Sei Nazioni: L’Inghilterra conquista la Calcutta Cup, Scozia orgogliosa ma troppo indisciplinata

RBS Six Nations webchatUna Scozia orgogliosa ma troppo indisciplinata viene battuta pesantemente (38-18) dall’Inghilterra e dovra’ attendere almeno altri due anni prima di riscrivere la storia dei confronti con l’Auld Enemy.

L’Inghilterra gioca una buona partita, spingendo sull’acceleratore fin dall’avvio per mettere pressione sugli avversari ed indirizzare l’incontro ma, nonostante sia proprio la Nazionale della Rosa a sbloccare il risultato con Farrell (3-0, punizione concessa per mani in ruck di Murray) e’ la Scozia che marca la prima meta, con Maitland che bagna l’esordio andando oltre la linea  dopo un break di Stuart Hogg. Maitland, neozelandese di origini scozzesi, si ripete a Twickenham dopo le due mete in maglia Crusaders di unaio di stagioni orsono, Laidlaw non trasforma e la gara subisce la prima scossa.

L’Inghilterra continua nella sua opera di pressione e, grazie alla troppa indisciplina di una generosa quanto ingenua Scozia, passa grazie al piede di Farrell e trova la prima meta con Ashton, che finalizza di prepotenza un’azione fatta di pick and go insistenti. Rolland, direttore di gara irlandese, si consulta col TMO che convalida la meta al primo replay. Un’altra scorrettezza scozzese (placcaggio alto di Beattie su Waldrom) porta il massimo vantaggio dei Bianchi (19-8). Il primo tempo si chiude 19-11 grazie ad un piazzato di Laidlaw.

In avvio di ripresa la seconda scossa, quella decisiva per il destino del match. Billy Twelvetrees, al debutto con la maglia della Nazionale, finalizza un’altra azione fatta di numerose fasi, che evidenzia la supremazia inglese nei breakdown. Poi, pochi minuti dopo, ancora una meta inglese, stavolta tocca a Parling finalizzare uno spunto di Ben Youngs che “vendica” la meta annullata meno di un minuto prima per fallo di suo fratello. Farrell, meritatissimo man of the match, stavolta non trova i pali ma la gara, sul 33-11, e’ virtualmente chiusa. L’orgoglio della Scozia porta Hogg a marcare la seconda meta dell’incontro, al termine di una ripartenza avviata da Jackson e Maitland e conclusa in tuffo dall’estremo dei Warriors, uno dei migliori in campo per i Blues.  C’e’ ancora spazio per un’ultima marcatura, con Care che va in meta sotto ai pali a tempo scaduto, per arrotondare il punteggio e punire, forse oltre ai propri demeriti, la Scozia.

Inghilterra 38
Scozia 18

Inghilterra Mete: Ashton, Twelvetrees, Parling, Care / Trasf: Farrell 3 / Puniz: Farrell 3
Scozia Mete: Maitland, Hogg / Trasf: Laidlaw / Puniz: Laidlaw 2

Inghilterra: 15 Alex Goode, 14 Chris Ashton, 13 Brad Barritt, 12 Billy Twelvetrees, 11 Mike Brown, 10 Owen Farrell, 9 Ben Youngs, 8 Ben Morgan, 7 Chris Robshaw (capt), 6 Tom Wood, 5 Geoff Parling, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Tom Youngs, 1 Joe Marler. Sostituti: 16 Dylan Hartley, 17 David Wilson, 18 Mako Vunipola, 19 Courtney Lawes 20 James Haskell, 21 Danny Care, 22 Toby Flood, 23 David Strettle.

Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Sean Maitland, 13 Sean Lamont, 12 Matt Scott, 11 Tim Visser, 10 Ruaridh Jackson, 9 Greig Laidlaw, 8 Johnnie Beattie, 7 Kelly Brown (capt), 6 Alasdair Strokosch, 5 Jim Hamilton, 4 Richie Gray, 3 Euan Murray, 2 Dougie Hall, 1 Ryan Grant. Sostituti: 16 Ross Ford, 17 Moray Low, 18 Geoff Cross, 19 Alastair Kellock, 20 David Denton, 21 Henry Pyrgos, 22 Duncan Weir, 23 Max Evans.

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