6 Nations: Una Scozia ‘average’ è ancora troppo forte per l’Italia

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Credit: Ufficio Stampa FIR

BT Murrayfield (Edimburgo) – La Scozia più brutta dell’edizione 2017 del 6 Nations centra l’obiettivo di giornata, ovvero battere l’Italia per eguagliare il record di successi al Championship del 2006 (tre, in totale) e chiudere al meglio l’era-Cotter. Arriva anche il punto di bonus offensivo, al 72′, con la meta di Tommy Seymour, che anche oggi è stato decisamente uno dei migliori dei suoi. Di più, forse, non si poteva chiedere e di più non si è avuto; a fine gara la squadra saluta il pubblico che ha gremito il BT Murrayfield per l’ultima gara stagionale, con i 67,144 spettatori che tributano una vera e propria ovazione a Greig Laidlaw, quando il capitano – assente per infortunio – viene inquadrato sul mega-schermo.

Basta una Scozia ‘average’, quindi, per avere ragione dell’Italia e questo la dice lunga sullo stato attuale del rugby azzurro. Oggi, per onestà, si è visto l’impegno richiesto da O’Shea ma non per ottanta minuti e con un contorno di errori non forzati – e calci clamorosamente mancati – che rendono lo sforzo quasi irrilevante. Che l’head coach azzurro avesse una montagna da scalare si sapeva, quanto fosse alta lo si sa un pò meglio oggi.

Il primo tempo è piuttosto brutto, con errori da entrambe le parti forzati anche dalla pioggia, che cade dalla mattina sulla capitale scozzese, contrariamente a quanto previsto negli ultimi giorni. Gli Azzurri, per primi, regalano una mischia alla Scozia per pallone perso in-avanti. Il pack scozzese alza subito la voce in chiusa, regalando a Stuart Hogg la prima occasione di muovere il tabellino con un piazzato da più di quaranta metri. Al 4′, la Scozia passa avanti (3-0).

Al 13′ Nigel Owens, collaboratore di Gauzere, richiama il direttore di gara su una chiamata, con il francese che torna sui 22m italiani concedendo una mischia alla Scozia – vinta però dal pack italiano – per in-avanti di Venditti (che aveva provato a tenere in campo un calcio di avanzamento, l’ennesimo, dei padroni di casa).
Gli Azzurri, con due penal’touche consecutive, entrano nei 22m scozzesi e riescono, al 16′, a giocare più di qualche fase, prima di concedere una punizione con Lovotti che non rilascia l’ovale – bravo Fagerson a mettere pressione.

Al 18′ l’Italia spreca una grande occasione con Canna, che da ottima posizione spedisce il calcio di punizione a lato. L’irregolarità scozzese – mani in ruck – era arrivata al termine di un’azione piuttosto confusa nata da una punizione battuta veloce da Gori sui 10m avversari – Parisse spinto da dietro mentre cercava di recuperare l’ovale in volo.
Al 22′ Gauzere fischia un fallo contro Steyn, prima di richiamare entrambi i capitani chiedendo maggiore disciplina.
Da questa punizione nasce un’azione multifase in cui la Scozia mette pressione sugli Azzurri, bucando la linea difensiva con Huw Jones servito alla perfezione da Russell ma che scivola prima di battere l’ultimo avversario – lasciando il campo poco dopo per il riacutizzarsi del problema al ginocchio che lo voleva in forse per il match, sostituito da Matt Scott.

L’azione continua per il vantaggio scozzese che non si concretizza; si riprende con un’altra punizione e finalmente, dopo qualche pick and go sui 5m italiani, al 29′ l’ovale arriva a Finn Russell che prende l’interno di Benvenuti e va oltre la linea azzurra a marcare la prima meta del match, che lui stesso trasforma per il 10-0.

Al 36′ Hogg trova una touche nei 22m italiani con un calcio di avanzamento chirurgico; la Scozia ruba l’ovale e si butta in attacco, chiudendo l’azione con la seconda meta marcata da Matt Scott che approfitta del rimbalzo favorevole dell’ovale calciato in area di meta da Russell e conteso da Venditti e Hogg.
Russell manca la trasformazione e l’Italia ha l’ultimo possesso che porta ben oltre i quaranta minuti; dopo qualche fase arriva un calcio di punizione, ma Canna sbaglia ancora e le squadre vanno a riposo con la Scozia avanti 15-0.

