6 Nations Femminile: Heather Lockhart, la “donna del record”

https://www.rugbypeople.net

Oriam (Edimburgo) – “Sinceramente, prima dell’inizio di questo 6 Nations non sapevo di essere in corsa per battere questo record. Poi World Rugby ci ha contattati e allora ho cominciato a pensarci!

Heather Lockhart, pilone della Scozia femminile, non è solo la giocatrice scozzese – del gruppo attuale – con più caps, ma da venerdì sera è la giocatrice in assoluto ad avere più caps nel 6 Nations Femminile, raggiungendo quota 59, un traguardo mai toccato da nessuna atleta da quando si gioca il Torneo femminile.

Non ho avuto comunque tempo di pensare al record, anche dopo essere stata avvisata della possibilità di batterlo, perchè nell’edizione in corso ogni partita è stata incredibile, partendo con l’Irlanda fino ad arrivare alla vittoria contro il Galles – una gioia immensa. Il focus era tutto sul gruppo e sul cercare la prestazione come squadra, quella era la cosa più importante.

Heather ha debuttato con la maglia della Scozia “contro gli Stati Uniti, al Murrayfield, nel novembre 2004 e il primo 6 Nations l’ho giocato l’anno dopo, nel 2005. Da allora sono cambiate molte cose, mi ricordo che il primo anno in cui c’è stata grande attenzione sul rugby femminile è stato il 2010, quando abbiamo giocato la Coppa del Mondo. Da quest’anno, però, con il Women’s 6 Nations che ha il proprio logo, una propria identità e grandi televisioni coinvolte le cose sono cambiate ancora e di molto.

Sono parte di questo gruppo da molto tempo e ho visto molti cambiamenti. Ricordo che quando ho iniziato giocavo con le ragazze che avevano preso cominciato a giocare gare internazionali nel 1993, poi ho assistito ad un ciclo di ritiri attorno al 2006, dopo la WRWC 2004 e posso dire senza dubbio che quello che abbiamo adesso in essere è un sistema organizzato ed evoluto che permette alle ragazze di crescere continuamente. Personalmente, io prendo ogni gara singolarmente e devo ammettere che mi diverto ancora a giocare.

Ho giocato a rugby durante gli anni dell’Università, poi ho giocato un anno ad Edimburgo e per un pò, anche, non ho giocato a rugby, tornando all’hockey. Proprio giocando ad hockey a Glasgow, paradossalmente, mi sono avvicinata di nuovo al rugby; dopo un allenamento una mia amica (Rachel Robinson) mi ha detto ‘perchè non vieni a giocare a rugby?’ Era giovedì sera e mi ha caricato in macchina con lei! Mi sono detta ‘perchè no?’ e ho ripreso a giocare, ma forse dentro di me avevo davvero voglia di tornare. Ho giocato la mia prima gara con le Hillhead contro le Watsonians nel gennaio 2004 e ho giocato un pò con la squadra di sviluppo nell’estate, prima di entrare in prima squadra.”

Quando ho cominciato, la struttura che gestiva il rugby femminile era separata da quello maschile, mentre adesso sono tutti sotto la Scottish Rugby. Adesso è tutto più coordinato, c’è sostegno alle spalle che permette di avere strutture come Oriam dove allenarci, il sistema delle Academy e in generale una maggiore attenzione al nostro movimento. Mi ricordo che anni fa dovevamo andare a cercare il nostro risultato sui giornali – e quando c’era, era un paragrafo minimo in un angolo della pagina. Adesso anche grazie ai social media e tutto il contorno l’attenzione sul rugby femminile è aumentata ed è un fattore assolutamente positivo. Dopo la gara contro la Spagna del novembre scorso, quando siamo tornate al club, Hillhead, c’erano almeno dieci nuove ragazze che volevano provare a giocare a rugby e questo è dovuto alla maggior copertura e visibilità mediatica che abbiamo nell’ultimo periodo. Jade allena le ragazzine della junior section e quando le avversarie l’hanno vista, tra loro si dicevano ‘guarda, quella è veramente Jade Konkel!’ e questo è un altro fattore positivo. Questo è il primo anno che c’è una West League a livello di under-15 e under-18 ed è un altro risultato importante, perchè un torneo organizzato ti permette di crescere ancora di più.

Heather, quando non gioca con la Nazionale, è insegnante di hockey e tennis, una delle due uniche insegnanti di tennis per persone con problemi di vista. Il record di presenze nel Women’s 6 Nations è arrivato contro l’Italia, quando la Scozia ha centrato la seconda vittoria del Torneo, un risultato che mancava dal 2006 e che non era mai arrivato, da quando (2007) il Torneo Femminile è stato ‘equiparato’ a quello maschile, con l’ingresso delle Azzurre al posto della Spagna.

Mi ricordo il pareggio del 2010 contro l’Italia, in una gara giocata in trasferta su un campo orrendo! Ricordo che anche in quel giorno il risultato (6-6 a Colleferro, vicino Roma) è arrivato al termine di una gara in cui il gruppo ha fatto un lavoro incredibile, è stato un vero e proprio ‘team effort’. Quando giochi in trasferta in Italia e Francia c’è sempre un’atmosfera speciale, il pubblico è numeroso e si fa sentire, è molto appassionato.

Venerdì sera, Heather ha avuto anche un traguardo personale da festeggiare, insieme a tutte le sue compagne. Difficile dire se il pilone sarà ancora parte di questo gruppo, nell’edizione 2018, ma adesso è solo il momento di festeggiare.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s