Guinness Pro12 Final: Connacht, il trionfo più bello!

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Alba Ovale – 2016

BT Murrayfield (Edimburgo) – Connacht entra nella Storia con il primo successo celtico, trionfando nella final di Guinness Pro12 al termine di una gara, salvo alcuni momenti nella ripresa, sempre saldamente in controllo dei Galwegians.

Ha vinto Connacht, ha vinto Pat Lam,  ha vinto capitan John Muldoon, ma hanno vinto tutti quelli che hanno la Province nel cuore, quelli che non hanno mai smesso di credere nel potenziale della Cinderella irlandese, quelli che hanno marciato per salvare la Province, facendo cambiare idea alla IRFU. Il successo di Connacht è, anche, il successo di tutti quelli che non hanno mai smesso di credere nell’impossibile. A volte, i sogni si avverano.

Connacht gioca in casa, per sorteggio, e veste in verde, mentre Leinster è – come sempre quando visita la Highland Cathedral – in all white; i Dubliners giocano con il lutto al braccio per onorare la scomparsa del padre di Devin Toner e hanno il primo possesso, quando Dave Kearney è bravo ad avventarsi sul drop di Jonathan Sexton che dà il via alle ostilità.

Connacht riesce a salvarsi per due volte, prima con un turnover, poi con la bella difesa combinata sul pick and go di Mike Ross – portandolo fuori dal campo – su un’altra palla alta di Sexton che ha messo un po’ in difficoltà i ricevitori in verde.

Dopo sette minuti passati a difendersi nei propri 22m, Connacht costruisce la prima azione in velocità, nata da un altro turnover, che innesca la fuga di Matt Healy sulla sinistra. L’ala si fa quasi cinquanta metri palla in  mano, calciando per se stesso sui 10m di Leinster ma non riuscendo a concretizzare solo per il recupero disperato di Luke Fitzgerald che si rifugia in touche.

Rotto il ghiaccio, Connacht prova a rendersi ancora pericoloso passando attraverso le fasi ma Leinster tiene i nervi saldi, alzando la voce nei raggruppamenti – con un ottimo turnover – poco prima che il match subisca la prima scossa.

Connacht va in meta al 12′ al termine di un’azione che ha visto ancora una volta Healy protagonista; l’ala prende l’ovale nei suoi 22m, trova una linea di corsa che coglie impreparata la difesa di Leinster, prima di servire l’ovale a Bundee Aki. Leinster ferma la prima avanzata, ma non può nulla quando Tiernan O’Halloran riceve il pallone.

L’estremo in verde – con Henshaw in sostegno – trova il varco giusto, prendendo l’interno di Rob Kearney prima di andare in tuffo oltre la linea. MacGinty trasforma e Connacht vola sul 7-0.

Connacht continua a spingere ma al 16′ il gioco si ferma, quando Mick Kearney resta a terra dopo uno scontro con un avversario e deve uscire per “HIA” (head injury assessment). Quando il gioco riprende, al suo posto entra Hayden Triggs e Connacht continua ad attaccare, con MacGinty e Adeolokun che creano scompiglio nella retroguardia dei Dubliners, adesso in difficoltà.

E, non a caso, Connacht passa ancora. Al terzo tentativo, Adeolokun – dopo un’azione che ha visto protagonisti Henshaw e Aki – trova una giocata spettacolare, scavalcando Heaslip con un calcetto malizioso e andando a vincere la sfida in velocità con Reddan, controllando l’ovale col piede prima di recuperarlo e schiacciarlo oltre la linea.

Leinster prova a riprendersi, ma arrivato nei 22m avversari, sbaglia la touche e innesca la ripartenza degli avversari che si ferma solo per una scorrettezza dei Dubliners al breakdown che manda MacGinty (che aveva sbagliato la trasformazione) dalla piazzola per il 15-0.

Leinster ci prova ancora ma senza troppa convinzione e Connacht può gestire quasi senza problemi le avanzate avversarie, portandosi negli spogliatoi un vantaggio netto e, per quanto visto finora, giusto.

L’errore più grande che i Galwegians potrebbero commettere, però, è pensare di aver già vinto il match. Tra i tanti motivi, perchè Leinster, finora, ha assolutamente ‘underperformed’ e perchè, come già successo a Cardiff in Heineken Cup, i Dubliners hanno dimostrato di essere capaci di imprese quasi impossibili – quel giorno vinsero la loro seconda coppa (33-22) andando a riposo sotto 6-22. Connacht, però, non è una squadra “ingenua” e Pat Lam sa come tenere alta la tensione.