Dopo un primo tempo piuttosto mediocre, ci si attende nella ripresa qualcosa di meglio. Anche il cielo sembra pensarla così e accoglie le squadre in campo con il sole che fa finalmente capolino tra le nuvole. Gli Azzurri tornano in campo senza Gega e Cittadini, sostituiti da Ghiraldini e Chistolini, mentre Cotter lascia invariato il XV del Cardo.

L’Italia entra nei 22m scozzesi quasi per caso ma ci resta per più di qualche minuto, guadagnando due punizioni consecutive che tengono la Scozia nei propri 5m; Parisse sceglie sempre la penal’touche e dalla seconda nasca la maul che – quasi – si porta in dote la prima meta italiana.

Gli Azzurri, però, non riescono a far girare l’ovale velocemente e quando la palla arriva ad Esposito, l’ala italiana viene ingabbiato da Hogg e Dunbar. Si torna sul vantaggio e Barclay al 49′ paga per tutti, prendendosi un giallo cumulativo per l’ennesima scorrettezza – Gauzere lo aveva appena richiamato.

La Scozia continua a concedere punizioni a ripetizione, l’Italia continua a sprecare occasioni una dopo l’altra, in dieci minuti che avrebbero anche potuto cambiare il corso del match.

E che, invece, anziché punire gli errori scozzesi, danno addirittura fiducia extra a Cotter e ai suoi ragazzi, che escono indenni da uno dei momenti peggiori di tutto il loro Sei Nazioni vincendo la mischia per il secondo in-avanti di Esposito – forzato da Hogg in recupero – e ricacciano indietro gli Azzurri con un bel calcio di liberazione dell’estremo dei Warriors.

Adesso l’inerzia passa nelle mani scozzesi, oggi non molto più abili di quelle azzurre ma comunque un pò più concrete. Non a caso, al 61′, i Dark Blues trovano la terza marcatura con Tim Visser, a chiudere un’altra azione piuttosto confusa nata da un calcio furbo di Hogg. Russell trasforma per il 22-0 che chiude virtualmente il match.

La Scozia spinge alla ricerca della quarta meta, quella del bonus offensivo, che arriva con Seymour dopo qualche fase giocata in velocità. Russell, man of the match oggi, trasforma anche l’ultima marcatura e fissa il punteggio sul 29-0 con cui si chiude il match.
L’Italia, infatti, come nel primo tempo ha l’ultimo possesso ma, dopo qualche fase, spreca anche l’ultima occasione per un in-avanti forzato da un passaggio molto brutto.

Vern Cotter, a fine gara, ringrazia i suoi giocatori e il pubblico dai microfoni della BBC, lasciando l’intervista a metà perchè si commuove, con il pubblico del Murrayfield che tributa un ultimo saluto.

Scozia 29
Italia 0

Score: 4′ Hogg cp (3-0), 28′ Russell m Russell tr (10-0), 37′ Scott m (15-0); 61′ Visser m Russell tr (22-0), 72′ Seymour m Russell tr (29-0).

Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Alex Dunbar, 11 Tim Visser, 10 Finn Russell, 9 Ali Price, 8 Ryan Wilson, 7 Hamish Watson, 6 John Barclay (c), 5 Jonny Gray, 4 Grant Gilchrist, 3 Zander Fagerson, 2 Ross Ford, 1 Gordon Reid
Panchina: 16 Fraser Brown, 17 Allan Dell, 18 Simon Berghan, 19 Tim Swinson, 20 Cornell Du Preez, 21 Henry Pyrgos, 22 Duncan Weir, 23 Matt Scott

Italia: 15 Edoardo Padovani, 14 Angelo Esposito, 13 Tommaso Benvenuti, 12 Luke McLean, 11 Giovanbattista Venditti, 10 Carlo Canna, 9 Edoardo Gori, 8 Sergio Parisse (c), 7 Maxime Mata Mbandà, 6 Abraham Steyn, 5 George Biagi, 4 Marco Fuser, 3 Lorenzo Cittadini, 2 Ornel Gega, 1 Andrea Lovotti
Panchina: 16 Leonardo Ghiraldini, 17 Sami Panico, 18 Dario Chistolini, 19 Andries Van Schalkwyk, 20 Federico Ruzza, 21 Francesco Minto, 22 Marcello Violi, 23 Luca Sperandio

HT: 15-0
Note: 10°C, pioggia per tutta la mattina fino al termine del primo tempo, vento quasi assente.
Sin bin: 49′ John Barclay (Scozia)
Man of the match: Finn Russell (Scozia)
Spettatori: 67,144 (sold-out)
Arbitro: Pascal Gauzere (FFR)

 

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