6 Nations: L’Inghilterra mantiene la Calcutta Cup

imageBT Murrayfield (Edimburgo) – L’Inghilterra mantiene il possesso della Calcutta Cup – che alberga nella bacheca di Twickenham dal 2009 – vincendo una gara tutt’altro che entusiasmante; la Scozia invece, in una Highland Cathedral sold out dallo scorso novembre, non riesce a scrollarsi di dosso i propri fantasmi e spreca una grandissima occasione per costruire su quanto di buono fatto vedere nell’ultima RWC. I Dark Blues non sono mai riusciti ad imporre il proprio gioco e hanno preferito aspettare l’avversario per colpirlo in contrattacco ma senza mai riuscire a farsi pericolosi nei 22m avversari. Per la Rosa, dopo l’umiliazione subita lo scorso ottobre nella RWC casalinga, un brodino da cui ripartire ma la sensazione e’ che il lavoro da fare, per Eddie Jones, sia davvero tanto. Aspettarsi una svolta al Principality Stadium di Cardiff settimana prossima per la Scozia potrebbe essere letto come una dichiarazione di fede; piu’ verosimile che, anche quest’anno, il 6 Nations dei Dark Blues si decida nello scontro diretto con l’Italia.

L’Inghilterra parte subito in attacco e si capisce fin dal calcio d’inizio – profondo nei 22m scozzesi – che Dylan Hartley e compagni sono venuti al Murrayfield con la chiara intenzione di imporre il proprio gioco. La Scozia, ovviamente, sa che non puo’ lasciare campo alla Rosa e fa subito la voce grossa in mischia ordinata, conquistando la prima punizione della gara alla terza mischia giocata al limite dei propri 22m.

La gara resta equilibrata – anche grazie ad un drop sballato di Ford dopo una bella azione multifase – ma si gioca quasi sempre nella meta’ campo scozzese; l’Inghilterra porta pressione con Watson e Nowell, guadagnando una punizione ai 5m dopo che Hogg, in recupero su un calcio di avanzamento proprio dell’ala dei Chiefs, non riesce a liberare e viene placcato nella sua area di meta.
Inevatible, arriva la meta inglese nell’azione successiva; il pack in bianco vince la mischia e Robshaw e’ bravo a staccarsi, creando un mismatch sfruttato alla perfezione da Kruis che batte prima Richie, poi Jonny Gray prima di andare di forza oltre la linea. George Ford aggiunge i due punti della trasformazione ma Laidlaw, poco dopo, accorcia le distanze con un piazzato da quasi quaranta metri. Il calcio di Laidlaw e’ importante soprattutto per il morale di pubblico e squadra in campo, perche’ spezza l’inerzia inglese e non consente alla Scozia di deprimersi.

I Dark Blues, infatti, cominciano a macinare gioco e a mettere sotto pressione la difesa avversaria che si salva prima con l’indisciplina, poi per un pasticcio scozzese al breakdown sui 5m che costringe poi la Scozia a commettere un fallo per impedire la ripartenza avversaria.

La gara entra nel secondo quarto senza avere ancora assunto una fisionmia definita, perche’ l’Inghilterra, che resta la squadra piu’ bilanciata, ha perso un po’ dello smalto iniziale, mentre la Scozia, che vive di fiammate, continua a commettere troppi errori di handling.

Un calcio di liberazione di Finn Russell si trasforma in una touche, prima che un up-and-under di Hogg riscatti il suo avvio un po’ difficile fruttando un calcio di punizione – ottima pressione di Seymour a sostegno sul ricevitore inglese, Ford – che Laidlaw manda pero’ di poco a lato.

Dopo qualche fase un po’ confusa, la Scozia conquista un’altra punizione dopo aver vinto una scrum e sceglie la penal’touche, che non si porta in dote punti preziosi perche’ i Dark Blues perdono il possesso poco dopo per un in-avanti poco addentro ai 22m inglesi. La Scozia, pero’, continua a spingere e l’ottima pressione in un breakdown costringe Launchbury al tenuto e manda Laidlaw dalla piazzola che riduce lo svantaggio ad un solo punto, a tre minuti dall’intervallo.

I Dark Blues hanno ancora la forza di spingere e trovano una punizione, da cui nasce un’azione che si chiude con un drop di Russell che finisce a lato a tempo scaduto. Per come si e’ messa la gara, la Scozia puo’ essere soddisfatta di andare a riposo sotto solo di un punto e, soprattutto, con il morale alto. Per i Dark Blues sara’ fondamentale tenere alta la guardia e la concentrazione nel terzo quarto di gara, perche’ se l’Inghilterra dovesse prendere il largo diventerebbe complicato ricucire lo strappo – vista anche la difficolta’ nell’avvicinarsi alla linea di meta inglese.

