Challenge Cup Final 2017: Le parole dalla sala stampa

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Alba Ovale – 2017

BT Murrayfield (Edimburgo) – “Sono davvero molto contento di poter festeggiare questo trofeo con i miei compagni. È stata una stagione lunga e difficile e sono convinto che la risposta migliore che la squadra poteva dare a tutto quello che abbiamo passato sia stata scendere in campo stasera e vincere la partita.”

Sergio Parisse, capitano dello Stade Français, si presenta in sala stampa portandosi il trofeo sul palco, segno che questa coppa ha davvero un valore speciale per lui e per tutta la squadra.

È una vittoria storica, che mi lascia estremamente fiero ed orgoglioso non solo personalmente, ma anche per tutto il gruppo che si meritava di chiudere in questo modo una stagione che è stata a dir poco incredibile. Sono orgoglioso di questi ragazzi e di far parte di questo gruppo.

Non possiamo gestire, come giocatori, le dinamiche che si verificano all’esterno o nel club; il nostro compito è quello di rimanere concentrati sul campo e, nonostante non sia stato facile, da quando ci è stata annunciata questa fusione abbiamo fatto sempre meglio. Abbiamo iniziato a vincere, giocare meglio e scalare posizioni in classifica, arrivando quasi a qualificarci per i playoff in TOP14 partendo dal dodicesimo posto; oggi poi abbiamo vinto il primo titolo europeo del club, il modo migliore per dare lustro all’immagine del club.

Stasera a mio parere abbiamo dominato in mischia, il nostro pack ha avuto un impatto positivo e anche in touche abbiamo fatto bene; nel secondo tempo abbiamo anche dominato il possesso, marcando punti nei momenti decisivi della gara e anche la disciplina, concedendo solo due punizioni, è stata un aspetto molto importante. Adesso non abbiamo ancora in mente la gara di settimana prossima – il playoff/qualificazione per la Champions Cup contro i Cardiff Blues. Adesso pensiamo a goderci questo risultato, lunedì torneremo a Parigi e penseremo alla prossima gara che ovviamente cercheremo di vincere per dare alla squadra la possibilità di giocare in Champions Cup l’anno prossimo.

Parisse, stasera man of the match, sarà ancora il simbolo dello Stade anche il prossimo anno, quando però attorno a lui molte cose potrebbero cambiare: “Sei giocatori hanno già annunciato l’addio, più altri tre o quattro che smetteranno quindi ci troveremo senza un terzo della squadra attuale. Anche lo staff tecnico cambierà, potrebbero anche esserci altri dirigenti ed era importante chiudere il ciclo di Quesada, arrivato quattro anni fa, con la vittoria nel TOP14 nel 2015 e col successo di stasera. Quesada e lo staff, col titolo di stasera, resteranno nella storia del club e sono molto contento per loro.

Prima di salutarlo, chiedo a Sergio se, per caso, ha in programma di tornare in Italia…

Ho un contratto con lo Stade fino al giugno 2020…” ride, il grande Sergio, prima di tornare a festeggiare coi suoi compagni.

Quesada, head coach, è visibilmente contento: “La fusione ha creato una situazione difficile ma da cui il gruppo ha saputo uscire bene, in maniera professionale e prendendo stimolo positivo da tutto il contesto. Come guida del gruppo avevo il compito di di cercare di tenere il gruppo unito, abbiamo fatto un grande lavoro in condizioni difficili e sono convinto che abbiamo scritto una pagina di storia stasera. Negli ultimi due mesi abbiamo lavorato duramente e stasera abbiamo chiuso il match in forma migliore rispetto ad una squadra inglese, al termine della stagione. Un risultato che, per una squadra francese, non è proprio comune – van fatti i complimenti al nostro staff medico e ai preparatori atletici che hanno fatto un lavoro straordinario.

In sala stampa sono arrivati per primi Humphreys e Heinz in rappresentanza di Gloucester, che stasera, con la sconfitta patita, ha perso la finale e detto addio alla speranza di lottare per la qualificazione alla prossima edizione di Champions Cup.

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Alba Ovale – 2017

Complimenti allo Stade, hanno meritato di vincere per il modo in cui hanno giocato,” esordisce il DoR di Gloucester, David Humphreys.

“Noi non siamo mai riusciti a metterli in difficoltà davvero, stasera non siamo riusciti ad esprimere il nostro potenziale che continuo ad essere convinto sia molto alto. È difficile giocare a rugby quando sei sempre sotto pressione nelle fasi statiche e non riesce ad esprimerti. Non posso criticare il carattere dei ragazzi, questa squadra ha sempre dimostrato anche stasera questa qualità ma contro una squadra forte come lo Stade Français, capace di tenere bene l’ovale, paghi gli errori che commetti.”

“Siamo stati troppo indisciplinati, non abbiamo performato al meglio nei set-pieces e non siamo riusciti a mettere gli avversari in difficoltà come avremmo voluto e dovuto. Credo sia questa la chiave del match. A differenze delle gare giocate negli ultimi mesi, non siamo stati capaci di mettere pressione sull’avversario. Quando giochi una finale sai che devi sempre dare il meglio e stasera non siamo riusciti a farlo per tutta la gara.”

Gloucester ha concesso 12 punizioni, contro le due dello Stade e anche questo dato può aiutare a capire meglio l’andamento della gara. “Nel primo tempo abbiamo avuto qualche possesso di qualità, ma in generale non siamo riusciti ad imporre il nostro ritmo e questo ha compromesso le nostre possibilità di vincere la gara. Siamo anche stati un pò sfortunati sull’intercetto ma alla fine non abbiamo molto da recriminare.”

Heinz difende la sua buona fede: “Non avevo intenzione di far male all’avversario ma nel rugby moderno devi essere sempre più che preciso quando intervieni su un avversario e il direttore di gara ha deciso di punire il mio placcaggio. Quando siamo rimasti in inferiorità i miei compagni hanno fatto comunque molto bene, non concedendo nemmeno un punto all’avversario.

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