6 Nations: Scozia, l’attesa è finita! I Dark Blues battono la Francia e centrano il secondo successo consecutivo

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Alba Ovale – 2016

BT Murrayfield (Edimburgo) – La Scozia interrompe dieci, lunghissimi anni di magra battendo la Francia al termine di una gara in cui i Dark Blues, pur tutt’altro che perfetti, hanno fatto un altro passo in avanti forse decisivo verso il superamento del blocco mentale che li ha finora frenati dal mettere in campo prestazioni all’altezza del loro potenziale. La strada per tornare una delle candidate per la vittoria nel 6 Nations e’ ancora lunga, certo, ma il percorso intrapreso da questa Scozia e’ decisamente quello giusto. Il secondo successo consecutivo non cancella le nove sconfitte di fila arrivate prima della trasferta di Roma di due settimane fa, ma da’ finalmente a tutto l’ambiente la certezza di poter competere contro chiunque e, senza paura, di poter battere chiunque.

La Scozia parte subito in attacco, cercando di mantenere il possesso e, contemporaneamente, guadagnare terreno. I Dark Blues, oggi in bianco, riescono dopo qualche fase ad arrivare sui 5m francesi, quando Stuart Hogg trova una touche interessante con un bel grubber.

Nonostante il buon approccio, pero’, la Francia ottiene una punizione nella touche e, nell’azione successiva, va in meta con capitan Guirado dopo che Vakatawa semina il panico sulla destra d’attacco e Visser manchi il primo tackle su Fofana che crea il break decisivo.
Trinh-Duc manca la trasformazione e la Scozia, gia’ sotto nel punteggio, deve fare a meno di Finn Russell, che fa posto a Peter Horne per un colpo alla testa.

Les Bleus continuano a macinare gioco e sei minuti dopo hanno un’altra grandissima occasione per allungare il vantaggio, quando Jackson vede un fuorigioco scozzese sui 10m. Trinh-Duc, pero’, manca i pali da posizione centralissima e la Scozia puo’ tirare un sospiro di sollievo.

I Dark Blues impiegano un quarto d’ora prima di riuscire ad attaccare, finalmente, la linea difensiva francese ed e’ il neo-entrato Horne ad ispirare l’azione che si porta in dote un calcio di punizione – per fallo su Barclay – che Laidlaw trasforma nei primi tre punti scozzesi. Dopo qualche fase giocata con forza e velocita’, la Francia adesso si calma e cambia atteggiamento, facendo salire la Scozia per colpire gli spazi che si andranno a creare, inevitabilmente, se i Dark Blues non saranno bravi nel possesso e in fase offensiva, cercando di limitare al minimo gli errori.

Guy Noves si agita nel box tecnico, pero’, perche’ forse ha capito che i suoi ragazzi stanno dando troppo campo alle pur disordinate avanzate scozzesi e, soprattutto, danno l’impressione di avere qualche problema dal punto di vista della tenuta mentale. Tre minuti dopo – e due mischie resettate – la Scozia mette la freccia grazie all’ottimo lavoro in chiusa del pack che manda Laidlaw dalla piazzola; il capitano, oggi alla 50esima presenza, non fallisce da ottima posizione e manda la Scozia avanti 6-5.

Dickinson e Slimani continuano il loro duello in scrum, quando siamo ormai entrati nel secondo quarto di gara e le due squadre, adesso, si equivalgono, seppur con una differenza sostanziale di approccio. La Scozia, infatti, cerca di macinare gioco, pur facendo ancora fatica a guadagnare terreno palla in mano, mentre la Francia vive di fiammate ma e’, per questo, troppo incostante.

Russell non rientra e Horne resta, quindi, all’apertura e la Scozia sembra giovare dell’innesto del versatile trequarti dei Warriors che e’ forse piu’ prevedibile del suo compagno di squadra, ma sicuramente piu’ costante.

E’ proprio Horne l’ispiratore della prima meta scozzese, dopo un’azione giocata attraverso le fasi e fatta di ovali riciclati lentamente al breakdown e ripartenze convinte che vede Stuart Hogg infilarsi nel varco giusto creatosi in una difesa francese adesso davvero in grosse difficolta’.

Non a caso, infatti, la Scozia va ancora in meta tre minuti dopo.

La Francia prima regala un’altra punizione al breakdown, poi non e’ assolutamente reattiva quando Duncan Taylor sceglie di batterla veloce e si invola, partendo da meta’ campo e battendo fisicamente il disperato recupero di Vakatawa prima di andare in tuffo sotto l’East Stand. Jackson si consulta col TMO per una presunta ostruzione di Laidlaw su Lauret in fase di costruzione dell’azione prima di convalidare la marcatura che il capitano trasforma – dopo aver sbagliato il calcio precendente – da posizione angolata.

La Scozia non riesce a portarsi l’ampio vantaggio negli spogliatoi perche’ la Francia riesce, con una reazione rabbiosa e fisica, a farsi largo attraverso le fasi prima che Fickou riesca a trovare lo spazio in cui infilarsi, a tempo ampiamente scaduto, per ridare fiato alle speranze francesi. Machenaud riesce anche ad aggiungere i punti della trasformazione, mandando i suoi a riposo sotto di sei lunghezze, un risultato accettabile e quasi insperato per come la gara si era indirizzata per i Galletti.

