6 Nations Femminile: Chloe Rollie, “la vittoria contro il Galles ci ha dato fiducia”

Credit: www.rugbypeople.net
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Oriam (Edimburgo) – “Ho iniziato a giocare a rugby 13 anni fa, nel mini-rugby a Jedburgh (cittadina dei Borders) seguendo le orme di mio papà e di mio fratello. Ho, però, deciso in maniera indipendente di iniziare a giocare, non mi hanno forzato!

Chloe Rollie, estremo della Scozia Femminile, è stata votata ‘Player of the Match’ nella sfida vinta contro il Galles, il primo successo della Scozia al 6 Nations di categoria dal febbraio 2010, ben 36 partite fa. Chloe è cresciuta nei Borders, una vera e propria fucina di talenti del rugby scozzese, ma da piccola non aveva nessun giocatore in particolare cui ispirarsi.

Non avevo nessuna figura di riferimento, onestamente, quando ero piccola. Poi è arrivato Stuart Hogg (anch’egli dei Borders, ma di Hawick) e anche Greig Laidlaw, che è proprio di Jedburgh, e loro sono stati forse i primi cui ho iniziato a guardare. Ho sempre avuto, però, il sogno e l’obiettivo di vestire la maglia della Nazionale. Da sempre, da quando andavo alla Grammar School e poi negli anni del College; sono tornata dall’Australia per poter avere la possibilità di vestire questa maglia ed effettivamente quando si è concretizzata è stata fantastica.

Chloe ha raccolto finora 15 caps con la Scozia Femminile, con cui ha debuttato tre stagioni fa “in trasferta contro la Francia nel 2015. Non ero sicura di conoscere bene, dall’interno, cosa voleva dire far parte di questo gruppo prima di cominciare ad allenarmi con le mie nuove compagne. Ho fatto la mascotte in due occasioni, durante le partite della Nazionale Femminile – una di queste era contro il Galles, me lo hanno confermato i miei genitori, l’altra contro il Sud Africa durante la Coppa del Mondo. Avevo undici anni, ero alla Grammar School.”

Rollie gioca con le Murrayfield Wanderers, una delle squadre migliori del panorama rugbistico scozzese che si sono recentemente confermate Campionesse di Scozia battendo le Hillhead/Jordanhill nella gara decisiva per la conquista del Titolo. L’abitudine a vincere col suo club, però, non l’aveva preparata per quello che avrebbe trovato in Nazionale.

Non avevo idea, quando ho cominciato, quanto sarebbe stato difficile prendersi una vittoria con la Scozia. Venivo dall’esperienza nel club, dove vincevamo regolarmente, ed è stato onestamente uno shock perdere così tante partite; come ti abitui a vincere, però, ti abitui anche a perdere, purtroppo. Nell’ultimo periodo, a partire dalla gara contro la Spagna, sono cambiate moltissime cose e abbiamo dimostrato quanto eravamo vicine a vincere. Abbiamo fatto molti errori, certo, ma il lavoro fatto durante l’estate si cominciava a vedere e abbiamo iniziato davvero a pensare di poter vincere. Quando ci siamo ritrovate dopo la gara contro la Francia, eravamo tutte determinate a fare bene e credo che la svolta sia stata soprattutto dal punto di vista della convinzione, della determinazione a fare bene. Ci siamo allenate bene, tutte eravamo fiduciose e tutte siamo entrate in campo contro il Galles convinte di poter vincere.

Certo, nel pre-partita eravamo un po’ nervose, ma è anche qualcosa di positivo, perchè significa che tieni molto alla partita che stai per giocare. Quando è cominciata, poi, abbiamo davvero messo tutte noi stesse in campo e ho come sentito che avremmo vinto. Dalla mia posizione, come estremo, vedevo come le mie compagne stavano difendendo e come ci stavamo comportando, con il linguaggio dei corpi molto positivo.”

“La meta marcata prima dell’intervallo ha fatto la differenza, sono convinta di questo, perchè ci ha messe nelle condizioni migliori possibili per tornare in campo nella ripresa e fare bene. Ha cambiato l’inerzia, eravamo già convinte prima ma quella meta ci ha dato la convinzione necessaria per vincere. Il break tra primo e secondo tempo ci ha dato la possibilità di fare una sorta di punto della situazione, di dove eravamo in quel momento e cosa dovevamo fare per vincere; avevamo solo una meta di differenza e sapevamo che potevamo vincere. Non siamo andate in panico, siamo rimaste concentrate e alla fine abbiamo vinto.”

Chloe ammette che il Galles non era un ‘obiettivo particolare’, perché le ragazze scozzesi pensavano al Torneo gara per gara. “Sapevamo che il Galles era un’ottima squadra che ci avrebbe messo in difficoltà. Ogni squadra è un target, rispettiamo tutte le squadre perchè tutte sono difficili da affrontare, portano ognuna una sfida, un ‘challenge’ diverso e tutte possono metterci in difficoltà. La vittoria di venerdì scorso contro il Galles, però, ci ha dato una dose immensa di fiducia; eravamo tutte contente quando siamo rientrate negli spogliatoi, non smettevamo di ridere ma non era solo questione di, diciamo così, felicità, quel successo è stato importantissimo per il morale, per la convinzione in noi stesse che è decisamente cresciuta.”

Sabato prossimo la Scozia sarà ospite dell’Inghilterra, campione del mondo in carica e decisamente la favorita per la vittoria dell’edizione 2017 del 6 Nations, uno degli obiettivi dichiarati dalle Red Roses. Sarà una sfida difficile, quasi ‘impossibile’, ma Chloe non ha paura.

Il successo ottenuto ci ha fatto capire che possiamo davvero giocarcela con chiunque, adesso. C’è sempre una possibilità, sappiamo quanto sia difficile e quanto la gara possa essere decisa dalla performance della giornata, da come scenderemo in campo noi e da come giocheranno loro, anche, ma sappiamo anche che abbiamo una possibilità di fare bene. Adesso abbiamo fissato degli standard diversi, dopo le prestazioni contro Irlanda e Galles; in difesa sappiamo cosa vogliamo ottenere, sappiamo che vogliamo tenere le maglie sempre molto strette per rendere difficile la vita alle avversarie, restando compatte e concentrate, mentre in attacco vogliamo sempre essere pericolose, correre con l’ovale in mano mettendo le difese avversarie in difficoltà. Ho giocato a palla-mano da piccola, mi è sempre piaciuto avere il possesso della palla e correre!

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