“il rugby (russo) degli altri”: Vasily Artemyev è già proiettato alla RWC2019

Alba Ovale – 2017

BT Murrayfield (Edimburgo) – “Credo che il più grande problema che abbiamo avuto sia stato quello di non essere riusciti a mettere in campo il nostro game-plan, che era strutturato su un maggior possesso dell’ovale, oltre ad aver sbagliato qualche calcio tattico di troppo e aver commesso errori in fase di possesso che hanno consentito all’Enisei di avere un vantaggio perché hanno potuto giocare il rugby loro più congeniale.

Vasily Artemyev, capitano del Krasny Yar, ha un passato in Aviva Premiership – con la maglia dei Northampton Saints – e un presente da estremo dei vice-campioni di Russia, sconfitti sabato scorso nella prima finale di Continental Shield ma comunque qualificati per la prossima edizione di Challenge Cup, un gran risultato non solo per loro, ma per tutto il movimento russo.

È comunque bello per il rugby russo avere due squadre in questa finale, perchè abbiamo potuto dimostrare a che punto siamo; negli ultimi due anni solo una squadra è stata capace di giocare ad alto livello – e sono i vincitori oggi – mentre noi stiamo crescendo. Credo che la mancanza di abitudine a giocare a certi livelli in Europa ci sia costata cara. L’Enisei è stato cinico, restando tranquillo e marcando punti quando serviva.”

Credo che avere in squadra giocatori come Lasha (Malaguradze, nazionale georgiano), i due nazionali tongani (Apikotoa Fangatapu e il pilone Sione Maama), oltre a qualche nazionale moldavo, aiuti tutta la squadra ad alzare il livello sia in allenamento, sia poi in campo. Nel campionato russo c’è un limite di giocatori stranieri che si possono utilizzare ma sono convinto che l’esperienza di questi giocatori sia un beneficio per tutti. Abbiamo cercato di creare una mentalità, una cultura all’interno della squadra: se giochi bene, se ti impegni sempre trovi posto nel gruppo e puoi continuare a crescere. Abbiamo un gruppo di giocatori che hanno abbracciato questa mentalità e i risultati si sono visti.

Artemyev ha giocato con la maglia del Blackrock College di Dublino e poi con la UCD, mentre viveva nella capitale irlandese per studiare legge.

Alba Ovale – 2017

Nel 2008 è tornato a Mosca, sua città natale, e continuato a giocare a rugby nel campionato domestico russo con la maglia del VVA-Podmoskovye; è entrato anche nel giro della nazionale, con cui ha giocato la RWC2011 marcando anche una meta – ironia della sorte – nel match contro l’Irlanda.

Dopo la RWC si è trasferito in Aviva Premiership, firmando un contratto coi Northampton Saints restando due stagioni al Franklin’s Gardens prima del ritorno in Russia, al Krasny Yar.

La Russia – con cui Vasily vanta 72 caps – è ancora in corsa per un posto nella prossima RWC2019 ma, al momento, non sembra essere la favorita – con la Georgia già qualificata, la Romania sembra avere qualcosa in più e non solo per aver vinto l’ultima edizione del Rugby Europe Championship. Chi passerà come Europe 1, finirà nel girone di Scozia, Irlanda e Giappone.

Nel primo anno di gare valide per la qualificazione alla prossima coppa del mondo abbiamo avuto alti e bassi, perchè la Spagna si è presa un vantaggio contro di noi e nella gara casalinga contro la Romania non abbiamo giocato come pensavamo di poter fare. Adesso dobbiamo concentrarci sul prossimo anno, quando troveremo ancora questi avversari; avremo anche la possibilità, se non riusciremo a qualificarci direttamente, di giocare lo spareggio ma stavolta dovremo essere spietati e prenderci tutte le occasioni che creeremo, non come successo l’ultima volta (contro l’Uruguay) quando abbiamo visto svanire la possibilità di qualificarci per la RWC2015 nella gara di ritorno a Montevideo.”

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