“il Pro12 degli altri”: Muldoon, “Connacht ha saputo imparare dai propri errori”. Ronaldson torna a disposizione

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Alba Ovale – 2016

Connacht Rugby si avvicina alla gara più importante della sua storia con buone notizie dall’infermeria. Rodney Ah You e Finlay Bealham, usciti per concussion nel corso dell’ultima gara della regular season, hanno recuperato e potranno essere presi in considerazione da Pat Lam, quando dovrà scegliere i 23 per la semifinale contro i Warriors; anche Ronan Loughney – uscito anzitempo per un problema alla spalla – è recuperato, così come Craig Ronaldson, che aveva da qualche settimana un problema alla caviglia.

Molto probabilmente molti dei giovani sono stanchi di sentirmi ripetere la storia di Connacht, da dove veniamo e quanto è importante, anche per questo, aver centrato questo risultato“, diceva capitan Muldoon nel corso della conferenza stampa tenutasi settimana scorsa al BT Murrayfield. “Pat ha sempre detto che per avere un futuro devi avere un passato, una storia, e la nostra storia ha tanti giorni difficili, ma in mezzo a quei brutti giorni abbiamo anche giornate belle. Sono grato, contento e onorato di poter essere parte di questo presente, di quello che abbiamo fatto e di essere in questa posizione. Per me, è fantastico far parte di una squadra che è cresciuta e sta continuando a crescere. Sono convinto che i tifosi si stiano dando dei pizzicotti, chiedendosi se sono davvero arrivati a questo e vedere che i biglietti per la gara di sabato prossimo sono letteralmente volati via non appena sono stati messi in vendita è un altro aspetto molto positivo.
Avevo diciannove, vent’anni quando a Connacht è stata fatta la marcia per salvare la Province“, ricorda Muldoon che, nonostante sia solo un classe 1982, è un po’ la memoria vivente della squadra, “e forse all’epoca non mi sono reso conto veramente di quanto fosse seria la situazione. Il professionismo, allora, era diverso da quello che intendiamo adesso e io mi allenavo con il gruppo ma facevo dentro e fuori. Alla fine di quella stagione la IRFU ha deciso di mantenere Connacht come Province ma molti giocatori, incerti sul loro futuro,  hanno deciso di andare altrove. Mi spiace per loro, ma da un punto di vista personale il fatto che si siano liberati dei posti in squadra mi ha permesso di ritagliarmi il mio spazio e di avere il mio primo contratto ‘pro’ per Connacht. Era un brutto momento per la storia di Connacht, ma per me si è rivelato un momento buono. Forse non ero ancora pronto per avere un posto in squadra, ma ho colto al volo la mia occasione.
Sabato a Galway si scriverà, comunque finisca la gara, una pagina di storia non solo del Pro12, ma del rugby. Perché i Warriors, con un successo, sarebbero la prima squadra – se Ulster non dovesse vincere a Dublino – a vincere la semifinale giocando lontano da casa, mentre se Connacht dovesse centrare la finale, migliorerebbe un risultato comunque grandioso, ovvero la prima volta dei Galwegians nella post-season celtica.
Muldoon non ha paura di rispondere alla domanda un po’ “scomoda”, dal punto di vista della scaramanzia, su chi sarebbe la prima persona cui andrebbe il suo pensiero, qualora la Province dell’Ovest dovesse alzare il trofeo al BT Murrayfield a fine mese.
Eric Elwood. Ho avuto la fortuna non solo di giocare con lui, ma anche di essere allenato da lui. All’epoca, il problema più grande è stato il suo coinvolgimento totale, emotivamente parlando, nella squadra tanto da dover abbandonare la guida tecnica. Dal punto di vista professionale è fantastico, ma ha sempre messo tutto se stesso in quello che faceva e non ha saputo reggere le emozioni. Poi penso anche a Michael Swift, che non è nato a Galway ma ha messo tutto in questa maglia (269 caps con Connacht per il seconda/terza linea inglese). Ma credo soprattutto ad Eric.
Eric ha costruito le fondamenta e Pat è arrivato a perfezionare il suo lavoro, cercando anche di cambiare il nostro stile di gioco adattandolo alle condizioni meteo che abbiamo a Galway. Ci siamo focalizzati sulle nostre skills e sull’esecuzione delle nostre giocate e abbiamo continuato a credere in noi stessi in maniera incondizionata. Molti si dimenticano che lo scorso anno, a Natale, eravamo nella top-four e abbiamo perso la top-six nelle ultime tre settimane della stagione. Questo è il più grande insegnamento che ci siamo presi lo scorso anno, ovvero il fatto di resistere alla pressione che ci ha punito e ci ha fatto giocare non secondo le nostre possibilità. Anche in questo Pat ci è stato di aiuto e di insegnamento, nella cura dei dettagli, e ci ha dato un game plan che tutti noi giocatori seguiamo ciecamente.
Muldoon dice che Connacht ha iniziato a capire di potersi giocare la post-season “nella parte finale della stagione. Alla fine, dopo quattro sconfitte consecutive, la vittoria con punto di bonus conquistata contro gli Scarlets a fine gennaio è stata un po’ il turning point, la gara che ci ha dato la spinta per chiudere la stagione nel modo in cui abbiamo visto. Abbiamo avuto qualche problema in trasferta, ma siamo cresciuti, abbiamo saputo imparare dai nostri errori e migliorarci. In alcune occasioni, anche quando qualcuno di noi ha finito l’allenamento un po’ frustrato, il giorno successivo Pat veniva e ci diceva dove abbiamo sbagliato e dove dovevamo concentrarci per poter migliorare. La cura dei dettagli ha fatto la differenza, e la fiducia in noi stessi. Non tutto è perfetto, ma se restiamo concentrati e ci focalizziamo su quanto di buono sappiamo fare, possiamo andare lontano.
Al Galway City Museum c’è una mostra di ritratti, opera di tre fotografi irlandesi; un ritratto, una fotografia per ogni anno dal 1916 al 2015 per marcare il centenario della Easter Rising del 1916, momento-chiave nella storia moderna irlandese. Sono ritratti giovani, anziani, bambini, con una connessione con la città di Galway. John Muldoon è stato scelto per il 1982, suo anno di nascita. L’ultima fotografia porta la data 2015. Non è difficile immaginare che, se Connacht dovesse portare in riva al fiume Corrib il trofeo, si farà un’eccezione e verrà appeso il ritratto numero 101, quello della squadra che fece l’impresa.
Ma, per questo, c’è ancora tempo. Il futuro di Connacht, il suo ingresso nella storia, è ancora distante almeno 160 minuti.

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