Sevens Femminile: Conosciamo meglio Scott Wight, nuovo head coach della Scozia Femminile

Scott Wight head coach scozia femminile sevens
Credit: Scottish Rugby

BT Murrayfield (Edimburgo) – “Ritirarmi? Non ci penso assolutamente! Non sono mai stato così bene, mi sento pronto fisicamente, ho anche intrapreso il ruolo di assistant coach di Calum (MacRae, head coach della Scozia 7s) quest’anno ed è anche bello vedere ragazzi giovani entrare in squadra, ragazzi cui ho potuto passare un pò della mia esperienza.

Scott Wight, 31 anni, è stato annunciato stamattina come head coach della Scozia Femminile Sevens, che sembra essere finalmente pronta per spiccare il ‘grande salto’ verso la World Series. La strada non è breve, ma le idee di Scott e della SRU sono chiare, così come gli obiettivi posti con scadenze già fissate, per poter capire, lungo il percorso, a che punto si è e se dovesse servire qualche intervento.

Con la Scozia Sevens siamo tutti in scadenza di contratto, ma il progetto va avanti e mi piacerebbe giocare ancora un paio di stagioni prima di pensare al ritiro. Ho avuto questa offerta dalla Scottish Rugby, di poter entrare a far parte del progetto di sviluppo del rugby femminile e parlando con Sheila e le altre persone coinvolte ho subito avuto l’impressione che ci siano idee chiare e tanta voglia di mettere le cose a posto. Oltretutto è una grande opportunità anche dal punto di vista personale, per poter cominciare a costruire il mio CV come coach in modo da poter continuare questa strada una volta che avrò deciso di ritirarmi dal rugby giocato.

La ragazze convocate – il gruppo è formato da 20 giocatrici, più sotto l’elenco completo – si radunerà il prossimo fine settimana ad Oriam per cominciare a preparare le due tappe del Rugby Europe Women’s Sevens Trophy, in programma a giugno in Rep.Ceca e a luglio in Ungheria.

Prima di questo, però, saremo impegnati contro Inghilterra e Galles a Bisham Abbey, il 6 e 7 maggio, quindi siamo stati invitati al London Rocks all’inizio di giugno. Sarà molto dura, l’Inghilterra per esempio è una squadra che gioca nella World Series e arriveranno all’impegno già rodate; dovrò cercare di spiegare alle ragazze, quando ci troveremo, che il nostro obiettivo sarà essere pronte per quel torneo. Durante il raduno abbiamo in mente di raggiungere determinati obiettivi, avremo solo tre giorni; voglio che le avversarie non ci prendano mai al centro, se andranno al largo poco male ma non voglio vedere buchi centrali, e ci focalizzeremo su due aspetti difensivi e due offensivi. Sarà importante vedere una buona performance, ovviamente, ma il risultato mi interessa fino ad un certo punto; ripeto, se ci focalizziamo su due aspetti per reparto e riusciremo ad eseguire bene le cose preparate, questo ci darà una buona base su cui lavorare nelle settimane che seguiranno.

La priorità al momento è comunque il breve periodo. Ho una grande passione per il Sevens e sarebbe bellissimo poter passare alle ragazze alcune delle cose che ho imparato in questi anni, quando ho lavorato con coach come Townsend e MacRae, oltre alle esperienze personali fatte. La Scottish Rugby sta spingendo molto sul Sevens Femminile, lo scorso anno il programma era stato tagliato per concentrarsi sullo spareggio-qualificazione alla WRWC2017 contro la Spagna, ma quest’anno il progetto-Sevens si svilupperà nel periodo di pausa delle ragazze e darà loro la possibilità di essere ancor meglio pronte fisicamente e di apprendere skills in un ambiente dove si gioca ad alta intensità che si potranno portare dietro quando torneranno a giocare a XV. Al momento, per me, sono due sport differenti ma il progetto a lungo termine è di dare alle ragazze nuovi strumenti per crescere.

A lungo termine, i nostri progetti sono qualificarci per la World Series entro il 2021, prendere parte ai Commonwealth Games nel 2022 e, prima, mandare almeno una ragazza alle Olimpiadi del 2020 (col Team GB).” Sheila Begbie, presente all’incontro coi media, ha precisato che il 2021 è stato scelto come data “per dare tempo a Scott e alle ragazze di lavorare con tranquillità e prepararsi al meglio per centrare gli obiettivi.

