“il 6 Nations 2017 Launch” degli altri: O’Shea, “vogliamo essere una squadra difficile da affrontare”

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Alba Ovale – 2017

Hurlingham Club (Londra) – “L’Italia non è solo un posto meraviglioso dal punto di vista artistico, ma anche un posto dove il rugby è radicato. Invito chiunque a venire a visitare l’Italia e verificare quello che dico di persona, prima di nutrire pregiudizi.

Conor O’Shea, head coach della Nazionale Italiana, ha parlato ieri durante il lancio ufficiale  del 6 Nations 2017 e non ha risparmiato complimenti all’Italia, Paese che ha imparato a conoscere da quando ha preso la carica di commissario tecnico degli Azzurri.

Non vogliamo essere la Nuova Zelanda, l’Irlanda o il Galles. Noi vogliamo essere l’Italia. Dobbiamo costruire le nostre fortune sui set-pieces, continuare a lavorare per costruire la cultura giusta, partendo dalle fondamenta. Giampiero De Carli è un esempio, forse la persona più importante che abbiamo per la sua passione e il suo attaccamento. Abbiamo tanto lavoro da fare, è incredibile quanto lavoro ci sia, ma dobbiamo stare tranquilli e lavorare. Non siamo degli illusi, sappiamo che ci attendono delle sfide dure ma sappiamo anche di essere a buon punto, perchè in Italia ci sono tanti giovani di talento che se verranno supportati a dovere potranno esprimersi al meglio.

L’Italia ha tutto il diritto di stare nel 6 Nations, se l’è assolutamente guadagnato. Se in futuro le regole cambieranno, vedremo ma il nostro compito è fare bene e fare in modo che non ci sia più spazi per discorsi simili.

O’Shea insiste moltissimo sulla psicologia, su quanto sia importante creare un ambiente positivo in cui lavorare.

Dobbiamo essere positivi e rompere il circolo vizioso della negatività, quello che si crea quando continuamente ti viene detto che non sei bravo e poi finisci per crederci davvero. È un momento fondamentale per il rugby italiano, e noi dobbiamo essere sicuri di prendere, adesso, le decisioni giuste e in fretta per metterlo sul binario giusto.”

“Le grandi ‘Italie’ del calcio sono fondate tutte su una grande difesa, poi c’erano giocatori come Roberto Baggio, Paolo Rossi o Salvatore Schillaci davanti che avevano la magia, la creatività e imprevedibilità in più e completavano il quadro. Noi vogliamo diventare una squadra contro cui è difficile giocare e più competitivi. Vogliamo arrivare alla RWC e vogliamo che le squadre inserite nella nostra pool pensino di noi, ‘non vorrei dover giocare contro di loro’. “

L’intervista completa con coach Conor O’Shea la trovate su OnRugby.

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