamo riusciti anche a vincere questo trofeo.Stiamo crescendo, giocare otto gare europee di buon livello ci aiuta molto e dobbiamo continuare su questa strada. Ma anche per il movimento rugbistico russo è un risultato importante che ci permetterà di avere l’attenzione del rugby europeo e anche del governo russo, che potrebbe decidere di devolvere più soldi per lo sviluppo del rugby domestico.”

Se volessimo porci come obiettivo la qualificazione per la fase ad eliminazione diretta della Challenge Cup, abbiamo bisogno di qualche elemento più esperto e di alzare la qualità dei giocatori. Anche giocare a casa, a Krasnoyarsk – in Siberia, poco più di 4mila km da Mosca e con condizioni climatiche, nei mesi invernali, piuttosto complicate – ci aiuterebbe. C’è tanta gente che vuole vedere le gare, potremmo portare facilmente almeno 10mila persone allo stadio.

Il clima non è un problema, almeno in ottobre quando abbiamo giornate con temperature sopra lo zero e un campo di gioco praticabile.” Solo Connacht, di tutte le squadre che hanno affrontato l’Enisei-STM in Europa, ha avuto il privilegio di giocare a Krasnoyarsk, la vera casa del club; purtroppo però il ricordo di Muldoon e compagni è falsato dall’aver giocato con -20°C su un campo innevato – ma, allora, era novembre e anche chi ha stilato il calendario non è esente da colpe… “Quel giorno è stato sfortunato, abbiamo cominciato a -12°C e finito attorno ai -18°C, è stato orribile onestamente ma è stata comunque una bella esperienza…”

Kushnarev ci parla anche del momento attuale che sta attraversando la nazionale; il versatile trequarti – che può giocare apertura e estremo e vanta 91 caps con la Russia, avendo marcato finora 626 punti – crede che il problema più grande sia il ridotto bacino di giocatori a disposizione, perchè “hockey su ghiaccio e calcio sono ancora gli sport più importanti nel nostro Paese.

Alba Ovale – 2017

Abbiamo problemi soprattutto nel pack. Nel campionato domestico giocano molti ragazzi georgiani e sarebbe utile poter chiedere loro di giocare nella nostra nazionale!“. Un esempio c’è già: Valery Tsnobiladze, tallonatore del Krasny Yar, è nato in Georgia ma gioca con la nazionale russa – saltando, però, le gare contro la Georgia…

Adesso le regole sono cambiate e servono cinque anni prima di diventare eligibile per una Nazionale di un Paese dove non sei nato, quindi vedremo cosa succederà… È un grande problema per noi, però; io gioco in nazionale da circa dodici anni, era un problema allora come lo è adesso.”

“Certo, il Sevens sta crescendo ma ha diversi vantaggi: è uno sport più veloce, spettacolare, ci sono solo dodici giocatori in tutto nella squadra ed essendo sport olimpico riceve i fondi del governo. C’è anche difficoltà a reperire sponsor e interesse delle tv in Russia, almeno al momento.

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