6 Nations Femminile: Shade Munro, “analizzare le sconfitte ci ha permesso di continuare a migliorarci”

Alba Ovale – 2017

Broadwood Stadium (Cumbernauld) – La Scozia Femminile ha chiuso al quarto posto (risultato che non arrivava dal 2006) l’edizione 2017 del Women’s 6 Nations, una delle più belle di sempre, che ha visto le Dark Blues rompere una lunga serie di record negativi, centrando il primo successo dopo sette anni di attesa – era dal febbraio 2010, infatti, che la Scozia non riusciva a vincere una gara nel Championship, la prima vittoria sul Galles dal 2005, la prima vittoria sull’Italia in otto anni – ultima era datata 2009.

Insomma, grandi numeri, cui si sommano il record di personale di Heather Lockhart, che in un’edizione impossibile dimenticare ha iscritto il suo nome al primo posto della speciale classifica delle atlete con più caps nella storia del 6 Nations, toccando quota 59 nel match contro le Azzurre.

Certo, ci sono ancora moltissime cose da sistemare, nella scalata verso la vetta intrapresa da Lisa Martin & Co, ma da quando Shade Munro ha preso la guida tecnica della squadra, i progressi sono stati impressionanti.

La cosa più importante è che tutto il gruppo ha capito cosa doveva fare per migliorarsi, e il fatto che abbiamo potuto giocare qualche partita in più rispetto al solito ha fatto la differenza perchè ci ha dato più occasioni di testare la nostra squadra. L’aver avuto le due gare di qualificazione per la Coppa del Mondo e subito dopo questo 6 Nations ci ha permesso di imparare qualcosa, in ogni singolo incontro” dice l’head coach in sala stampa, al termine del match vinto contro l’Italia.

Al di là del risultato, il nostro obiettivo era far in modo apprendere cose nuove sempre, gara dopo gara, di vedere ogni incontro come una lezione. Credo che nel passato ogni sconfitta, anche dura, venisse subito spazzata sotto il tappeto senza essere analizzata a dovere. Invece io penso che per migliorare, per capire dove l’avversario ha fatto meglio e cosa e dove noi potevamo fare meglio, bisogna guardare le sconfitte contro Francia e Inghilterra, analizzarle, perchè da li arrivano informazioni importanti per la nostra crescita.”

“Per esempio, siamo state molto meglio contro l’Inghilterra che contro la Francia, perchè a La Rochelle non siamo riuscite mai a reggere l’urto delle avversarie, mentre a Londra abbiamo almeno siamo state determinate e costretto loro a giocare molto bene e a marcare molte mete all’angolo. Non abbiamo cominciato bene, né contro l’Inghilterra, né contro il Galles e nemmeno contro l’Italia, abbiamo molti aspetti del nostro gioco da mettere a posto; sembra quasi che le ragazze abbiano bisogno di subire una meta per realizzare che stanno per perdere la gara, se non reagiscono e su questo aspetto dobbiamo fare qualcosa. Credo che l’esperienza abbia molto a che fare con questo, perchè quando vediamo la linea di meta avversaria andiamo ancora un pò in panico prima di concretizzare le azioni, si vede dalla tribuna che le ragazze vogliono sempre fare bene e ci mettono un sacco di impegno. Loro vogliono imparare, è il mio compito e del mio staff insegnare loro come fare.”

Ma credo che fondamentale sia sempre l’esperienza diretta, quindi più partite come queste giochiamo, più le ragazze imparano, dimenticando ancora il risultato. Per questo anche in vista del prossimo Women’s 6 Nations chiederò di poter avere occasione di giocare test match in novembre contro squadre importanti, per continuare a crescere e mettere ulteriore esperienza sulle spalle delle ragazze. Quello che hanno bisogno, fondamentalmente, è di continuare a giocare. Non credo giocheremo test match in estate con squadre che giocheranno poi la WRWC, è stata una stagione lunga e abbiamo bisogno anche di recuperare energie fisiche e mentali.”

“Sarà difficile riuscire a diventare competitive nel breve periodo con nazionali come l’Inghilterra, perchè il divario che c’è tra noi e loro è davvero ampio ma non escludo che col tempo riusciremo a colmarlo. Siamo una squadra giovane, forse a parte in prima linea, e siamo una squadra disposta ad imparare e fare sacrifici. La struttura che abbiamo adesso, con la BT Academy, è la strada giusta e credo che più ragazze avremo che si dedicheranno al rugby, meglio sarà per tutto il movimento.”

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