6 Nations: La Scozia resiste un’ora a Cardiff prima di capitolare

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Credit: Jason O’Callaghan

La Scozia resiste un’ora al Millennium Stadium prima di cedere al Galles, registrando la nona sconfitta consecutiva sia nell’RBS 6 Nations, sia negli scontri diretti coi Dragoni. Oggi la Scozia ha fatto vedere cose buone, molto meglio rispetto alla prima uscita contro l’Inghilterra, ma ha avuto un inaccettabile crollo mentale passata l’ora di gioco che ha rovinato una giornata che poteva, davvero, entrare nella storia. Dopo la pausa di due settimane i Dark Blues saranno di scena all’Olimpico di Roma contro l’Italia, dove la Scozia ha ottenuto la sua ultima vittoria nel Championship. Avremo tempo di analizzare la gara nel dettaglio, ma per i Dark Blues nella Città Eterna servirà solo un risultato positivo per rompere la serie negativa e ridare fiducia e morale a tutto l’ambiente.

Cotter è costretto ad un cambio prima del calcio d’inizio, con Lamont in campo al posto di Sean Maitland e Ruaridh Jackson che prende il posto del Centurion in panchina.

La gara inizia nel peggiore dei modi per la Scozia perchè il Galles va in meta subito, alla prima vera occasione. Dan Biggar opta per un up-and-under all’altezza della metà campo su cui si avventa , che batte Duncan Taylor in volo; l’ovale cade indietro e finisce nelle mani di Gareth Davies che trova la linea di corsa giusta battendo Seymour al suo interno e Hogg in velocità, prima di andare in tuffo oltre la linea.

Biggar trasforma e dopo 6′ tornano ad aleggiare sulle teste scozzesi i fantasmi di due anni fa; per fortuna, invece, la Scozia ha una grande reazione d’orgoglio e riesce ad andare in meta con Seymour – ruck ai 5, bel riciclo di Laidlaw e rischioso quanto delizioso passaggio al piede da Russell – dopo un’azione insistita fatta di più di venti fasi. Laidlaw, da posizione molto angolata, trova i pali e rimette la gara in parità.

Al 22′ la Scozia va davvero vicinissima alla seconda meta, quando Seymour batte Liam Williams su una palla alta e serve Barclay; il flanker degli Scarlets guadagna metri ma non ha lo sprint giusto e, arrivato sui 10m gallesi, anziché servire Hogg in sostegno opta per un grubber che si spegne a lato. Alla mezz’ora, però, la Scozia passa a condurre con un piazzato di Laidlaw da quasi quaranta metri, a punire una scorrettezza gallese al breakdown forzata dall’ottimo lavoro di John Hardie.

Biggar ricuce lo strappo con un calcio, ma la Scozia riesce comunque ad andare a riposo in vantaggio con l’ultimo calcio di Laidlaw arrivato da un’altra irregolarità al breakdown – stavolta è Samson Lee a non rotolare via.

HT: Galles-Scozia 10-13

La Scozia torna in campo senza Stuart Hogg, uscito con un dolore alla schiena e sostituito da Jackson, e il Galles, dopo qualche fase giocata nella propria metà campo, riesce a portare la gara in parità grazie ad un piazzato di Biggar a chiudere un’azione nata da un break di George North che ha messo in forte apprensione la difesa scozzese.

Al 53′ la Scozia torna avanti con un calcio di Laidlaw, dopo l’ottimo lavoro del pack in chiusa davanti ai pali gallesi; poi succede di tutto: la Scozia ottiene un’altra punizione al breakdown, Hardie si stacca da una mischia ma perde l’ovale in avanti e l’ala gallese, Tom James si invola sulla fascia sinistra, fermato solo da un placcaggio perfetto di Duncan Taylor. Non è ancora finita, perchè il gioco si sposta sulla fascia destra d’attacco gallese; Laidlaw perde il possesso e Alun Wyn Jones lo placca nell’area di meta scozzese. Dalla mischia, resettata due volte, nasce un’altra azione pericolosissima fatta di numerose fasi che mette alle corde la difesa scozzese che, comunque, tiene benissimo.

La pressione gallese, però, diventa insostenibile e al 64′ Jamie Roberts va in meta di prepotenza sfondando la muraglia difensiva scozzese che non riesce più ad avanzare oltre la propria linea di meta. Biggar trasforma e, dopo tanti sforzi, la Scozia si trova adesso ad inseguire. I Dark Blues subiscono il colpo, perchè nella mischia successiva il pack gallese fa la voce grossa conquistando una punizione preziosa, che regala loro possesso e territorio, e al 70′ il secondo break di North si chiude, stavolta, solo oltre la linea scozzese per la meta che chiude virtualmente la gara.

Biggar trasforma – poco prima di uscire guadagnandosi la standing ovation del Millennium Stadium – scavando un solco di undici punti che, a meno di dieci minuti dal termine, la Scozia non ha né tempo né forza di colmare. Duncan Taylor, però, non ci sta e trova una linea di corsa perfetta – ispirato da Jackson – andando a marcare una meta che è un meritato premio per la prestazione personale del centro dei Saracens. Weir trasforma e la Scozia ha, almeno in teoria, un’ultima occasione ma Hidalgo-Clyne, appena entrato, sbaglia il riciclo da una ruck e la gara si chiude qui.

FT: Galles-Scozia 27-23

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