“il 6 Nations Femminile degli altri”: Rowland Phillips, “questo Galles è sulla strada giusta”

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Alba Ovale – 2011

Hurlingham Club (Londra) – “Sono molto, molto contento di questa esperienza, che rappresenta non solo una nuova opportunità, ma anche un nuovo lavoro. C’è tanto da fare, perchè vogliamo continuamente migliorarci. Le due gare giocate recentemente sono state una fortuna, perchè mi hanno dato occasione di vedere come le ragazze reagiscono sotto pressione, perchè è proprio quando si è sotto pressione che si vede la qualità delle giocatrici.

Rowland Phillips, tecnico che vanta grande esperienza sia da giocatore, sia come allenatore, è diventato l’head coach del Galles Femminile nel luglio 2016 e settimana scorsa era presente all’Hurlingham Club di Londra al suo primo 6 Nations Launch come capo-allenatore.

Phillips che, lo ricordiamo, ha allenato anche in Italia (Aironi in PRO12 e Viadana Rugby in Eccellenza, prima dell’avventura ai London Welsh e il ritorno in Patria) ha ammesso nel corso della conferenza stampa di presentazione che uno dei motivi, se non ‘IL’ motivo, per il suo avvicinamento al rugby femminile è la figlia, Carys, che è anche la capitana della nazionale gallese.

Sono molto contento del processo di costruzione del gruppo, stiamo lavorando bene ma questa squadra, per esprimere al meglio il suo potenziale, ha ancora tanta strada da fare.

I successi contro la Scozia (nell’uncapped test giocato nella nuova casa del rugby femminile gallese, il Cardiff Arms Park) e l’Irlanda (in trasferta a Donnybrook e in rimonta), oltre a quelli contro UK Armed Forces e Spagna hanno mostrato che il Galles ha un enorme potenziale e le carte in regola per fare già bene in questa edizione del 6 Nations, che per le ‘Dragonesse’ si aprirà a Jesi contro l’Italia.

Le Azzurre sono un po’ la ‘bestia nera’ del Galles, perchè nelle ultime tre edizioni sono sempre riuscite a battere la controparte in rosso, e Phillips sa che anche la sfida di sabato presenta molte insidie.

La mia mentalità per il prossimo 6 Nations è uguale a quanto espresso da tutte le capitane poco prima, ovvero che ‘guardo solo alla prima partita’. L’Italia ci ha battuti nelle ultime tre occasioni e  anche per questo per me è impossibile andare ad analizzare le avversarie e dire, che so, ‘l’Inghilterra è forte’. No, pensiamo una gara alla volta. Certo, quest’anno ci sarà la WRWC in Irlanda e ovviamente sarà impossibile non pensarci; dovremo, però, avere solo un ‘piccolo pensiero’ alla coppa del mondo e concentrarci sul Torneo. Il 6 Nations ci darà anche opportunità di capire dove siamo, di inserire nuove giocatrici e di prendere fiducia in noi stesse, di pensare positivo. Dopo il Torneo, ci riposeremo e inizieremo a pensare alla Coppa del Mondo.”

“Sarà molto importante giocare a Cardiff, prima della nazionale maschile, con tutte le gare in streaming. Sono novità molto importanti per noi, ma prima dobbiamo pensare all’Italia. Le Azzurre non hanno giocato molte partite in preparazione ma sono sicuro si siano allenate molto duramente; l’Italia Femminile migliora ogni anno e sono adesso nelle migliori condizioni contro di noi, perchè hanno capito come batterci. Mi aspetto una partita molto difficile.

Con Phillips andiamo un po’ nel dettaglio, cercando di capire com’è organizzato il rugby femminile domestico in Galles e quali siano i suoi pensieri su dove si possa migliorare ulteriormente.

Il campionato domestico gallese ha una Premiership e due categorie inferiori, poi sotto c’è la struttura ‘regionale, ma solo una giocatrice (Sian Williams, che gioca a Worcester, in Inghilterra) è ‘pro’ a tutti gli effetti. Abbiamo una struttura che teniamo sotto costante monitoraggio e che siamo sempre pronti a modificare, qualora vedessimo la necessità. Al momento, stiamo spingendo moltissimo per far si che fin da bambine ci si avvicini al rugby, per avere tante junior players; la nostra under-18 è molto interessante, ci sono molte giocatrici di talento e sono convinto che la prossima generazione di ragazze darà tante soddisfazioni al Galles.

Il seme per far sì che il rugby femminile in Galles cresca, è stato piantato e adesso va curato. Io sono d’accordo quando sento dire che il Galles è una nazione del rugby, ma la mia sfida è migliorare la disciplina (in campo e in allenamento) delle ragazze, perchè a livello ‘naturale’ loro hanno già tutto per fare bene, adesso serve andare nei dettagli.

Ho sentito che il prossimo anno in Francia i club di Top 14 dovranno creare le sezioni femminili, mentre in Inghilterra le giocatrici della nazionale sono già professioniste e questo farà crescere ulteriormente la competitività e il livello del rugby femminile. Noi, come detto, abbiamo solo una ragazza ‘pro’ e anche per questo dobbiamo crescere.

Allenare una squadra femminile “non è così tanto diverso da allenare una squadra maschile, perchè anche le ragazze vogliono allenarsi bene, avere una loro struttura e preparare e seguire un certo game-plan. Da un punto di vista strettamente rugbistico, posso dire quindi che non ci siano differenze, anche con le ragazze studiamo schemi, curiamo l’aspetto fisico e abbiamo sedute di video-analisi delle partite. Forse, però, in alcune occasioni devi essere più attento all’aspetto emotivo, quando introduci qualche cambiamento o quando parli al gruppo, ma per il resto non ci sono differenze particolari. Mi piace molto questo ruolo e credo siamo sulla strada giusta.

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