6 Nations Femminile: Jade Konkel, “dobbiamo concentrarci sulla nostra performance”

Jade Konkel
Alba Ovale – 2016

Oriam (Edimburgo) – “Si, sono contenta di essere tornata, a sette mesi dall’infortunio!” Esordisce così Jade Konkel, terza linea della Nazionale scozzese, durante l’incontro con la stampa tenutosi ad Oriam, il nuovo Scotland’s Sports Performance Centre sede degli allenamenti della Scozia rugby.

Stasera Jade tornerà in campo con la maglia della Scozia dopo aver saltato lo spareggio-qualificazione contro la Spagna in novembre per un doppio infortunio alla spalla sinistra che l’ha costretta ad un lungo stop. Jade, prima e finora unica giocatrice ‘pro’ scozzese, non si aspettava certo di cominciare la sua carriera così.

L’infortunio è arrivato durante la fase di riscaldamento nel torneo Sevens di Amsterdam lo scorso 30 maggio“, continua Konkel. “Mi hanno portata subito all’ospedale e sottoposto ad esami, e là mi hanno detto che la spalla era rotta. La diagnosi era sbagliata, però forse sarebbe stato meglio, perchè mi avrebbe permesso di tornare in campo prima; la lussazione mi ha creato parecchi problemi, ma allo Spire (dove è stata operata) sono stati fantastici e hanno fatto un ottimo lavoro di ricostruzione.”

Il rugby è uno sport di contatto e gli infortuni sono da mettere in conto, comunque, perchè nessuno può prevedere quello che succederà durante la tua settimana. Certo, essere un’atleta professionista mi ha permesso di accorciare i tempi di recupero, perchè potevo vedere il fisioterapista o il medico quando mi serviva e non dovevo controllare l’agenda per cercare di trovare spazio tra vari impegni. Anche la preparazione fisica post-infortunio è stata fantastica, durante i mesi in cui non potevo allenarmi mi sono dedicata all’analisi dei video delle partite e questo mi ha aiutata a migliorare. Sono tornata e mi sento molto bene, anche grazie al supporto avuto dalla BT Academy che sta facendo la differenza non solo per me, ma per tutte le ragazze coinvolte con la nazionale sotto diversi aspetti. Siamo tutte professioniste sotto l’aspetto della dedizione messa in allenamento e nell’attenzione al nostro fisico e alla nostra preparazione.”

Jade è pronta a riprendersi la maglia numero 8 stasera e tornerà in campo in una sfida piuttosto difficile, contro l’Irlanda che, non è un segreto, è una delle favorite per il successo finale, nell’anno in cui ospiterà la WRWC. Konkel ha ripreso confidenza col campo durante le ultime fasi della BT Women’s Premiership, persa l’ultima giornata sul terreno delle ‘arcirivali’ Murrayfield Wanderers. Quel giorno, ci disse di essere “stanca, ma non c’era un altro posto dove avrei voluto essere oggi“.
A qualche settimana di distanza, non ha cambiato idea.

Il camp di Londra è stato molto utile, è stato bello per me tornare ad allenarmi insieme alle ragazze da cui però, sinceramente, non mi sono mai allontanata neanche durante i mesi dell’infortunio e che considero come una famiglia. Io sono la peggior critica di me stessa ed analizzo ogni mio minimo errore; dovrei imparare ad essere più positiva, perchè torno dopo un lungo infortunio e la cosa importante adesso è poter scendere in campo.

La sfida contro l’Irlanda è molto difficile, ma Jade ha le idee chiare su come la Scozia dovrà affrontarla. “Loro sono una squadra molto forte ma noi dovremo concentrarci sulla nostra performance. Le gare contro la Spagna hanno mostrato quanto siamo migliorate ancora e se riusciremo a capitalizzare le opportunità che creeremo potremo giocarci la partita. Niamh Briggs è una leader vera, ma non credo che la sua assenza possa fare in alcun modo la differenza perchè l’Irlanda è una grande squadra e tutte le ragazze che vestono quella maglia la meritano. Poi, davvero, tutto può capitare; mi piace citare il passaggio di un libro che dice ‘quando scendi in campo, ogni partita comincia sempre da 0-0 e quello che fai come squadra influenzerà il risultato’. Noi dobbiamo scendere in campo decise, mettendo in campo il nostro gioco e soprattutto convinte di poter vincere – come io sono convinta nei mezzi di tutte le mie compagne.”

Ovviamente, noi vogliamo scendere in campo e vincere sempre. Però, guardando obiettivamente allo stato del 6 Nations, noi stiamo migliorando gara dopo gara ma vediamo che anche le nostre avversarie sono cresciute moltissimo nello stesso arco temporale. Tutte le squadre contro cui giocheremo sono più in alto di noi nel ranking mondiale e se riusciremo a competere al loro livello – cosa che io personalmente ritengo possibile – mettendo in campo le nostre qualità e, contemporaneamente, continuando a migliorarci, non potremo non essere soddisfatte. Se paragoniamo le nostre performances di adesso con quelle di qualche anno fa, si vedono le nette differenze, con le strutture che abbiamo a disposizione adesso possiamo continuare a migliorare.

Abbiamo tante ragazze giovani che stanno crescendo e prendo come esempio Louise (McMillan), che è mia compagna alle Hillhead-Jordanhill (di cui è anche capitana). L’impegno che mette sempre, in ogni occasione, in palestra o sul campo, è incredibile e se consideriamo che ha solo 19 anni, questo dà l’idea di quanto possa ancora migliorare. È una delle giocatrici che farà parlare di sé nei prossimi dieci anni, almeno.

Chiedo a Jade se la Scozia Femminile può prendere in prestito l’obiettivo che Conor O’Shea ha fissato per l’Italia, “400 minuti di grande prestazione, di dedizione totale”.

Decisamente. Se analizzi le tue partite e vedi che hai messo in campo tutto quello che potevi, se hai fatto il possibile per far bene per te, le tue compagne e il tuo Paese e lo hai fatto contro avversarie molto forti, al di là del risultato, avrai fatto bene. Ovvio, un successo sarebbe importante e sarebbe un po’ la ciliegina sulla torta ma se non dovesse arrivare, credo che se riusciremo a fare quanto detto sopra potremo considerare il nostro 6 Nations un successo.

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