6 Nations 2017 launch: Laidlaw sicuro, “Si, è la miglior Scozia in cui ho giocato”

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Alba Ovale – 2017

Hurlingham Club (Londra) – “Si, non ho assolutamente nessun dubbio in proposito. Questa è la miglior Scozia in cui abbia mai giocato. È molto facile per me rispondere, perchè abbiamo grande profondità, molti giocatori giovani che stanno crescendo e ci permettono di stare più tranquilli e anche dal punto di vista tecnico siamo una squadra molto forte. Per questo c’è grande entusiasmo, ma non dobbiamo dimenticare che finora non abbiamo ancora vinto nessuna gara e lo scorso anno abbiamo vinto due gare, abbiamo margini di miglioramento.

Greig Laidlaw, capitano della Scozia, non si nasconde e risponde deciso alla domanda di un cronista, durante il lancio del 6 Nations tenutosi oggi, come consuetudine, all’Hurlingham Club di Londra.

“L’aver preso fiducia, l’essere convinti nei nostri mezzi non è stato un risultato che abbiamo ottenuto dalla sera alla mattina”, ci risponde Greig, quando gli ricordiamo le parole dette da Stuart Hogg. “È frutto di un processo lungo, abbiamo giocato insieme tante partite, partite importanti a livello internazionale e adesso è venuto il momento giusto per ammettere di essere fiduciosi in noi stessi e fare un passo in avanti.”

“Come capitano, posso dire che sia importante giocare bene e mettere in campo la giusta concentrazione, questo è fondamentale sempre. Il gruppo di leader in campo è molto forte, e i ragazzi sono cresciuti molto negli ultimi anni anche dal punto di vista tecnico. Grazie a Vern siamo cresciuti come gruppo e confermo, anche per me è stato molto bello ritrovare i miei compagni e ricominciare la preparazione tutti insieme.

Sarà fondamentale partire bene, abbiamo visto come il Torneo si è evoluto negli ultimi anni e quanto sia importante partire col piede giusto, anche perchè ci sono solo cinque gare , ma non è mai facile, men che meno quando ti capita di aprire il 6 Nations contro l’Irlanda. Se prendiamo ancora come paragone la sfida tra Munster e Glasgow di qualche settimana fa, abbiamo un’idea più precisa di quanto sia difficile giocare contro una squadra irlandese. Credo che, anche per quello che hanno mostrato in novembre, siano un gradino sopra le altre assieme all’Inghilterra e le squadre più in forma. Noi, però, abbiamo sempre grande voglia di scendere in campo al BT Murrayfield davanti al nostro pubblico che ha esaurito i biglietti a tempo di record, un chiarissimo esempio di attaccamento che vogliamo ripagare.”

Il game plan preparato da Vern e dal suo staff mette me e la squadra nelle migliori condizioni per fare bene e marcare tante mete, dandoci opportunità di essere sempre pericolosi in fase offensiva. Il bonus point introdotto quest’anno? La cosa fondamentale sarà scendere in campo sempre e comunque convinti di vincere la partita, poi se ci saranno occasioni di mettere ulteriori punti a referto e la partita si metterà in un certo modo, sarà lo staff tecnico a darci indicazioni in merito. Credo comunque sia un’evoluzione interessante per il Championship.”

Per vincere le partite, devi marcare mete, perchè se passi tutta la partita a difenderti non vincerai mai la gara. Certo che bisogna curare al meglio la fase difensiva e difendere molto duro, a volte, ma è la nostra predisposizione mentale che mi fa ben sperare.

È stato bello ritrovarci sabato, tornare insieme dopo un po’ di tempo e dopo le belle cose che Glasgow ed Edinburgh hanno fatto. Il 6 Nations è una grande opportunità per noi ma è sempre difficile, specialmente quando cominci giocando in casa contro l’Irlanda. C’è entusiasmo, ma anche una buona dose di realismo nel gruppo; sappiamo benissimo che solo due settimane fa Munster è venuto a vincere a Glasgow e questo può essere un segnale,” ha detto Vern Cotter, head coach della Scozia. “Detto questo, voglio sottolineare che ci sono differenze tra il rugby giocato a livello di club e gli impegni internazionali. La cosa positiva dei buoni risultati ottenuti dalle due squadre è che porta entusiasmo e aiuta a creare la giusta mentalità, a prendere le decisioni giuste al momento giusto che possono cambiare le partite. Essere freddi sotto pressione e prendere la decisione giusta fa la differenza.

“I ragazzi sanno che per fare bene in questo Torneo bisogna giocare sempre su altissimi livelli, e per fare questo serve massimo impegno. Siamo tutti convinti di questo, che avere il focus sull’obiettivo è fondamentale per raggiungerlo.

Per Cotter, all’ultima edizione del 6 Nations come head coach della Scozia prima di passare il testimone a Gregor Townsend e tornare ad allenare un club in Top14 (il Montpellier-Hérault) oggi è anche il momento di guardarsi indietro e fare un consuntivo delle gare e dei ricordi più belli. “Battere la Francia lo scorso anno al Murrayfield è stata forse la soddisfazione più grande“, dice l’head coach. “Non voglio, comunque, perdere troppo tempo in ricordi perchè i protagonisti sono i ragazzi. Adesso abbiamo una partita importante e dobbiamo pensare a questa, poi ci sposteremo sull’altra e via così fino al termine del Torneo.

Dal punto di vista dei giocatori, è molto interessante giocare il 6 Nations nell’anno delle convocazioni per il Tour dei B&I Lions e sperare di salire sull’aereo per giocare in Nuova Zelanda, qualcosa che potrebbe essere il culmine della carriera. Ma prima c’è il 6 Nations e ci si dovrà concentrare su quello.

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