“il PRO12 degli altri”: Geldenhuys lascia le Zebre e torna in Sud Africa

Quintin Geldenhuys Zebre Munster 2016
Credit: Jason O’Callaghan

Quintin Geldenhuys, atleta esemplare e una delle migliori seconde linee ad aver vestito la maglia azzurra, ha deciso di dire addio al rugby giocato e all’Italia, anticipando di due mesi il suo ritorno in Sud Africa con la famiglia.

Quintin aveva detto addio alla maglia azzurra al termine della serie autunnale, conclusasi lo scorso novembre a Padova contro Tonga; 67 caps conquistati dall’esordio nel giugno 2009 a Canberra nel test match contro l’Australia. È stato anche capitano dell’Italia, tre volte nel tour estivo 2014, nel test-match 2015 contro la Scozia in preparazione al mondiale e anche durante la sfida alla Romania nella rassegna iridata 2015 in Inghilterra. Ha giocato in due Coppe del Mondo e sette edizioni dell’RBS 6 Nations.

Come ci ricorda il comunicato ufficiale delle Zebre Rugby, club con cui ha concluso la sua carriera sabato scorso a Belfast, “(…) Dopo aver vestito le maglie di Natal e Pumas in Currie Cup e quella dei Junior Springboks campioni dal Mondo 2002, il giocatore è arrivato in Italia nel 2005 in forza al Rugby Viadana. Il 35enne nativo di Krugersdorp ha giocato 5 stagioni con la maglia giallonera vincendo una Coppa Italia ed una Supercoppa italiana sfiorando il titolo di campione d’Italia nella finale 2007 finita ai supplementari contro Treviso. Con la nascita della franchigia degli Aironi Rugby il giocatore ha proseguito la sua carriera in riva al Po nel Guinness PRO12 trasferendosi poi a Parma nell’estate del 2012 approdando alle Zebre Rugby.

Sempre dal comunicato stampa delle Zebre – di cui è stato capitano e con cui ha giocato fin dalla formazione, raccogliendo 78 presenze – queste le parole di Geldenhuys: ”Ringrazio le Zebre Rugby per questi 5 anni insieme; ci sono stati anche momenti difficili ma a Parma ho costruito amicizie solide e condiviso tante buone esperienze di rugby e di vita. Guardando al futuro penso che con pochi cambiamenti e con continuità nelle scelte tecniche i miei compagni potranno cogliere buoni risultati. Torno a casa a lavorare nella fattoria di famiglia dove c’è bisogno di me; 5000 ettari tra Johannesburg e Bloemfontein. Spero di poter rientrare presto nel mondo del rugby; magari per aiutare i giovani nel futuro”

”L’Italia è stata la mia casa; qui sono nati e cresciuti i miei tre figli. Lasciare tutti i compagni e gli amici conosciuti qui é per me un momento molto triste, ma la mia famiglia ed il mio futuro sono in Sudafrica. Ho tanti preziosi ricordi indelebili della mia vita passata in Italia. Quando sono arrivato nel 2005 –firmando un contratto di un solo anno- non avrei mai pensato di rimanere così tanto in questo paese ma via via…sono diventati 12! Voglio ringraziare tutto il movimento ovale italiano e tutti i tifosi per questo tempo davvero speciale passato in vostra compagnia. Sono venuto per giocare ed essere da esempio, il mio obiettivo è stato quello di guadagnare il rispetto di tutti; dimostrare di essere un serio professionista e non uno straniero di passaggio”.

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