Champions Cup: I Sarries spezzano il sogno dei Warriors

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Alba Ovale – 2016

I Saracens, campioni d’Europa in carica, possono continuare la loro difesa del titolo dopo aver superato i Glasgow Warriors nel quarto di finale giocatosi oggi all’Allianz Park di Londra. I Warriors ci hanno provato, ma i Sarries si sono dimostrati un avversario ancora fuori dalla loro portata.

Gli inglesi saranno di scena a Dublino contro Munster in una delle semifinali più belle degli ultimi anni; chi vince prenota il volo verso Edimburgo.

La gara entra subito nel vivo e si gioca fin dal drop di avvio ad un ritmo altissimo.

Nei primi 4′ i Saracens vanno vicinissimi a due marcature spettacolari, prima con Chris Ashton (al 2′) e poi con l’ex di giornata, Sean Maitland; solo dopo aver rivisto l’azione diverse volte il TMO annulla le marcature.

Dopo otto minuti di pressione, i Sarries passano in vantaggio grazie al piede di Farrell che calcia tra i pali una punizione concessa per irregolarità scozzese ben addentro i propri 22m.

I Warriors rispondono subito dopo con Finn Russell (10′) che va a punire una scorrettezza degli inglesi al breakdown – nell’azione c’è un placcaggio alto di Jim Hamilton su Brown e una gomitata (sembra involontaria) di Owen Farrell su Jonny Gray, costretto a lasciare il campo.

Farrell riporta avanti i suoi (9-3 al 26′) con due piazzata – l’apertura inglese sbaglia anche un calcio al 23′ – ma i Warriors restano bene agganciati al match, nonostante i Sarries ogni volta che attaccano creano occasioni per mettere punti a referto e sembrano dominanti al breakdown.

Allo scoccare della mezz’ora, però, i Sarries vanno in meta con Chris Ashton, che ha la forza necessaria di finalizzare un’azione multifase portandosi Russell oltre la linea. Farrell manca la trasformazione ma sul 14-3 i padroni di casa hanno la piattaforma ideale su cui costruire la loro partita.

I Sarries, per onestà, non fanno niente di ‘incredibile’, ma giocano un rugby ‘basico’ terribilmente concreto e, terribilmente – per gli avversari – preciso; eseguono i movimenti di base alla perfezione e ad un ritmo che, quando sono in giornata, mette in difficoltà chiunque.

Il primo tempo continua senza particolari sussulti fino alla fine, quando Hogg si immola salvando su Ashton lanciato in meta – una marcatura pesante avrebbe di fatto chiuso un incontro già ampiamente indirizzato. Le squadre vanno a riposo sul 14-3.

Nella ripresa i Warriors tornano in campo più convinti e dopo otto minuti vanno in meta; scrum vinta, riciclo di Pyrgos su Russell che con un cross-kick perfetto serve Lee Jones sulla fascia sinistra. L’ala recupera l’ovale, prende l’interno di Goode e Ashton e va oltre la linea, riaprendo, sul 14-8, la gara – nonostante Russell spedisca la trasformazione sul palo.

Townsend capisce che è venuto il momento di provare a ribaltare l’incontro e inserisce Ali Price al posto di Pyrgos in mediana, cercando di dare più velocità alle giocate dei Glaswegians.

Poco prima dell’ora di gioco, però, sono i Saracens ad andare ancora in meta, stavolta con Marcelo Bosch che riceve l’ovale al limite dei 22m scozzesi e va in slalom fino oltre la linea di meta avversaria – non incolpevole, stavolta, la difesa dei Warriors.

Farrell trasforma e i Warriors, adesso, hanno venti minuti per recuperare 13 punti di svantaggio ai campioni d’Europa; serve un’impresa ma l’attitudine dei Glaswegians sembra positiva.

I Sarries, però, sono una grande squadra e chiudono la gara con un piazzato di Farrell e due mete – capitan Barritt e, ancora, Ashton. Va dato merito ai Warriors di avere l’orgoglio di andare in meta a tempo scaduto, con Wilson, rendendo un pò meno amaro il passivo.

All’Allianz Park di Londra, i Saracens battono i Warriors 38-13.

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