“The future of Scottish Sport”, lo sport irrompe nel Festival of Politics – ma per il rugby…

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Alba Ovale – 2016

Scottish Parliament (Edimburgo) – Agosto, mese dei Festivals che attirano l’attenzione di tutto il mondo sulla Capitale scozzese. Per due anni di fila il Fringe ha occupato il posto d’onore, per noi, con spettacoli dedicati alla palla ovale, ma quest’anno c’è stato un cambio di scenario, con lo sport che irrompe nel Festival of Politics, che si tiene allo Scottish Parliament di Holyrood, proprio all’estremità opposta del Royal Mile rispetto al Castello.

Nella prima giornata del Festival si discute di sport, ovviamente con focus sullo sport scozzese, chiedendosi quale sia “The future of Scottish sport”.

After the high of the Commonwealth Games in Glasgow in 2014 and the promises to raise the bar and embed sport in the lives of all Scottish people, are we on track to achieve gold in the effort and outcome race?” Questa la presentazione dell’evento, cui partecipano Louise Martin CBE, presidente della Commonwealth Games Federation, che apre il dibattito spiegando come si è arrivati all’organizzazione di Glasgow 2014, XX edizione dei Commonwealth Games, che resteranno per sempre nella storia dello sport scozzese come uno dei punti più alti – anche perchè, come spiega Martin, la Scozia al momento non può partecipare alle Olimpiadi come Paese indipendente “per ragioni politiche”, essendo incorporata nel Team GB per il CIO.

Martin chiude il primo intervento dicendo che, dopo Glasgow 2014, la Scozia “non può permettersi di tornare indietro”, ma l’entusiasmo viene presto spezzato da Gordon Strachan, commissario tecnico della Scozia (calcio) che chiede agli altri che condividono il palco con lui i nomi dei vincitori di medaglie alle Olimpiadi in corso a Rio, prima dell’affondo sull’ “elitarismo” di certe discipline.

Io vengo da uno sport di squadra, il calcio, che è uno sport caro alla working class. Spiace notare che negli ultimi anni il calcio non è più visto come ‘quanto amo questo sport’ ma ‘quanto posso guadagnare giocando a calcio?’ Ci sono professionisti cui nessuno ha mai detto no”. Il manager della Scozia raccoglie gli applausi dei presenti quando dice che “io credo che lo sport possa cambiare una Nazione… Dobbiamo chiederci, dobbiamo pensare a cosa possiamo fare per i bambini scozzesi, perchè il nostro Paese non è abbastanza atletico“.

Non servono le strutture, non servono le Accademie”, continua Strachan, che molte volte ha risposto alle domande del pubblico, interrompendo anche gli altri ospiti per dire la propria su un tema che, evidentemente, gli sta molto a cuore. “Sarei più che contento se il Governo, di qualunque colore sia, decidesse di aumentarmi le tasse di un penny, ma anche di pound, se fossi certo che questi soldi andassero direttamente alla promozione dello sport in Scozia. Dobbiamo tornare allo school football, allo school sport se vogliamo che i ragazzi ritrovino la voglia di giocare.

Serve che i ragazzi ritrovino la voglia di fare sacrifici e che abbiano gli spazi per giocare. Siamo diventati un Paese che non vuole più sacrificarsi. Quando ero allenato da Sir Alex Ferguson, che io ritengo il più grande psicologo dello sport, eravamo più forti sia mentalmente, sia fisicamente. L’importante non è essere vincente, ma dare sempre il meglio.

Eve Muirhead, medaglia di bronzo alle Olimpiadi Invernali del 2014 e campionessa del mondo nel 2013, ha raccontato le sue difficoltà iniziali, svelando che veniva anche presa in giro dai compagni di classe quando lasciava la scuola in anticipo per gli allenamenti di curling (disciplina, oltretutto, come il rugby sevens nata proprio in Scozia). Anche l’olimpionica lamenta le difficoltà di trovare spazio e fondi per promuovere uno sport “di nicchia” – un membro del pubblico addebita i problemi del curling alla “vergognosa o direi inesistente copertura mediatica”, e dice che, per lei, il segreto è “prima imparare a perdere. Solo così si impara a vincere“.

Ma il rugby? In platea, il pubblico è abbastanza eterogeneo per età ed estrazione sociale ma, della palla ovale, praticamente non si parla. Anche perchè Jason White, ex capitano della Scozia che ha vestito la maglia di Glasgow, Sale Sharks e Clermont, viene presentato dal Presiding Officer, Ken Macintosh MSP, come “ex giocatore di rugby che adesso fa parte di un’agenzia che ‘promuove’ atleti di tutte le discipline che stanno facendo meraviglie alle Olimpiadi in corso.

White dice che “il segreto per diventare grandi atleti è confrontarsi sempre con i migliori, costantemente, perchè la competizione ti fa crescere“. Si “intravvede”, qua e là, un motivo ovale ma quando Gordon Strachan afferma che il calcio è il “national sport” in Scozia, mi viene davvero qualche dubbio che il rugby, anche quassù, non sia ancora riuscito a far breccia nel cuore e nell’immaginario della “working class”…

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