“il rugby degli altri”: Heyneke Meyer lascia la guida degli Springboks

Version 2Heyneke Meyer settimana scorsa ha fatto sapere alla South African Rugby Union (SARU) che “he no longer wished to be considered as a candidate to coach the Springboks”, annunciando di fatto le sue dimissioni dalla guida della Nazionale sudafricana, di cui è diventato head coach nell’immediato post-RWC2011.
Meyer, che al momento del suo arrivo come guida tecnica ha trovato i Bokke al quarto posto dell’allora ranking IRB, ha portato gli Springbok al secondo posto del ranking al termine della sua prima stagione.
Gli Springboks, sotto la guida dell’head coach, hanno registrato alcune vittorie significative, tra cui quelle record contro l’Australia a Brisbane (38-12), contro l’Argentina a Soweto (73-13) e il primo successo sulla Francia in 16 anni, oltre a due tour autunnali in Europa senza sconfitte.
In 50 partite giocate durante la gestione di Heyneke Meyer, gli Springboks ne hanno vinte 34, con due pareggi. Il Sud Africa ha chiuso al terzo posto la RWC2015, perdendo in semifinale contro la Nuova Zelanda – che si è confermata Campione del Mondo – e battendo l’Argentina nella ‘finalina’ dell’Olympic Stadium di Londra. La sconfitta rimediata contro il Giappone nella prima gara della fase ad eliminazione diretta della massima competizione iridata, forse, ha segnato il punto più basso della sua gestione e, in qualche modo, portato l’head coach a prendere la decisione di non rimanere alla guida degli Springboks.“I have always put the Springboks first in my time as coach and since returning from England I have realised that as much as I believe I still have a lot to offer, the time has come for change,” dice Meyer al sito ufficiale della SARU. Prima di diventare head coach dei Boks, Meyer è stato alla guida dei Leicester Tigers in Premiership.

I have put my heart and soul into the job and did my very best. I believe that, overall, I leave the team with much to look forward to in 2016, with new structures in place to ensure the Springboks will remain competitive on the world stage.
The number of young players that have been blooded over the past four seasons, who chose to remain in South Africa, leave the team in a great position to move on in the next few years. I would like to wish the next coach all the success in this wonderful position”.

Heyneke Meyer non ha mai perso occasione, anche nelle conferenze stampa durante l’ultima RWC in Inghilterra, di sottolineare l’importanza  e il ‘peso’ della maglia del Sud Africa, il dovere morale di provare sempre a vincere per rendere orgogliosa una intera Nazione. “The Springboks are a special team and carrying the hopes of a nation is a huge responsibility and great privilege. I realised that yet again with all the support I received from ordinary South Africans, both at the World Cup and upon our return to the country. Thank you to the countless faithful, positive and passionate supporters that have made my job as coach a joy”.

In chiusura, un pensiero alla Federazione ma, soprattutto, ai giocatori: “To everyone at SARU and for the hard work and commitment of my management and support team, I will be forever thankful. And finally to the players – you are ultimately the reason why I coach and you’ve enriched my life in the last four years.

Il rugby internazionale perde – temporaneamente, ne siamo sicuri – un grande uomo, oltre che un ottimo head coach. La speranza di tutti è che, passato il momento di riposo e riflessione, Heyneke Meyer torni subito a guidare una squadra.
Il nostro sport ha bisogno di persone come lui.

(Per le citazioni di Heyneke Meyer e i dati statistici, credit: http://www.sarugby.co.za)

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