Continental Shield Final 2017: L’Enisei-STM vince la prima finale

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Alba Ovale – 2017

BT Murrayfield Complex (Edimburgo) – L’Enisei-STM vince la prima finale della storia di Continental Shield, una gara giocata sul back pitch numero 1 del BT Murrayfield e che è stata un’ideale introduzione per il piatto forte di giornata, la finale di Champions Cup che si giocherà tra qualche ora alla Highland Cathedral. Il derby russo ha confermato le attese, una gran bella partita giocata tra due squadre che hanno qualche buon elemento in rosa e hanno mostrato tanta voglia di giocare, nonostante – trofeo a parte, e non è poco – non ci fosse in palio molto, perchè entrambe si erano già garantite la qualificazione alla prossima edizione di Challenge Cup. Certo, ci sono stati anche errori e qualche giocata approssimativa, ma nel complesso il pubblico presente sugli spalti si è divertito.

La gara è subito bella, con l’Enisei che, dopo qualche fase, prende controllo del gioco e va vicinissimo alla meta all8′, ma Adamson – direttore di gara – si affida al TMO prima di decidere di non concedere la marcatura (ovale tenuto alto).

Si riparte con una mischia sui 5m del Krasny, da cui si stacca Rudoi che va oltre la linea avversaria. Kushnarev trasforma per il 7-0 ma il Krasny si riporta subito sotto con il piede di Malaguradze – oggi schierato primo centro – che trova i pali da quaranta metri a punire un fuorigioco avversario.

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Alba Ovale – 2017

Nell’azione successiva il Krasny passa a condurre con la meta di Galinovskiy, che va oltre la linea all’altezza della bandierina sfruttando l’ottimo passaggio al piede di Pruidze. Malaguradze, nazionale georgiano, stavolta è impreciso, spedendo la trasformazione di pochissimo a lato e tre minuti dopo Kushnarev riporta avanti i suoi dalla piazzola.

La gara resta molto bella, perchè se l’Enisei è più forte nei set-pieces, con un pack più potente e abile nei turnover al breakdown, il punto di forza del Krasny Yar è il reparto de trequarti, che presenta elementi come l’ex Northampton Saints Artemyev, il nazionale georgiano Malaguradze e l’apertura tongana (30 caps con la sua nazionale) Apikotoa Fangatapu sempre capaci di creare occasioni dal nulla.

Le squadre vanno a riposo sul 16-8 perchè l’apertura dell’Enisei, Kushnarev, aveva calciato ancora tra i pali due punizioni – una conquistata al breakdown, l’altra per un placcaggio alto su Simplikevich lanciato in meta – mentre Malaguradze non trova i pali a tempo scaduto.

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Alba Ovale – 2017

Le squadre tornano in campo per la ripresa quando sul Murrayfield si abbatte un vero e proprio nubifragio, che dura sette minuti prima che le nuvole cariche d’acqua vengano spazzate via da un vento freddo.

Al 48′ il Krasny resta in inferiorità, quando l’apertura Apikotoa Fangatapu finisce nel sin-bin per fallo professionale; Kushnarev è ancora preciso e allunga il vantaggio dei suoi, prima di sbagliare il calcio che, al 53′, avrebbe potuto chiudere virtualmente la finale.

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Alba Ovale – 2017

L’Enisei, come detto prima, ha un ottimo reparto degli avanti che sono non solo potenti, ma anche piuttosto mobili e capaci di gestire il possesso. Non a caso è il seconda linea Gargaric a trovare la seconda meta del match che, con ancora un quarto di gara da giocare, decide di fatto la gara. Gargalic è bravo a trovare il varco giusto nella difesa avversaria e Kushnarev trasforma ancora, mettendo il Krasny di fronte ad una vera e propria montagna da scalare se vuole tornare in partita.

Combinando avanti dell’Enisei e trequarti del Krasny si avrebbe una squadra davvero competitiva, ma va sottolineato che l’apertura dei campioni di Russia in carica, Kushnarev, è davvero bravo nel gestire le avanzate dei suoi.

L’Enisei non molla e ingrossa ancora il tabellino con il drop dell’estremo Gaisin e la seconda meta personale del numero 8, Rudoi, al termine di un’azione insistita fatta di numerosi pick-and-go che hanno fiaccato la non irresistibile, va detto, resistenza avversaria.

Kushnarev, decisamente uno dei migliori in campo, trasforma da posizione angolatissima fissando il risultato sul 36-8, punizione troppo pesante per il Krasny Yar che, però, paga molto caro l’atteggiamento remissivo mostrato nella ripresa.

Enisei-STM 36
Krasny Yar 8

Score: 9′ Rudoi m Kushnarev tr (7-0), 12′ Malaguradze cp (7-3), 15′ Galinovskiy m (7-8), 18′ Kushnarev cp (10-8), 28′ Kushnarev cp (13-8), 36′ Kushnarev cp (16-8); 48′ Kushnarev cp (19-8), 59′ Gargalic m Kushnarev cp (26-8), 68′ Gaisin drop-goal (29-8), 74′ Rudoi m Kushnarev tr (36-8)

Enisei-STM: 15 Ramil Gaisin 14 Denis Simplikevich 13 David Kacharava 12 Dmitrii Gerasimov 11 Aleksei Mikhaltsov 10 Iurii Kushnarev 9 Alexey Shcherban 1 Andrei Polivalov 2 Shamil Magomedov 3 Innokentiy Zykov 4 Uldis Saulite (C) 5 Maxim Gargalic 6 Mikheil Gachechiladze 7 Vitalii Orlov 8 Anton Rudoi
Panchina: 16 Stanislav Selskii 17 Azat Musin 18 Evgenii Pronenko 19 Andrey Temnov 20 Aleksandr Budychenko 21 Konstantin Uzunov 22 Igor Kurashov 23 Viacheslav Krasylnyk

Krasny Yar: 15 Vasily Artemyev (C) 14 Evgenii Kolomiitcev 13 Giorgi Pruidze 12 Lasha Malaguradze 11 Igor Galinovskiy 10 Apikotoa Fangatapu 9 Anton Riabov 1 Sione Maama Fukofuka 2 Valeriy Tsnobiladze 3 Mikheil Tsiklauri 4 Viktor Arkip 5 Andrei Garbuzov 6 Viktor Gresev 7 Kirill Gotovtsev 8 Oleg Prepelitse
Panchina: 16 Sergey Bazhenov 17 Sergey Novoselov 18 Azamat Bitiev 19 Alexander  Ilin 20 Lasha Lomidze 21 Rushan Iagudin 22 Evgeny Golshteyn 23 Kirill Golosnitskii

HT: 16-8
Note: 10°C, pioggia a tratti durante la gara. Prima finale della storia della terza competizione europea.
Sin bin: 48′ Apikotoa Fangatapu (Krasny Yar)
Man of the match: Anton Rudoi (Enisei-STM)
Spettatori: 500 circa
Arbitro: Mike Adamson (SRU)

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