Pro12: Stasera inizia la stagione, domani in campo le scozzesi

Edimburgo – Stasera inizia la Guinness Pro12 con un Friday Night molto interessante, che vedrà però le due squadre scozzesi come attenti spettatori, in attesa di scendere in campo domani.

Che stagione sarà? Difficile dirlo, perchè, sotto certi aspetti, è forse più complicata ed equilibrata di quella conclusasi al BT Murrayfield lo scorso maggio, quando John Muldoon ha alzato al cielo il trofeo celtico.

Anzitutto, Connacht. Lo scorso anno Pat Lam e i suoi ragazzi hanno stupito il mondo, facendo entrare la Cinderella del rugby irlandese in Paradiso con il trionfo contro Leinster in finale, ma l’head coach per primo sa che riconfermarsi sarà molto difficile. L’etica del gruppo guidato da Muldoon – che domani pomeriggio allo Sportsground giocherà la sua 215esima gara celtica con la maglia dei Galwegians – non si discute, ma perdere giocatori del calibro di Robbie Henshaw, AJ MacGinty e Aly Muldowney – e, in un certo senso, anche Rodney Ah You – è un colpo duro, considerando quanto siano stati funzionali al trionfo in Pro12.

Pat Lam ha detto che “il trofeo di maggio è storia, sappiamo cosa abbiamo fatto ma soprattutto sappiamo cosa dobbiamo fare da adesso in poi perchè non vogliamo fermarci qui”, ma se Connacht dovesse riconfermarsi quest’anno, otterrebbe un risultato ancora migliore di quello appena raggiunto.

Edinburgh Rugby ha una buona rosa ma deve dimostrare di aver superato la fragilità mentale degli ultimi anni; il fatto che Solomons sia alla sua ultima stagione – se il suo contratto non verrà rinnovato – può essere un ulteriore problema. La top-six non è un traguardo impossibile, ma per ottenerlo i Gunners devono iniziare a prendersi punti anche in trasferta, oltre a vincere in casa. Sotto questo aspetto, spostarsi al Myreside in gennaio potrebbe dare la spinta necessaria, ma ci sono troppe incognite per poter esprimere un verdetto. I Glasgow Warriors, invece, hanno ormai “set a standard” tale per cui ci aspetta che finiscano almeno nella top-four; potrebbe però essere un anno complicato per loro, dopo l’annuncio dell’addio di Townsend a fine stagione e la partenza di un “talismano” come Leone Nakarawa, amato dai tifosi e uno dei migliori giocatori che abbiano mai vestito la maglia dei Glaswegians. In mediana, l’infortunio di Finn Russell lascia i Warriors un po’ scoperti ma, se tutto andrà secondo i piani, non vedo come i Glaswegians non possano centrare la top-four.

Leinster ha confermato Leo Cullen alla guida ma chiamato l’ex head coach degli All Blacks, Graham Henry, come consulente; l’obiettivo dei Dubliners dovrebbe essere almeno confermarsi nella top-four e la prospettiva di giocarsi la finale a pochi passi da casa – la RDS Arena, infatti, è vicinissima all’Aviva Stadium – dovrebbe essere ulteriore stimolo. Ulster, ancora una volta, parte come una delle favorite ma si trova, a poche ore dal calcio d’inizio della stagione, con il caso Pienaar che, inevitabilmente, ha distratto l’attenzione dal campo. L’esordio contro i NG Dragons al Ravenhill è uno dei migliori possibili, ma un eventuale passo falso creerebbe subito problemi a Les Kiss e i suoi ragazzi; gli Ulstermen hanno dimostrato, nelle ultime stagioni, di avere un problema di tenuta mentale nelle grandi occasioni. Se la regular season dà occasione di fare ammenda agli errori commessi, non succede lo stesso nei playoffs; Rory Best e compagni hanno qualche mese per lavorare su questo aspetto, magari sfruttando anche le gare di Champions Cup.

Munster è un’incognita e un vero e proprio cantiere aperto. L’arrivo del sudafricano Erasmus come DoR della Province ha creato qualche aspettativa, ma quella che comincerà domani sembra, per la Red Army, più un gap year che un’opportunità. Difficile non avere pressione, quando si indossa quella maglia, ma temo che i supporters in rosso dovranno avere molta pazienza e vedere l’annata come un punto di partenza; aspettarsi risultati aumenterebbe solo la delusione.

In Galles, gli Ospreys sono ancora la squadra migliore ma è innegabile che gli occhi siano puntati qualche miglio più a Ovest, a Llanelli, per vedere come i “nuovi” Scarlets – con gli innesti di Jonathan Davies e Rhys Patchell, solo per nominare due dei volti nuovi – si comporteranno. La gara contro Munster di domani dirà subito molto sulle ambizioni della Region del Parc y Scarlets, che sembra finalmente in grado di poter tornare a lottare per un traguardo più importante della top-six celtica. Se i NG Dragons si giocheranno con le italiane uno degli ultimi posti in classifica – salvo clamorosi risultati, le Zebre non sembrano in grado di lottare per qualcosa di interessante, ma attenzione al Benetton Treviso di Crowley che, quest’anno, ha il potenziale per togliersi qualche soddisfazione – i Cardiff Blues sono ancora la squadra su cui punterei il mio penny come “sorpresa” di stagione, nonostante le deludenti ultime annate. Nick Williams nel pack e Shingler nei trequarti sono due ottimi innesti, vedremo se domani contro Edinburgh riusciranno a partire con il piede giusto.

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