Test Match: Ford entra nei Centurions contro l’Australia

Credit: Jason O'Callaghan
Credit: Jason O’Callaghan

Oriam (Edimburgo) – “Ci sono aspetti di quella gara, del quarto di finale dello scorso anno, che siamo convinti avremmo potuto fare meglio e, in altro canto, sarebbero potute andare diversamente. L’Australia arriva qui con grande fiducia, dopo aver perso contro gli All Blacks nel Rugby Championship ha ottenuto buoni risultati e battuto nettamente il Galles; sono una squadra diversa rispetto a quella che abbiamo affrontato nella RWC2015, certo quella gara resta nella memoria ma posso dire che ci siamo preparati pensando più alla prossima sfida, piuttosto che continuare a focalizzarci su quella”, ha detto Cotter durante la conferenza stampa tenutasi nel primo pomeriggio di oggi ad Oriam, il nuovo Scotland’s Sports Performance Centre.

La Scozia si presenta all’appuntamento di sabato, la prima sfida contro l’Australia dopo la ormai famosa gara dei quarti di finale della RWC2015 decisa da un calcio di punizione contestatissimo di Bernard Foley concesso – con un errore ammesso anche da World Rugby – dal direttore di gara, il sudafricano Joubert. C’è, anche per questo, grande attesa e la sfida ha già registrato un primo traguardo, quello del pubblico; ci saranno sugli spalti della Highland Cathedral più di 64,120 spettatori, dato registrato dieci anni fa contro i Wallabies – e con poco meno di 3mila biglietti ancora a disposizione prima di poter dichiarare il BT Murrayfield “sold-out”.

Cotter, che guiderà i Dark Blues nella sua ultima campagna autunnale da head coach, prima di cedere il posto a Gregor Townsend, lancia Allan Dell, al primo cap in carriera, dal primo minuto. Il giovane pilone di Edinburgh Rugby agirà in prima linea con il pilone destro dei Glasgow Warriors, Zander Fagerson, al secondo cap e al debutto assoluto al BT Murrayfield con il Cardo sul petto – come il centro Huw Jones e Hamish Watson, che viene premiato per le belle prestazioni inscenate finora con la maglia di Edinburgh Rugby e vuole dimenticare il giallo rimediato contro l’Italia a tempo scaduto nella gara del 6 Nations 2015 – e Ross Ford che, invece, entra da titolare nel prestigioso club dei Centurions della Scozia. Ford, che ha debuttato nel 2004 contro i Wallabies, subentrando dalla panchina a Gordon Bulloch nel match giocato ad Edimburgo, è solo il terzo giocatore ad entrare in questo “club”, dopo Chris Paterson (109 caps) e Sean Lamont (105); ha, finora, conquistato 83 dei suoi 99 caps partendo nel XV titolare. Ci arriva a 32 anni e, come ha ammesso lo stesso Cotter, “ha ancora molto da dare per la Scozia.

Non ci sono grandi sorprese nei trequarti – perchè Huw Jones, nonostante sia solo al secondo cap, era già stato inserito da Cotter nel gruppo per la doppia sfida estiva contro il Giappone e Mark Bennett, escluso dai 23, aveva saltato il tour estivo perchè inserito nel gruppo del Team GB per le Olimpiadi di Rio. Nei back threes si rivede Sean Maitland, mentre Tommy Seymour non è stato considerato per il match di sabato per motivi personali. Ali Price potrebbe conquistare il suo primo cap con la Scozia – Cotter non ha saputo dire quando l’ala dei Warriors tornerà a disposizione.
Il pilone di Edinburgh Rugby, Alasdair Dickinson, il centro dei Saracens, Duncan Taylor e il terza linea dei Glasgow Warriors, Josh Strauss, sono invece indisponibili per infortunio.

Contro il Galles, loro sono partiti molto forte e sappiamo cosa dobbiamo fare sabato. Per noi, però, questa è solo la prima sfida autunnale, prima di sfidare Argentina e Georgia e deve essere anche usata come preparazione verso il 6 Nations, per prendere fiducia e fare esperienza”, ha continuato Cotter. “I nuovi innesti sono ragazzi giovani, e ottimi giocatori che si sono guadagnati la convocazione. Posso dire che Huw Jones sta facendo molto bene anche lui, oltre ad avere esperienza di Super Rugby che in gare contro avversari dell’emisfero sud è sempre importante. È una grande occasione anche per Hamish Watson, che debutterà in casa da titolare contro un giocatore come Pocock, quale migliore occasione?”.

Scozia: 15 Stuart Hogg 14 Sean Maitland 13 Huw Jones 12 Alex Dunbar 11 Tim Visser 10 Finn Russell 9 Greig Laidlaw (C) 1 Allan Dell 2 Ross Ford 3 Zander Fagerson 4 Richie Gray 5 Jonny Gray 6 John Barclay 7 Hamish Watson 8 Ryan Wilson
Panchina: 16 Fraser Brown 17 Gordon Reid 18 Moray Low 19 Grant Gilchrist 20 John Hardie 21 Ali Price 22 Pete Horne 23 Rory Hughes

Michael Cheika, head coach dei Wallabies, cambia un solo elemento rispetto al XV che settimana scorsa ha aperto la caccia al secondo “Grand Slam” superando agevolmente il Galles al Principality Stadium di Cardiff.
Will Genia, rilasciato dallo Stade Francais, parte subito titolare in mediana in coppia con Bernard Foley, tornando a vestire la maglia green&gold dopo più di un mese – nella gara di Rugby Championship vinta 33-21 contro l’Argentina a Twickenham.
L’estremo Israel Folau conquisterà sabato al BT Murrayfield il suo 50esimo cap; il 27enne, decisamente uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, ha raggiunto il traguardo in poco più di tre anni, perdendo solo tre occasioni per prendersi un cap da quando ha debuttato nel test contro i British and Irish Lions nel giugno 2013 – serie sfortunata per i Wallabies, battuti 2-1 dai Tourists. Anche Nick Phipps, che parte però dalla panchina, avrà occasione di conquistare il suo 50esimo cap – ha debuttato contro Samoa nel 2011.
Phipps è uno dei quattro cambi in panchina, dove siede anche Dean Mumm, che ha scontato settimana scorsa la squalifica per la gomitata rifilata al seconda linea degli All Blacks, Brodie Retallick, al 55esimo della sfida persa dai Wallabies 37-10 all’Eden Park.

Australia: 15 Israel Folau 14 Dane Haylett-Petty 13 Tevita Kuridrani 12 Reece Hodge 11 Henry Speight 10 Bernard Foley 9 Will Genia 1 Scott Sio 2 Stephen Moore (C) 3 Sekope Kepu 4 Rory Arnold 5 Adam Coleman 6 David Pocock 7 Michael Hooper 8 Lopeti Timani
Panchina: 16 Tolu Latu 17 Tom Robertson 18 Allan Alaalatoa 19 Rob Simmons 20 Will Skelton 21 Dean Mumm 22 Nick Phipps 23 Quade Cooper

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