Edinburgh, e se la svolta venisse dall’Europa?

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Alba Ovale – 2016

Edimburgo – Solo due settimane fa, quando abbiamo presentato la doppia sfida europea di Edinburgh Rugby, avevamo detto che, in quel preciso momento ‘storico’, le due gare contro Timisoara Saracens e, soprattutto, Harlequins, erano più un peso che un’opportunità e che le prospettive europee dei Gunners erano scarse.

Il rugby, però, non è per nulla una scienza esatta e sono molto contento, in questa domenica mattina di metà ottobre, di sedermi al tavolo e scrivere che il campo ha detto che mi sono sbagliato.

Dopo l’addio di Solomons, il futuro prossimo di Edinburgh era un grosso punto di domanda e per l’Acting Head Coach, Duncan Hodge, il compito era piuttosto arduo: ridare entusiasmo ad un ambiente difficilissimo da infiammare, contando sugli stessi effettivi, dal momento che non era più tempo per il mercato, e sullo stesso scenario, ovvero il deserto del BT Murrayfield.

Hodge, in carica da quattro gare, ha già fatto tanto per cambiare l’attitudine dei suoi. Già a Galway si erano visti miglioramenti, soprattutto dal punto di vista dell’atteggiamento della squadra, ma non si potevano dare al nuovo coach né meriti, né colpe, siccome aveva avuto letteralmente tre giorni per preparare la gara. Per il netto successo ottenuto contro un pessimo Benetton Treviso una settimana dopo, non sarebbe stato del tutto sbagliato dare più colpe ai Leoni che meriti ai Gunners ma da Timisoara in poi, meriti e demeriti sono tutti di Hodge, del suo staff e dei giocatori che scendono in campo.

E, finora, possiamo praticamente parlare solo di meriti.
La vittoria raccolta in Romania non va né sottovalutata, né ridimensionata perchè – chiedere a Worcester e NG Dragons per conferme – andare a giocare in trasferta contro un avversario ‘quasi sconosciuto’ riserva incognite e trappole, che i Gunners hanno saputo neutralizzare prendendosi cinque punti e un’iniezione di morale che li ha portati alla grande prestazione di ieri.

Certo, gli Harlequins hanno commesso molti errori ma la cosa più importante della sfida di ieri è stata la reazione di Edinburgh e la voglia di vincere, la determinazione che non si vedeva da qualche tempo di portarsi a casa il risultato. E la meta di Tom Brown, che ha riportato avanti i suoi e dato il punto di vantaggio difeso coi denti fino alla fine, potrebbe essere davvero la tanto attesa svolta stagionale per gli scozzesi, sempre in cerca di un’identità.

Adesso, però, inizia il difficile, ma la gara di venerdì contro le Zebre è l’occasione migliore per mettere punti in cascina in PRO12, ridando fiato ad una classifica un po’ troppo asfittica, e un’altra dose di fiducia prima della sfida contro Ulster, ultima gara prima della pausa per i test match autunnali. In Challenge Cup, poi, la doppia sfida back-to-back contro lo Stade Français di Sergio Parisse – che, come ha dimostrato la brutta sconfitta dello Stoop, non pare avere l’Europa tra le proprie priorità – dirà se i Gunners potranno continuare a sognare un passaggio ai quarti che, ad inizio stagione (per ammissione di Solomons) non era assolutamente nei pensieri.

L’Europa potrebbe davvero dare a Edinburgh la spinta per rimettere sui binari giusti una stagione che sembrava ormai destinata ad essere solo un periodo di transizione. Coach Hodge ha tanto lavoro da fare, ma anche per lui, questa, potrebbe essere una stagione fondamentale. Vedremo se i giovani Gunners avranno la ‘garra’ e la testa per reggere le nuove pressioni, la sfida davanti a loro non è facile ma è decisamente eccitante.

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