Pro12: Edinburgh, altro “anno zero”. Solomons si dimette, squadra affidata a Duncan Hodge

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Alba Ovale – 2016

Edimburgo – Alan Solomons non è più l’head coach di Edinburgh Rugby.

Con un comunicato emesso nel primo pomeriggio di oggi dalla Scottish Rugby, i tifosi dei Gunners hanno appreso che il sudafricano ha deciso di dimettersi, lasciando la squadra dopo sole quattro gare giocate in stagione – con un bilancio non proprio positivo, fatto di una vittoria sofferta contro gli Scarlets e tre sconfitte.

Duncan Hodge è stato scelto come “Acting Head Coach” mentre Stevie Scott e Peter Wilkins mantengono il loro ruolo nello staff tecnico dei Gunners. Hodge è tornato nello staff tecnico di Edinburgh (con cui, da giocatore, vanta 150 presenze) come Assistant Coach nel novembre 2015, dopo aver lavorato con la Scozia full-time dal 2012.

Come dice il comunicato stampa, “The promotion to Acting Head Coach now provides an opportunity to stake his claim for the role on a permanent basis in the Guinness PRO12 and European Challenge Cup“. Si deduce, quindi, che Hodge sarà in carica come guida tecnica dei Gunners fino al termine della stagione.

La partenza di Solomons, a due giorni dalla già di per sé difficile trasferta di Galway, crea ulteriori tensioni in un gruppo che aveva mostrato sul campo qualche difficoltà di coesione e, soprattutto, di traduzione in pratica degli schemi studiati in allenamento.

Solomons era arrivato nella capitale scozzese nell’estate 2013, fresco della sua esperienza come head coach dei Southern Kings, franchigia sudafricana alla prima apparizione in Super Rugby. Il tecnico, nell’emisfero nord, aveva già guidato Ulster in passato, vincendo coi nordirlandesi una Celtic Cup – battendo, nel 2004, proprio Edinburgh Rugby in finale al Murrayfield –  e ottenendo buoni risultati anche in Celtic League. Scelto dall’allora managing director, Davied Davies (dimessosi nel corso della stagione scorsa), per ‘rivoluzionare’ il club che usciva da una stagione disastrosa – Michael Bradley, capace la stagione prime di portare i rossoneri in semifinale di Heineken Cup, aveva lasciato nel marzo 2013 sulla scorta di risultati insoddisfacenti.

Nelle tre stagioni che hanno visto Solomons alla guida del Club, i Gunners si sono continuamente migliorati e, come dice l’ormai ex head coach, “I feel I have helped to put the club on a much stronger footing over the past three years and am leaving it in a better place than when I arrived.”

Se è vero che, alla sua seconda stagione, Edinburgh ha raggiunto la finale di Challenge Cup – persa, però, contro Gloucester allo Stoop, il club della capitale scozzese non è più stato capace di qualificarsi per la massima competizione europea, la Champions Cup, da quando sono stati introdotti i nuovi criteri basati sul “merito”, chiudendo la stagione regolare di Guinness Pro12 sempre fuori dalla top-six. “He achieved some notable successes including leading the first Scottish team to a European Final of the Challenge Cup in 2015 and back to back 1872 Scottish Cup victories over Glasgow Warriors”, ha detto Mark Dodson, Chief Executive della Scottish Rugby, ricordando l’altro successo del tecnico, ovvero la riconquista della 1872 Cup che albergava ormai da anni nella bacheca dei Glasgow Warriors, i “noisy neighbours” (citando Sir Alex Ferguson) che, mentre i Gunners arrivavano vicini ad un trofeo, trionfavano a Belfast portando in Scozia il primo titolo significativo dopo il successo nel 6 Nations del 1999.

Duncan brings his recent coaching experience from the Scotland national team as well as his long playing career with Edinburgh into the role and he will receive our full support to keep moving the club forward“, chiude Dodson.

Senza nulla togliere a Hodge, professionista esemplare in campo e nel box tecnico, resta l’impressione che Edinburgh abbia, ormai, perso una stagione iniziata male e che, dopo sole quattro gare giocate, sembra già scappata di mano. La trasferta di Galway e la visita del Benetton Treviso, tra una settimana, sono forse il peggior test per il nuovo head coach, prima che la trasferta di Timisoara – vera e propria ‘banana skin’ sulla strada dei Gunners – e i lanciatissimi Harlequins del grande ex, Tim Visser, ci dicano qualcosa di più sulle (scarse, anche prima degli ultimi sviluppi) prospettive europee di Edinburgh.

Per il bene della squadra era meglio, comunque, che le parti in causa si sedessero al tavolo al termine della scorsa stagione e discutessero in maniera più approfondita. Il rinnovo del contratto per una stagione dava già a Solomons una sorta di precarietà di cui il club non aveva bisogno e, se non si voleva confermare l’head coach per il lungo termine, era meglio che le strade si separassero al termine dell’annata conclusasi in maggio.

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