La ripresa si apre come si era chiuso il primo tempo, ovvero con la gara sempre in equilibrio e in attesa del ‘colpo’ che possa aprire definitivamente le ostilita’; dopo qualche fase confusa, in cui entrambe le squadre regalano punizioni che non fruttano pericoli, al 48′ Jonny Gray fa crollare una maul sui propri 10m. Hartley discute con Ford ma Farrell decide di calciare tra i pali; il centro dei Saracens spedisce l’ovale a lato ma si rifa’ poco dopo, quando offre a Jack Nowell l’assist decisivo che manda l’ala degli Exeter Chiefs in meta sotto l’East Stand.

Farrell manca il secondo calcio consecutivo, da posizione molto angolata, ma l’Inghilterra adesso sembra aver trovato la chiave per scardinare la difesa scozzese; Eddie Jones toglie Danny Care e inserisce Ben Youngs, poco prima che la Rosa conquisti un’altra punizione per crollo della maul – con Lacey che richiama ufficialmente Jonny Gray. Farrell stavolta calcia in touche, segno che la fiducia dei Bianchi e’ adesso al top ma un brutto errore di Youngs per poco non costa carissimo.

Il mediano di mischia dei Tigers si fa intercettare un passaggio da Finn Russell che pero’, con il campo spalancato davanti a se’ e Hogg in sostegno, decide inspiegabilmente di calciare l’ovale in avanti, sprecando un’occasione clamorosa. La Scozia vince con Jonny Gray la touche successiva ma non riesce a costruire un’azione pericolosa per l’ennesimo errore di handling.

Al 62′ la Rosa riesce a portare il proprio vantaggio oltre il break per la prima volta con un piazzato di Farrell a punire una scorrettezza del pack scozzese in mischia chiusa; mentre sugli spalti si alza, contrastato da una salva di fischi, lo “swing low, sweet chariot” dei tifosi inglesi che capiscono che questo potrebbe essere il momento che decide l’incontro, la Scozia sembra un po’ in confusione.

Cotter toglie Ford, Barclay e Seymour inserendo McInally, Cowan e Taylor ma non ottiene la scossa desiderata, perche’ mediana e centri, che oggi non hanno impressionato, restano in campo e continuano a non essere sufficientemente reattivi nel cambio di passo. Arrivano, pero’, tre punti ‘pesanti’ dalla piazzola con un piazzato di Laidlaw che riportano i Dark Blues sotto il break e rida’ speranze a tutto l’ambiente.

La punizione regalata da Farrell, che va a spingere Laidlaw che cerca di difendere l’ovale verso la linea laterale e la ‘scaramuccia’ tra i due estremi, Hogg e Brown, ci porta negli ultimi cinque, decisivi minuti senza che nessuna delle due squadre in campo abbia in mano il match.

A tre minuti dalla fine l’Inghilterra ottiene un calcio di punizione che, di fatto, chiude il match; i Bianchi mantengono il possesso dell’ovale passando attraverso le fasi e vincono il possesso anche nell’ultima mischia chiusa – arrivata per un in-avanti scozzese – regalando a Ford l’onore di calciare augli spalti l’ovale che decreta la fine del match e spegne le speranze scozzesi di riprendersi la Calcutta Cup.

Scozia 9
Inghilterra 15

Score: 13′ Kruis m Ford tr (0-7), 16′ Laidlaw cp (3-7), 37′ Laidlaw cp (6-7); 50′ Nowell m (6-12), 62′ Farrell cp (6-15), 68′ Laidlaw cp (9-15).

Scozia: 15. Stuart Hogg 14. Sean Maitland 13. Mark Bennett 12. Matt Scott 11. Tommy Seymour 10. Finn Russell 9. Greig Laidlaw (C) 1. Alasdair Dickinson 2. Ross Ford 3. Willem Nel 4. Richie Gray 5. Jonny Gray 6. John Barclay 7. John Hardie 8. David Denton
Panchina: 16. Stuart McInally 17. Gordon Reid 18. Zander Fagerson 19. Tim Swinson 20. Blair Cowan 21. Sam Hidalgo-Clyne 22. Duncan Weir 23. Duncan Taylor

Inghilterra: 15. Mike Brown 14. Anthony Watson 13. Jonathan Joseph 12. Owen Farrell 11. Jack Nowell 10. George Ford 9. Danny Care 1. Joe Marler 2. Dylan Hartley (C) 3. Dan Cole 4. Joe Launchbury 5. George Kruis 6. Chris Robshaw 7. James Haskell 8. Billy Vunipola
Panchina:16. Jamie George 17. Mako Vunipola 18. Paul Hill 19. Courtney Lawes 20. Jack Clifford 21. Ben Youngs 22. Alex Goode 23. Ollie Devoto

HT: 6-7
Note: 6C, pomeriggio umido ma senza pioggia, vento a tratti, campo perfetto. Prima del match rispettato il consueto cerimoniale con la HRH The Princess Royal che passa in rassegna le squadre. Al 69′ Zander Fagerson diventa il pilone piu’ giovane a debuttare in piu’ di un secolo con la maglia della Scozia.
Man of the match: Billy Vunipola (Inghilterra)
Spettatori: 67144 (Sold out)
Arbitro: John Lacey (IRFU)

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