Cotter ha detto, nel programma del match, di aspettarsi una Francia la cui “fisicalita’ e’ immensa… ed e’ dominante nei set pieces” e proprio dal punto di vista fisico, nella ripresa, si decidera’ la sfida di oggi. La Scozia fa un po’ fatica a placcare gli avversari che nell’uno-contro-uno sembrano davvero piu’ ‘potenti’ fisicamente, ma costruisce con il pack le sue fortune in avvio di ripresa, andando a minare uno dei punti di forza dei francesi e prendendosi i primi tre punti della ripresa, che riportano il vantaggio oltre il break, con un piazzato di Hogg da almeno cinquanta metri nato proprio da una scrum vinta.

Il pack francese, pero’, si rifa’ poco dopo e nell’azione successiva Ford commette un’infrazione al breakdown che i Tricolores decidono di piazzare con Machenaud, riportandosi sotto. La Francia non molla la presa e continua a spingere, sfruttando un momento di difficolta’ della Scozia e va vicinissima alla meta – la difesa scozzese si salva con un furigioco; i transalpini sentono che l’inerzia e’ nelle loro mani ma commettono un peccato d’arroganza quando, anziche’ prendersi tre punti comodi, scelgono la penal’touche. I Dark Blues si salvano ma, scampato il pericolo, sono costretti a concedere un’altra punizione nell’azione successiva e, stavolta da quasi meta’ campo, la Francia decide di andare per i pali.

Machenaud non tradisce la fiducia e riduce il gap a soli tre punti, concretizzando il momento di superiorita’ mentale dei Bleus; Vakatawa riesce a infilarsi tra Laidlaw e Nel e Trinh-Duc sbaglia un passaggio non-forzato sulla meta’ campo, vanificando l’azione, ma la Francia continua a spingere, sprecando pero’ un’altra occasione quando Jackson vede un’ostruzione mentre ancora Vakatawa seminava il panico dentro ai 22m scozzesi.

La Scozia ha bisogno di una scossa perche’ non sembra in grado di poter resistere cosi per un intero quarto di gara; Cotter inserisce Wilson (per Strauss) e McInally (per Ford) ma la sensazione e’ che i Dark Blues debbano mettere punti a referto il prima possibile per evitare di entrare negli ultimi minuti testa a testa con i rivali. Un errore del neo-entrato Atonio – che tocca Wilson in volo in touche – regala un’ottima piattaforma offensiva per la Scozia che torna a farsi vedere nei 22m francesi.

Wilson conquista il lancio di McInally e, dopo qualche fase, la Scozia trova la meta che indirizza la gara; e’ Tim Visser a chiudere l’azione, nata dal riciclo di Laidlaw e da un passaggio “pallavolistico” di Hogg, in tuffo sulla bandierina sotto l’East Stand mentre Jackson aveva segnalato un vantaggio per irregolarita’ al breakdown.

Laidlaw non riesce a trasformare la meta ma la Scozia porta il suo vantaggio oltre il break con poco piu’ di dieci minuti di gioco, che si aprono con un’altra mischia vinta dal pack di casa. La Scozia adesso non si ferma piu’ e trova ancora una punizione nei 22m avversari che Laidlaw trasforma in tre punti che decretano la fine di dieci anni di attesa di un successo sulla Francia e la seconda vittoria sui Tricolores da quando il torneo e’ stato allargato a 6 nazioni. La Francia attacca ancora ma sul cronometro mancano meno di quattro minuti e dagli spalti si alza fortissimo “Flower of Scotland”, intonato dai tifosi scozzesi che non vedevano un successo nel Championship alla Highland Cathedral dalla vittoria sull’Irlanda del 2013.

Scozia 29
Francia 18

Score: 4′ Guirado m (0-5), 15′ Laidlaw cp (3-5), 21′ Laidlaw cp (6-5), 32′ Hogg m (11-5), 35′ Taylor m Laidlaw tr (18-5), 40′ Fickou m Machenaud tr (18-12); 46′ Hogg cp (21-12), 51′ Machenaud cp (21-15), 57′ Machenaud cp (21-18), 68′ Visser m (26-18), 74′ Laidlaw cp (29-18).

Scozia: 15 Stuart Hogg 14 Tommy Seymour 13 Duncan Taylor 12 Alex Dunbar 11 Tim Visser 10 Finn Russell 9 Graig Laidlaw (C) 1 Alasdair Dickinson 2 Ross Ford 3 WP Nel 4 Richie Gray 5 Jonny Gray 6 John Barclay 7 John Hardie 8 Josh Strauss
Panchina: 16 Stuart McInally 17 Rory Sutherland 18 Moray Low 19 Tim Swinson 20 Ryan Wilson 21 Sam Hidalgo-Clyne 22 Peter Horne 24 Sean Lamont

Francia: 15 Scott Spedding 14 Wesley Fofana 13 Gael Fickou 12 Maxime Mermoz 11 Virimi Vakatawa 10 François Trinh-Duc 9 Maxime Machenaud 1 Jefferson Poirot 2 Guilhem Guirado (C) 3 Rabah Slimani 4 Alexandre Flanquart 5 Yoann Maestri 6 Wenceslas Lauret 7 Yacouba Camara 8 Damien Chouly
Panchina: 16 Camille Chat 17 Uini Atonio 18 Vincent Pelo 19 Sebastien Vahaamahina 20 Loann Goujon 21 Sebastien Bezy 22 Jules Plisson 23 Maxime Medard

HT: 18-12
Note: 13C, vento assente, cielo coperto. Laidlaw entra in campo da solo per festeggiare il 50esimo cap. Biglietti esauriti dallo scorso novembre. Prima del match, rispettato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della sparatoria alla scuola di Dunblane (di cui si celebra il 20esimo anniversario) e degli attentati di Parigi dello scorso novembre.
Man of the match: Stuart Hogg (Scozia)
Spettatori: 67,144 (sold out)
Arbitro: Glen Jackson (NZRU)

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