La Women’s World Series presenta un ottimo standard di gioco,” continua Wight. “Ci sono ragazze veloce e pronte fisicamente, ma per la maggior parte di loro il rugby è un lavoro full-time, mentre noi abbiamo solo un’atleta ‘pro’ al momento e questo fa una grandissima differenza. Un altro dei nostri obiettivi è avere più ragazze full-time, in modo da poter far crescere la nostra competitività. Sarà dura qualificarci per la World Series, ma al momento non vogliamo pensarci; quando ci qualificheremo nel 2021 (ride) allora potremo pensare di avere atlete magari full-time per sei mesi, quelli della competizione, che potranno dedicarsi ad altro durante la pausa. Ma la speranza è avere nei prossimi quattro/cinque anni un gruppo di ragazze che si allenano full-time una volta lasciata la Edinburgh Uni. C’è grande talento in questa squadra, ho avuto la possibilità di conoscerle meglio nel fine settimana prima della gara di 6 Nations contro l’Italia – avrei voluto passare più tempo con loro ma non potevo per miei impegni con la Nazionale – e ho trovato un gruppo ben affiatato, che Shade ha saputo far crescere. C’è grandissimo potenziale.

Tuttavia,” chiude Wight, “sarà dura per le ragazze adattarsi, almeno nei primi tempi; potrei arrivare e fare cose diverse rispetto a quello che Graham (Shiel, ultimo head coach) ha fatto lo scorso anno e questo potrebbe disorientarle. So che ci sono alcuni eventi organizzati dal BUCS (lega universitaria britannica, di cui Edinburgh Uni è campione in carica) ma ci vuole tempo, per questo abbiamo questi due tornei di riscaldamento e non prenderemo parte al torneo di Amsterdam, in modo da avere tempo per allenarci. Fisicamente e mentalmente il Sevens è dispendioso e richiede un impegno diverso rispetto al XV, perchè giochi tre gare diverse al giorno e devi saper gestire anche le pause, anziché giocare ottanta minuti tirati. Per questo abbiamo deciso di preparare le sedute di allenamento divise in tre tranche al giorno, in modo che le ragazze inizino ad abituarsi al ritmo diverso ed essere pronte quando devono esserlo, e riposarsi quando hanno le pause.

Nelle prossime due settimane io mi allenerò al BT Murrayfield, con la Scozia Sevens maschile, prima di andare a Parigi (1314 maggio) e Londra (la settimana dopo). Quindi starò con le ragazze sabato, domenica e martedì sera questa settimana, quindi il prossimo sabato e domenica andremo a Bishop’s Abbey – in totale fanno cinque ‘sedute’. Devo cercare di organizzarmi, dobbiamo riuscire a far entrare tutti gli impegni in un’agenda ma sono sicuro che le cose funzioneranno, anche perchè le ragazze hanno una grande attitudine positiva, come mi ha confermato anche Shade.

Ecco il gruppo delle convocate:

Sarah Bonar (Lichfield)

Abi Evans (Hillhead/Jordanhill)

Megan Gaffney (Edinburgh University)

Lauren Harris (Melrose)

Caitlin Harvey (Caithness / Royal High Cougars)

Jade Konkel (Hillhead/Jordanhill)

Rhona Lloyd (Edinburgh University)

Lisa Martin (Murrayfield Wanderers)

Jenny Maxwell (Lichfield)

Kirsty McConnell (Hillhead/Jordanhill)

Deborah McCormack (Aylesford Bulls)

Mairi McDonald (Hillhead/Jordanhill)

Louise McMillan (Hillhead/Jordanhill)

Liz Musgrove (Edinburgh University)

Helen Nelson (Murrayfield Wanderers)

Lyndsay O’Donnell (Worcester)

Chloe Rollie (Murrayfield Wanderers)

Eilidh Sinclair (Murrayfield Wanderers)

Hannah Smith (Hillhead/Jordanhill)

Lisa Thomson (Edinburgh University)

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