Champions Cup: Murchie sicuro, “per battere Munster serve la miglior prestazione”

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Credit: Jason O’Callaghan

Peter Murchie, estremo dei Glasgow Warriors, molto probabilmente sabato prossimo lascerà il posto a Stuart Hogg, che tornerà a vestire la maglia numero 15 dopo la settimana di pausa, ma sabato scorso è stato uno dei protagonisti nell’importante vittoria in Guinness PRO12 contro i Cardiff Blues.

Le sue due mete, infatti, hanno spezzato la resistenza dei gallesi ad inizio ripresa e creato il gap che ha permesso ai Warriors di mettersi nelle condizioni ideali per vincere la gara col punto di bonus offensivo.

È una partita importantissima,” ha detto Murchie dopo la gara di sabato parlando della sfida contro Munster. “Loro verranno qui per metterci sotto ed attaccarci fin dal primo minuto, e noi dobbiamo essere più che pronti per la sfida che loro ci offriranno. Dovremo mettere in campo la nostra miglior performance della stagione se vogliamo batterli.

Come aveva già detto Townsend, arrivato in sala stampa prima di lui, anche Murchie ricorda che i Warriors hanno diviso la stagione in tanti piccoli ‘pezzi’.
Abbiamo pensato a queste tre settimane come una parte a sè, partendo dalla gara di PRO12 contro i Cardiff Blues per finire con le ultime due gare di Champions Cup. Se non avessimo battuto i Blues, ci saremmo messi in difficoltà in PRO12, e la vittoria ci ha tolto un po’ di pressione. Adesso abbiamo di fronte a noi due gare decisive in Champions Cup e possiamo tranquillamente dire che in questo mese di gennaio si deciderà la nostra stagione.

Non ci siamo trovati molte volte in questa situazione,” continua Murchie. “Abbiamo tutte le chance di poter finalmente passare il turno e conquistare i quarti di Champions Cup; ne stiamo parlando da tempo e adesso che abbiamo davanti a noi questa opportunità non vogliamo farcela scappare.

 

Nelle due gare giocate finora in stagione, Munster ha sempre vinto. La Red Army ha superato i Glasgow Warriors ad ottobre in Champions Cup, una gara chiusa 38-17 e mai in discussione nonostante gli irlandesi abbiano giocato per più di un’ora in 14 (per il rosso diretto rimediato da Keith Earls), giocatasi in un Thomond Park esaurito e carico di emozioni a due giorni dai funerali di Anthony Foley, rifacendosi poi in dicembre in Guinness PRO12 (15-16, gara decisa da un drop di Ian Keatley a a quattro minuti dalla fine ma quasi sempre nelle mani degli irlandesi).

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