6 Nations Femminile: Deborah McCormack, “Red Roses grande squadra, ma sono giocatrici come noi”

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Alba Ovale – 2017

Oriam (Edimburgo) – “Quando ci siamo ritrovate, per cominciare la preparazione, eravamo ancora stracontente per la vittoria contro il Galles, ma siamo già concentrate sulle due, difficili gare che ci attendono.
Ovviamente, il focus adesso è tutto sulla prossima, contro l’Inghilterra, che sarà una sfida molto dura, loro sono prime nella classifica del 6 Nations e credo che la cosa migliore da fare sia pensare ad una gara alla volta, cercando in qualche modo di ‘dimenticare’ la vittoria contro il Galles. Non dico di mettercela alle spalle, ma di essere capaci di spostare l’attenzione sul prossimo match per cercare di tenere vivo il momentum.

Abbiamo lavorato molto duramente per raggiungere quella vittoria e per arrivare dove siamo adesso, sappiamo che contro l’Inghilterra sarà molto dura ma non dobbiamo pensare negativo. Contro il Galles ero in panchina (Deborah è uscita nel corso del secondo tempo) e stavamo tutte aspettando solo la fine della gara. Siamo scattate tutte in campo ma ci siamo fermate, perchè dalla panchina non avevamo capito se l’arbitro avesse fischiato la fine oppure no e dopo quello che era successo contro l’Irlanda (meta della vittoria Verde arrivata al minuto 80+2…) avevamo un po’ di paura! Quella serata è stata fantastica, adesso dobbiamo pensare oltre.”

Deborah McCormack, seconda linea della Scozia, è una delle più esperte giocatrici in un gruppo che ha un’età media davvero bassissima ed è, inevitabilmente, anche un esempio per le compagne che sono arrivate da poco nel giro della Nazionale. Ha 21 caps all’attivo – la maggior parte raccolti giocando in coppia con Emma Wassell. “Quando ha cominciato, qualche stagione fa, era molto giovane ed entrava a partita in corsa ma credo che da quando è entrata nel XV titolare abbiamo sempre giocato insieme; negli ultimi due anni è cresciuta esponenzialmente, diventando un’arma ‘letale’ per noi nelle touche che ci permette di creare piattaforme interessanti in attacco.”

Ha debuttato contro l’Irlanda nel 6 Nations 2014, marcando la sua prima meta nella gara di andata (giocata in novembre allo Scotstoun Stadium di Glasgow) dello spareggio-qualificazione per la WRWC2017 contro la Spagna.

“Abbiamo un gruppo di giocatrici piuttosto nuovo, una squadra di ragazze molto giovani che non hanno, la maggior parte di loro, memoria delle pesanti sconfitte che abbiamo raccolto nel passato. Questo può, in qualche modo, fare la differenza; per esempio, ho notato che la nostra mentalità è cambiata, la nostra reazione quando andiamo sotto nel punteggio non è più quella di accettare la sconfitta, ma di tornare a combattere ancora più decise per tentare di ribaltare il risultato.

‘Debs’, che ha vinto due titoli di campione d’Inghilterra con Richmond (con cui ha “giocato la finale lo scorso anno allo Stoop nella finale di Women Premiership“) e adesso è in forza alle Aylesford Blues, che dalla prossima stagione saranno a tutti gli effetti Harlequin FC, ha una conoscenza profonda del rugby femminile inglese – essendo, lei stessa, nata a Gillingham e cresciuta proprio in Inghilterra. La chiamata per la Scozia è arrivata attraverso la nonna e il fatto che “quando sono arrivata a Richmond, il coach era Karen Findlay che in quel momento era anche head coach della Scozia. Quando ha saputo della mia connection, ha sgranato gli occhi e mi ha subito chiesto di far parte della Nazionale.”

Non sono l’unica a giocare ‘down south’ e credo che questo fattore sia anche un vantaggio per noi, perché allenandoci con loro e giocando con loro abbiamo un’idea migliore di come potrebbero scendere in campo. Abbiamo cercato di parlare alle nostre compagne, spiegando che nonostante siano tutte ‘pro’ e una grande squadra, sono come noi, sono giocatrici di rugby come noi. Hanno i loro punti di forza, e sono magari tanti, ma hanno anche punti di debolezza.

Quando ha parlato con noi, McCormack non conosceva ancora la formazione dell’Inghilterra, dove sono state inserite due sue compagne di squadra, il pilone Vickii Cornborough e il trequarti Rachael Burford, entrambe in panchina.

La nuova competizione che partirà in settembre (il Women’s Super Rugby) darà ancora più visibilità al rugby femminile, chiudendo ancora un po’ di più il divario con il rugby maschile. La visibilità, con un effetto a cascata, genererà maggiori entrate e porterà più persone ad interessarsi al rugby femminile e questa è un’altra grande cosa, avere più ragazze che giocano, potenzialmente. Ovviamente, al momento è ottimo per il rugby femminile inglese, ma in generale credo che tutto il movimento ne avrà beneficio. La nuova competizione ci darà ancora più sostegno – al momento gli Harlequins ci stanno aiutando, ma dal prossimo anno sarà ancora più grande il supporto in termini di fondi, staff medico e staff tecnico di livello ancora più alto. È eccitante vivere questo momento di transizione del rugby femminile, anche il sostegno che abbiamo ci aiuta come squadra.

Il supporto che abbiamo avuto da tutti – ho ricevuto sms anche da ragazze inglesi per farci i complimenti per la vittoria – e il fatto che tutti riconoscano la nostra crescita degli ultimi anni dimostra che siamo sulla strada giusta, siamo diventate una squadra competitiva e anche le avversarie lo riconoscono. Siamo giovani, come detto, ma il modo in cui abbiamo affrontato le sfide degli ultimi anni mi ha davvero impressionata; non era facile salire sul palcoscenico internazionale e non farsi prendere dall’emozione, loro sono state bravissime a mettere sempre in campo l’attitudine giusta. Jade (Konkel, fuori per un infortunio alla mano) non ci sarà, ma abbiamo un gruppo di giocatrici che possono prendere il suo posto. Sarah Bonar giocherà titolare (alla sua prima volta nel XV della Scozia), solitamente viene schierata in seconda linea ma può tranquillamente giocare anche in terza, è una ragazza che mette sempre in campo tutto.”

In chiusura, non potevo non chiedere a Debs se lo staff tecnico avesse pensato di mettere in campo sabato, almeno per qualche momento, la stessa tattica dell’Italia maschile a Twickenham che due settimane fa ha fatto infuriare Eddie Jones e confuso per almeno un’ora i suoi ragazzi in campo.

Abbiamo studiato le nostre tattiche“, risponde Deborah, sorridendo al pensiero. “Ci prepariamo sempre cercando di studiare le aree dove le nostre avversarie sono più forti per vedere cosa possiamo fare per metterle in difficoltà; se quella tattica dovesse essere utile per questo fine (ride), vedremo se utilizzarla… Ma posso dire che, se la useremo, non lo faremo specificamente.

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