Champions Cup: Saints padroni allo Scotstoun. Warriors, la strada verso i quarti è già in salita

SAMSUNGScotstoun Stadium (Glasgow) – I Northampton Saints vincono la seconda gara consecutiva della loro campagna europea, bissando a Glasgow il successo casalingo ottenuto sugli Scarlets settimana scorsa, e lanciano la sfida al Racing 92 per il primo posto nella pool 3. I Warriors, dal canto loro, perdono una gara in cui, salvo rare eccezioni, non sono mai stati protagonisti e l’aspetto che più dovrebbe preoccupare Townsend e i suoi ragazzi è il fatto che il risultato è giusto e frutto di una brutta prestazione. Insomma, più che la sconfitta, colpisce il modo in cui è maturata, con i Warriors apparsi in difficoltà netta nei set-pieces e, anche per colpa di questo, mai capaci di rendersi pericolosi. Anche in fase difensiva, la scorsa stagione uno dei punti di forza della squadra, gli scozzesi hanno mostrato qualche passaggi a vuoto preoccupante per il prosieguo di stagione, ma forse il problema più grande di questi Warriors, e si spera resti relegato a questa gara, è la mancanza di personalità; serve una scossa all’ambiente ma l’impressione è che, in una pool difficile come questa, una sconfitta casalinga sia sufficiente per dichiarare l’avventura europea già terminata.

La gara, per i Warriors, si era aperta bene, almeno nelle primissime fasi di gioco. L’indisciplina dei Saints manda subito Finn Russell dalla piazzola due volte nei primi cinque minuti; l’apertura scozzese manca il primo calcio ma non il secondo, regalando ai suoi il primo vantaggio del match.

Gli inglesi, però, vanno in meta alla prima vera occasione; nell’azione successiva, Myler prova un up-and-under poco dentro i 22m avversari che coglie impreparata la difesa dei Warriors (con Burrell che va a disturbare Hogg) dando a George Pisi l’occasione per schiacciare l’ovale oltre la linea vicinissimo ai pali. Gauzere chiede l’intervento del TMO prima di convalidare la marcatura del centro inglese, trasformata da Myler.

Nell’azione che porta i Saints in meta si infortuna MacArthur, sostituito dal georgiano Mamukashvili che fa il suo esordio con la maglia dei Warriors.

La gara non è ancora decollata, ma i Saints fanno capire – con due placcaggi “tosti”, prima North su Hogg, poi di Haywood su Russell, che Gauzere sanziona con un penalty – di essere venuti in Scozia determinati a portarsi a casa il risultato. Al 15′ è ancora Myler protagonista, con un grubber che costringe Hogg ad un recupero disperato; l’estremo scozzese si trascina l’ovale nell’area di meta prima di annullare l’azione e il gioco riprende con una mischia sui 5m per i Saints. Il pack inglese domina ancora e manda Myler dalla piazzola che allunga il vantaggio sul 3-10.

Tre minuti dopo i Warriors restano in inferiorità numerica, quando Ryan Grant si prende un giallo “cumulativo” per crollo volontario di una mischia – aspetto in cui gli scozzesi, nel primo quarto di gara, sono apparsi in grosse difficoltà.

Al 21′ Myler calcia ancora tra i pali l’ennesima punizione concessa dalla nervosa difesa dei Glaswegians, che dopo la meta subita sono andati un po’ in confusione, allungando il gap oltre il break per la prima volta.

I Warriors provano a rientrare in partita ma tutti i loro tentativi si infrangono contro la difesa avversaria, o vengono sprecati con una pessima esecuzione delle touche; i Saints, che sembrano in totale controllo della gara, vanno in meta al 29′ con l’ala Tuala al termine di un’azione “lineare”  in velocità che si sviluppa in orizzontale, da sinistra a destra. Bruttissima lettura della difesa scozzese a ancora più brutto il placcaggio mancato da Hogg sull’ala avversaria.

Myler manca la trasformazione ma quando Grant torna in campo, i Warriors devono scalare una montagna alta quindici punti se vogliono tornare in partita. Russell spedisce sul palo un piazzato che crea, comunque, qualche apprensione alla difesa inglese, costretta, sul rimbalzo, a lanciare l’ovale oltre la linea di fondo campo.

Il pack  dei Warriors vince la prima mischia e crea la piattaforma ideale per la meta di Horne che, trasformata da Russell, ridà coraggio ai padroni di casa. I Saints, comunque, chiudono la prima frazione in attacco e riescono a prendersi altri tre punti con il pack, che vince l’ultima scrum a tempo scaduto; Myler conferma che Mallinder ha avuto ragione nella sua scelta e manda i suoi a riposo oltre il break.

Gli inglesi, finora, hanno fatto la partita che, un po’ tutti, si sarebbero aspettati da parte dei Warriors: precisi e determinati in difesa, concreti in attacco e concentrati nei set-pieces. I Glaswegians, se vogliono rientrare in gara, devono inventarsi qualcosa nelle prime fasi del secondo tempo ma i Saints – che tornano in campo con Fotuali’i al posto di Dickson in mediana – non sembrano intenzionati a mollare la presa.

