6 Nations round-up: Scozia, il dolce risveglio del “Monday Bleus”

Screen Shot 2016-03-14 at 12.35.14Edimburgo – Il lunedì può essere il giorno più bello della settimana, anche con la nebbia, anche dovendo ricominciare la routine di sempre, e anche per i tifosi di rugby scozzese.

Si, il Monday Blues stamattina ha un accento diverso, è più un Monday “Bleus” e non ha, per una volta, nessun connotato negativo, perchè il successo di ieri contro la Francia in un BT Murrayfield, finalmente, stracolmo d’entusiasmo e che è letteralmente esploso alla prima meta di Stuart Hogg, non può essere “diminished” in nessun modo.

Ho letto troppe volte, da quando seguo la Nazionale col Cardo, di commenti alle vittorie in cui si diminuisce sempre il merito scozzese, sottolineando le debolezze dell’avversario di turno, a volte vere, a volte assolutamente presunte, e anche quando, come contro gli All Blacks nell’autunno 2014, la Scozia è andata vicinissima a scrivere la storia, dire che “comunque la Nuova Zelanda schierava la terza squadra”.

Il successo di ieri sulla Francia, come quello raccolto a Roma contro l’Italia, è arrivato sopratutto per meriti di una squadra, la Scozia, che è finalmente riuscita a mettere in campo il proprio talento lasciando negli spogliatoi, per larghissimi tratti, quel blocco psicologico che ha finora impedito a Laidlaw e compagni di giocare secondo i propri standard.

Quella maledetta domenica di ottobre, quando nel diluvio di Twickenham si sono spente le speranze di una qualificazione alla semifinale della RWC2015, la Scozia aveva dimostrato che, nonostante ci fosse ancora tanta strada da fare, poteva giocarsela con chiunque in una giornata positiva.

La vittoria di ieri ha dimostrato, dopo le nove sconfitte consecutive nel Championship, il cucchiaio di legno dello scorso anno e tutte le migliaia di parole scritte nel periodo intercorso, che può battere chiunque anche in una giornata in cui non tutto è funzionato alla perfezione.

Certo, la Francia ha commesso degli errori ma la Scozia è stata cinica e concreta, ha saputo giocare sulle debolezze avversarie e, soprattutto, è riuscita a mettere in difficoltà le Tricolores in quelli che, almeno alla vigilia, erano i loro punti di forza, ovvero set-pieces e fisicità. È passato poco più di un anno dalla sconfitta rimediata in casa contro l’Italia, forse il punto più basso della gestione-Cotter non tanto per il risultato – non va tolto nulla ai meriti azzurri di quel pomeriggio – quanto per la prestazione messa in campo, punto più basso di un 6 Nations che va dimenticato in fretta, ma sembrano passati secoli.

Prendete la prestazione di Pete Horne di ieri, nostro personale man of the match e secondo solo ad un monumentale Hogg; quel pomeriggio aveva mancato una touche facile, da cui poi era nato il possesso che si è chiuso con la meta della vittoria italiana, ieri è entrato in campo dopo soli cinque minuti per sostituire Finn Russell e ha giocato forse la sua miglior gara di sempre, certamente la sua miglior prestazione con la maglia della Scozia.

Preciso, puntuale, affidabile, ha saputo gestire al meglio le avanzate scozzesi e si è coordinato benissimo con capitan Laidlaw in mediana. Laidlaw, ieri, è stato grandioso, sia in fase di impostazione di gioco, sia in fase difensiva, quando si è immolato su avversari che erano almeno il doppio di lui in placcaggi che hanno ispirato i compagni ed esaltato il pubblico. Tenere in panchina giocatori come Pyrgos – ieri non inserito nei 23 perchè reduce da un lungo infortunio – e Sam Hidalgo-Clyne è un lusso che poche nazionali possono permettersi.
Sarebbe ingiusto, però, citare solo lui, perchè per esempio il pack ieri è stato fantastico, con la prima linea “made in Edinburgh” ancora una volta in lizza per il “XV del Torneo” – WP Nel dovrebbe essere shortlisted per l’equiparato con l’impatto più grande nella nazionale di appartenenza.

Qualcuno ha detto che “il pack vince le partite, mentre i trequarti decidono di quanto”.

Forse è un po’ troppo semplicistico, ridurre lo sforzo e il gioco messo in campo dalla Scozia ieri con una laconica citazione, ma chi non firmerebbe subito per usare la stessa descrizione per commentare il terzo successo di fila – che la Scozia non ottiene dal 1996 – e svegliarsi con lo stesso “Monday Bleus” anche di domenica, dopo la gara a Dublino – in cui non vince dal 2010?

Del resto, i record – soprattutto quelli negativi – sono fatti per essere infranti…

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s