Esclusiva: Goosen è “orgoglioso della prova dei ragazzi”

Marius Goosen è "orgoglioso della prova dei suoi ragazzi" (mia foto)
Marius Goosen è “orgoglioso della prova dei suoi ragazzi” (mia foto)

BT Murrayfield (Edimburgo) – Marius Goosen riparte dalla Scozia, nel suo secondo periodo da capo allenatore del Benetton Treviso, con una prestazione orgogliosa che, però, non riesce a cancellare lo zero dalla casella delle vittorie stagionali dei Leoni.

La prima volta che Goosen era diventato head coach di Treviso, dopo l’addio di Franco Smith nel dicembre 2013, ha dovuto rinviare il suo debutto a causa dell’inagibilità del terreno di gioco dello Scotstoun Stadium di Glasgow ; stasera fa freddo, ma il terreno di gioco ibrido del BT Murrayfield non presenta problemi e i Leoni possono scendere in campo, al termine di una delle settimane più difficili della loro storia recente.

Siamo tutti dispiaciuti per quello che è successo, è stata una settimana difficile; non abbiamo neanche avuto tempo di lavorare perchè avendo giocato domenica scorsa abbiamo avuto solo mercoledì come giornata piena per preparare la gara di stasera. Loro sono una squadra forte, soprattutto in casa, e posso dire di essere orgoglioso dei ragazzi questa sera, perchè hanno messo veramente tutto in campo“, dice Goosen al termine dell’incontro.

Abbiamo lottato e siamo rimasti in partita quasi fino alla fine e ci dispiace di aver preso la meta a tempo scaduto, ma siamo consapevoli che la prestazione di stasera è un punto di partenza per le prossime partite. Ambrosini ha fatto bene, merita di avere l’opportunità di giocare apertura e in generale sono contento di come i ragazzi hanno giocato; questa potrebbe essere l’ossatura della squadra per le prossime gare.

Hayward è rimasto a riposo perchè è diventato papà in settimana e abbiamo pensato di dargli tempo di stare con la famiglia. Ho cambiato qualcosa nel nostro gioco“, continua l’head coach, “soprattuto nella struttura dell’attacco e nel modo in cui noi vogliamo sviluppare la fase offensiva, ma purtroppo non abbiamo pause adesso per poterci allenare meglio e possiamo mettere a punto i dettagli solo durante la settimana, è difficile ma ci proveremo“.

L’obiettivo per la seconda parte di stagione? Sinceramente è difficile pensare di lavorare in prospettiva del prossimo anno, se non si sa chi sarà l’allenatore, ma nelle prossime settimane dovremo lavorare per prepararci al meglio ai prossimi impegni, perchè compresa l’ultima partita di Champions Cup contro Munster avremo cinque gare in casa e vogliamo fare bene. Se riusciremo a lavorare come sappiamo, sono convinto che possiamo ancora cambiare la nostra stagione“.

Anche nelle fasi statiche abbiamo fatto bene, ma in questo sport servono ‘momentum’ e fiducia e questo, adesso, ci manca. Se guardiamo come i ragazzi hanno giocato stasera nei punti d’incontro, come si sono sempre buttati e hanno performato, si vede che il potenziale c’è ma al momento ci manca la fiducia. Quando si continua a perdere, del resto, la confidenza viene a mancare.

Prendiamo la prima delle due gare contro le Zebre, quella a Parma, che abbiamo perso all’ultima azione dopo essere stati davanti. Sono convinto che se fossimo riusciti a vincere quella partita, avremmo avuto una chance di vincere anche quella in casa, ma, ripeto, in questo sport la fiducia è fondamentale. Io non sono una persona che scappa da questa situazione, sono uno che lotta sempre così come la squadra, e siamo convinti che vogliamo uscire da questa situazione, lottando fino alla fine“.

Nel prossimo turno il Benetton Treviso sarà impegnato in Europa contro i Leicester Tigers e, inevitabilmente, il discorso cade sulle ultime ‘sparate’ della stampa inglese, che, every now and then, mette in discussione la il diritto delle squadre italiane di partecipare alla massima competizione europea. “Il rugby in Italia, in questo momento, non sta attraversando un bel periodo onestamente ma stiamo lavorando tutti per cambiare. Ovviamente ci sarà sempre qualcuno che critica, ma sinceramente non mi interessa molto quello che dicono gli altri perchè credo che ognuno si debba concentrare sul proprio lavoro senza guardare gli altri. Dobbiamo dimostrare nelle prossime due partite, per noi e per il rugby italiano, che possiamo stare in questa competizione.

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