Connacht torna in campo senza Eoin McKeon, rimasto a terra verso la fine del primo tempo dopo un colpo subito in un raggruppamento, e concede subito una punizione calciabile agli avversari, poco fuori dai propri 22m, che Sexton trasforma nei primi tre punti della ripresa, togliendo lo scomodo zero dal loro tabellino.

Connacht torna subito in attacco, mancando un calcio con MacGinty – corto, da almeno quaranta metri – e andando vicinissimo alla terza meta con il tallonatore McCartney, con l’ovale che viene però tenuto alto dalla disperata difesa dei Dubliners.

Al 56′, però, la difesa di Leinster viene ‘bucata’ da un chirurgico grubber di MacGinty che, dopo qualche fase, vede Healy libero sulla sinistra e lo serve al piede. L’ala è perfetto nel sostegno e va oltre la linea, infilando Reddan e Rob Kearney e mettendo, con poco più di un quarto di gara da giocare, una seria ipoteca sulla vittoria finale – nonostante l’apertura manchi la trasformazione, spedendo l’ovale sul palo.

Si entra nell’ultimo quarto di gara con un ‘giallo’; Nigel Owens annulla una meta a Leinster per un passaggio in-avanti in fase di costruzione, ma nel replay trasmesso sui maxi-schermi non si riesce a vedere, francamente, l’infrazione segnalata dal direttore di gara gallese, oggi alla terza “major game” della sua stagione dopo la finale di RWC e quella di Champions Cup.

C’è motivo di risentimento anche per i tifosi di Connacht, perchè Leinster va in meta al 67′ quando i Galwegians restano in quattordici, dopo che O’Halloran rimane a terra per uno scontro di gioco – ed è costretto a lasciare il campo poco dopo.

Sexton è perfetto nella trasformazione e Leinster, a dieci minuti dalla fine, ha dieci punti da recuperare. La tensione è palpabile, sia sugli spalti, sia in campo, perchè la stanchezza inizia a farsi sentire e adesso ogni punto potrebbe davvero fare la differenza, ogni possesso diventa fondamentale e ogni placcaggio potrebbe essere quello vincente.

Non è la punizione guadagnata da una rolling maul al 76′, ma un passaggio in-avanti di Jonathan Sexton, sui 5m difensivi, che a poco meno di un minuto dalla fine chiude virtualmente il match, consegnando Connacht alla Storia. C’è ancora tempo per giocare l’ultima mischia chiusa, per un in-avanti stavolta dei Galwegians, ma il cronometro è ormai rosso. La festa di Connacht può cominciare!

Connacht Rugby 20
Leinster Rugby 10

Score: 12′ O’Halloran m MacGinty tr (7-0), 22′ Adeolokun m (12-0), 27′ MacGinty cp (15-0); 43′ Sexton cp (15-3), 56′ Healy m (20-3), 67′ Cronin m Sexton tr (20-10).

Connacht Rugby: 15. Tiernan O’Halloran 14. Niyi Adeolokun 13. Robbie Henshaw 12. Bundee Aki 11. Matt Healy 10. AJ MacGinty 9. Kieran Marmion 1. Ronan Loughney 2. Tom McCartney 3. Finlay Bealham 4. Ultan Dillane 5. Aly Muldowney 6. Eoin McKeon 7. Jake Heenan 8. John Muldoon (C)
Panchina: 16. Dave Heffernan 17. JP Cooney 18. Rodney Ah You 19. Andrew Browne 20. Sean O’Brien 21. John Cooney 22. Shane O’Leary 23. Peter Robb

Leinster Rugby: 15. Rob Kearney 14. Dave Kearney 13. Garry Ringrose 12. Ben Te’o 11. Luke Fitzgerald 10. Johnny Sexton 9. Eoin Reddan 1. Jack McGrath 2. Richardt Strauss 3. Mike Ross 4. Ross Molony 5. Mick Kearney 6. Rhys Ruddock 7. Jordi Murphy 8. Jamie Heaslip (C)
Panchina: 16. Sean Cronin 17. Peter Dooley 18. Tadhg Furlong 19. Hayden Triggs 20. Jack Conan 21. Luke McGrath 22. Ian Madigan 23. Zane Kirchner

HT: 15-0
Note: 13°C, sole dal mattino, vento quasi assente. Prima del match, rispettato un minuto di silenzio in memoria del padre di Devin Toner, mancato ieri. Durante l’intervallo, la Scozia 7s ha mostrato il trofeo vinto a Londra settimana scorsa.
Man of the match: John Muldoon (Connacht Rugby)
Spettatori: 34550
Arbitro: Nigel Owens (WRU)

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