La prima azione pericolosa, infatti, è ancora di marca inglese – per pochissimo Tuala non riesce, con una magia da equilibrista, ad andare in meta – ma i Warriors, dopo qualche difficoltà, riescono finalmente a giocare più di qualche fase nei 22m avversari, costringendo la difesa inglese a ricorrere all’indisciplina per fermare un paio di avanzate pericolose. Le punizioni, però, non sortiscono l’effetto sperato – ovvero, punti a referto – e i Saints tornano in possesso dell’ovale, vincendo anche la prima scrum della ripresa nella propria metà campo e alleggerendo subito la pressione con una penal’touche.

Quando ripartono, poi, i Saints fanno subito malissimo. Ben Foden recupera un bruttissimo calcio di liberazione e si lancia in attacco, spaccando la difesa scozzese – brutto errore di Horne, stavolta, che manco il placcaggio sull’estremo inglese – e creando le condizioni favorevoli per la terza meta. Foden, ricevuto l’ovale, decide di optare per un passaggio al piede su cui Tuala si lancia in tuffo per schiacciare l’ovale oltre la linea.

Myler spedisce la trasformazione sul palo, ma sullo Scotstoun cala il gelo. Townsend cambia tre uomini, togliendo uno spento Stuart Hogg – con Favaro e Grant – e inserendo Naiyaravoro, Wilson e Reid – con Seymour che si sposta estremo per fare spazio all’ala australiana.

I cambi danno la scossa sperata, perchè i Warriors iniziano a spingere, costringendo i Saints a restare in inferiorità – giallo a Burrell quando Gauzere perde la pazienza per il deliberato rallentamento del gioco al breakdown – e trovano la meta con Strauss nell’azione successiva, quando Russell – che non trasforma – decide di battere veloce la punizione sui 5m avversari.

I Warriors, però, non sembrano in grado di mantenere la pressione per colpa della pessima esecuzione delle touche – Mamukashvili paga carissima la non perfetta conoscenza dei meccanismi del line-out scozzese –  e di errori ‘banali’ che aggiungono ulteriore tensione ad un gruppo che, a quindici minuti dal termine con undici punti da recuperare, avrebbe bisogno di calma e disciplina, oltre che di  una guida. Gli scozzesi, stasera, pagano anche la mancanza di un leader in campo, di un giocatore capace di mantenere l’ordine quando la barca, come è successo in questa gara, fa acqua da più di una falla.

Si arriva così negli ultimi dieci minuti con il vantaggio dei Saints mai davvero in discussione e con gli inglesi che, dopo qualche minuto passato in difesa, riescono ad alzare il baricentro alla ricerca della quarta meta che garantirebbe loro un importantissimo punto di bonus offensivo. La meta, però, non arriva. I Saints conquistano la seconda vittoria europea, per i Warriors, invece, la strada verso i quarti è già terribilmente in salita.

Glasgow Warriors 15
Northampton Saints 26

Score: 5′ Russell cp (3-0), 7′ G.Pisi m Myler tr (3-7), 15′ Myler cp (3-10), 21′ Myler cp (3-13), 29′ Tuala m (3-18), 34′ Horne m Russell tr (10-18), 40′ Myler cp (10-21); 51′ Tuala m (10-26), 57′ Strauss m (15-26).

Glasgow Warriors 15. Stuart Hogg 14. Tommy Seymour 13. Mark Bennett 12. Peter Horne 11. Sean Lamont 10. Finn Russell 9. Mike Blair 1. Ryan Grant 2. Pat MacArthur 3. Sila Puafisi 4. Leone Nakarawa 5. Jonny Gray 6. Rob Harley 7. Simone Favaro 8. Josh Strauss
Panchina:16. Shalva Mamukashvili 17. Gordon Reid 18. Zander Fagerson 19. Tim Swinson 20. Ryan Wilson 21. Grayson Hart 22. Richie Vernon 23. Taqele Naiyaravoro

Northampton Saints: 15 Ben Foden 14 Ahsee Tuala 13 George Pisi 12 Luther Burrell 11 George North 10 Stephen Myler 9 Lee Dickson (C) 1 Alex Waller 2 Mikey Haywood 3 Kieran Brookes 4 Michael Paterson 5 Christian Day 6 Jamie Gibson 7 Tom Wood 8 Sam Dickinson
Panchina: 16 Matti Williams 17 Ethan Waller 18 Paul Hill 19 Jon Fisher 20 Teimana Harrison 21 Kahn Fotuali’i 22 JJ Hanrahan 23 Jamie Elliott

HT: 10-21
Note: 2°C, pomeriggio freddo, cielo poco nuvoloso, vento quasi assente. Prima del match, osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli attentati di Parigi e di Jonah Lomu, scomparso in settimana.
Sin bin: 19′ Ryan Grant (Glasgow Warriors), 57′ Luther Burrell (Northampton Saints)
Man of the match: Kieran Brookes (Northampton Saints)
Spettatori: 6800 (sold-out)
Arbitro: Pascal Gauzere (FFR)

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