6 Nations: La Scozia è tornata. E vuole continuare a crescere

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Alba Ovale – 2017

Edimburgo – Cuore caldo e testa fredda, si dice siano di solito gli ingredienti del successo quando, soprattutto, non parti come favorito.

La Scozia, ieri pomeriggio, ha messo in campo anche altro ed è stata premiata con una vittoria che, come ha detto Vern Cotter in conferenza stampa, “è la più bella da quando sono head coach.

La Scozia ha dimostrato sul campo quanto detto a parole nelle settimane precedenti la gara, ovvero che il blocco mentale che impediva di performare al meglio è stato finalmente rimosso, e “for good”.

La conferma si è avuta nell’ultimo quarto d’ora di gioco, quando i Dark Blues sono andati sotto nel punteggio per la prima volta. Il timore era che, una volta costretti ad inseguire, i Dark Blues si sarebbero trovati in enormi difficoltà; quanto successo, invece, ha dimostrato che Laidlaw e compagni sono ormai ad un livello mentale ‘successivo’, con una fiducia nei propri mezzi tale da consentire loro di cambiare strategia in corsa, adattarsi ad incontro e avversario e prendersi la vittoria.

Il problema più grande della Scozia degli ultimi anni è stato quello di non riuscire a trasformare in pratica il proprio potenziale – come ha detto Ronan O’Gara, in termini un po’ troppo polemici, nel pre-partita su RTĒ, gli scozzesi sono “too mouthy, they can’t back it up“, poco prima di aver espresso la speranza che l’Irlanda “hammer Scotland“.

Il buon Ronan – chi scrive è un suo grandissimo ammiratore da sempre – ha stavolta sbagliato modi e tempi, dimostrando di non aver seguito l’evoluzione del gruppo scozzese dalla RWC2015 ad oggi. Se l’avesse fatto, non avrebbe mai usato quei termini per riferirsi a giocatori che, dopo la grandissima delusione del 6 Nations 2015, hanno saputo rimboccarsi le maniche, fare un’analisi approfondita di forze e debolezze, fissare i propri obiettivi e fare di tutto per ottenerli.

Siamo cambiati, siamo maturati, sappiamo cosa fare quando il gioco si fa duro e come tenere a bada gli avversari. Abbiamo avuto qualche problema nei primi venti minuti del secondo tempo ma siamo cambiati, la nostra mentalità è cambiata e vogliamo continuare a crescere, perchè non vogliamo più essere battuti, specialmente in casa,” ha detto Laidlaw.

L’immagine della gara, dominata dalla prestazione ‘mostre’ di Stuart Hogg e dei due fratelli Gray, anche oggi monumentali sia in attacco, sia in difesa – ma tutta la Scozia ha fatto bene – è capitan Laidlaw che, dopo aver trovato i pali a tempo scaduto, si batte la mano sul petto.

La Scozia è tornata, con orgoglio, determinazione e qualità.
Cotter ha detto che “per quanto sia bella, quella di oggi è solo una vittoria e restiamo coi piedi per terra” e se i Dark Blues riusciranno davvero a restarci, coi piedi per terra – magari anche coinvolgendo Finn Russell nel processo, cercando di fargli capire che alcuni tentativi di ‘giocate di fino’ sono da riservare solo quando la gara è chiusa – ci saranno altre soddisfazioni nelle prossime settimane.

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