“viagogo” confermato come name sponsor degli Autumn Test Matches della Scozia

(Credit: ScottishRugby.org)

(Credit: ScottishRugby.org)

Edimburgo – La Scottish Rugby ha confermato che i prossimi Autumn Test Matches, che vedranno la Scozia impegnata contro Argentina (8 novembre, kick off 5.30pm, BT Murrayfield), Nuova Zelanda (15 novembre, kick off 5.30pm, BT Murrayfield) e Tonga (22 novembre, kick off 2.30pm, “Rugby Park” di Kilmarnock) saranno ancora griffati “viagogo”.

La partnership con il sito specializzato nella vendita online di biglietti per ogni tipo di evento in ogni parte del mondo, della durata di tre anni, continuerà dunque anche nella sponsorizzazione delle gare autunnali.

Settimana prossima Vern Cotter annuncerà i convocati per i test match. Si attende qualche nome ‘nuovo’, come il centro dei Glasgow Warriors, Mark Bennett, che ha avuto un grande inizio di stagione, o la conferma di Adam Ashe, anch’egli apparso ieri in ottima forma.

BT Premiership: Gala cade a Melrose, Heriot’s primi. Accies al primo successo stagionale

IMG_5236Edimburgo – La sconfitta di Gala, nel derby sentitissimo contro Melrose al Greenyards, manda in vetta alla classifica solitari gli Heriot’s, che oggi hanno battuto Ayr al Goldenacre nell’altro big-match dell’ottava giornata.

La corsa dello Stirling County verso la zona-playoffs si interrompe al Malleny Park di Balerno, dove Currie torna alla vittoria. Primo successo stagionale, dopo quattro punti di bonus difensivi e sette sconfitte consecutive, per gli Edinburgh Academicals, che tra le mura amiche del Raeburn Place superano Hawick prendendosi anche il bonus offensivo e accorciando a tre soli punti il distacco con la penultima posizione, occupata proprio dal club dei Borders. Boroughmuir batte i Glasgow Hawks, agganciandoli in classifica.

Ecco i nomi dei ‘pro’ scesi in campo quest’oggi: Tom Ryder (Currie), Rory Hughes, Ryan Wilson (entrambi Stirling County), Tom Brown (Boroughmuir) Grayson Hart (Gala), Ben Toolis (Heriot’s), Ryan Grant, Murray McConnell, Jon Welsh e Will Bordill (Ayr).

BT Premiership, 8° giornata

Boroughmuir-Glasgow Hawks 16-15
Currie RFC-Stirling County 23-22
Edinburgh Academicals FC-Hawick 28-13
Heriot’s-Ayr RFC 25-7
Melrose RFC-Gala RFC 22-10

Classifica: Heriot’s 30 punti, Gala 29, Ayr 28, Melrose 26; Stirling County 22, Currie 18, Hawks e Boroughmuir 15, Hawick 12, Accies 9.

Champions Cup: Townsend si coccola il risultato, “la nostra miglior partita stagionale”

SAMSUNGScotstoun Stadium (Glasgow) – “È stata la nostra miglior performance di questa stagione, non ci sono dubbi, una gara tra due squadre che amano giocare a rugby e che non hanno deluso le aspettative. Abbiamo giocato bene, siamo stati bravi a concedere a Bath solo una meta e, dopo il primo tempo contro Leinster nella prima partita della stagione, posso dire che oggi è stata davvero la miglior gara che abbiamo giocato, ottanta minuti di cui essere orgogliosi“.

Gregor Townsend si presenta in sala stampa col sorriso sul volto, e dalla sua espressione traspare tutta la soddisfazione del gruppo dopo la grande vittoria contro Bath, un esordio da sogno nella nuova competizione europea. I Warriors hanno marcato cinque mete, concedendone solo una agli avversari – peraltro anche questa nata per (de)merito degli scozzesi, con l’errore di Hogg – l’unico del pomeriggio, per essere onesti nei confronti dell’estremo scozzese – a spianare la strada a Joseph. È stata una bellissima giornata, in campo, sugli spalti, con lo Scotstoun Stadium al record stagionale di spettatori e con un’atmosfera difficilmente descrivibile a parole, e anche dal punto di vista del meteo, con una sorta di mini-Indian Summer che ha regalato la cornice perfetta. Una giornata impossibile da dimenticare, per chi ha a cuore il rugby scozzese.

Abbiamo attaccato per tutta la partita, salvo qualche momento, nel primo tempo, in cui abbiamo insistito per qualche volta a calciare lontano. Bath ha scelto di schierare due piloni più mobili, anche se magari inesperti (erano al debutto assoluto oggi, ndr) tenendo in panchina qualcuno più esperto per il secondo tempo, ma questo sinceramente non ci riguarda, sono scelte degli avversari che noi rispettiamo. Ad inizio secondo tempo avremmo potuto marcare la meta del bonus point, ma il TMO ce l’ha negata e abbiamo dovuto aspettare più avanti, come il salvataggio difensivo nel primo tempo ha, forse, cambiato la gara in nostro favore ma nel complesso abbiamo davvero giocato bene. Per fortuna non abbiamo particolari preoccupazioni dal punto di vista degli infortuni, perché al momento non sembrano nulla di grave e i giocatori torneranno ad allenarsi in settimana“.

Matawalu è un giocatore particolare per noi. Oggi ha marcato una meta spettacolare, ma sono le sue prestazioni, la sua versatilità che ci permette di schierarlo in diversi ruoli ad essere importanti per noi. In generale, però, devo dire che tutta la squadra si è distinta oggi“.

Mike Ford, head coach di Bath, riesce a nascondere l’amarezza per una sconfitta brutta e, con queste proporzioni, decisamente inaspettata. “La gara di oggi è una lezione che dobbiamo imparare. Sono dispiaciuto, ovviamente, per il risultato e per alcune mete che abbiamo concesso, specialmente nel primo tempo, ma sappiamo che in Europa gare del genere possono capitare. Non dobbiamo fare drammi, siamo una squadra giovane e alti e bassi vanno messi in considerazione. Non voglio, però, accampare scuse, e va dato merito a Glasgow di aver fatto una grande partita. Da lunedì dobbiamo riprendere ad allenarci in vista della prossima gara, e dobbiamo restare positivi perché, se vogliamo mantenere intatte le ambizioni di fare strada in questa competizione, non possiamo permetterci di perdere contro Toulouse settimana prossima“.

Merito ai Warriors, ma se devo avere un rammarico oggi è il fatto che loro hanno voluto la vittoria più di noi. Giocare in casa aiuta, è indubbio, l’atmosfera oggi è stata incredibile e ha spinto i Warriors, come il nostro pubblico al Rec ci dà una marcia in più. L’anno scorso in Challenge Cup abbiamo vinto un paio di gare in trasferta, ma in questa competizione ci sono avversari più forti, campi più difficili da espugnare e non sempre riesci a recuperare. Ma dobbiamo tenere la testa alta, non fare drammi e tornare ad allenarci“.

Warriors, esordio da sogno in Champions Cup. Bath crolla 37-10 allo Scotstoun

SAMSUNGScotstoun Stadium (Glasgow) – Esordio da sogno per i Glasgow Warriors nella nuova Champions Cup grazie alla netta vittoria su Bath.
I Glaswegians hanno dominato la gara sotto ogni punto di vista; attenti in difesa, decisi nei placcaggi, concreti e ‘cattivi’ nei breakdown, spietati in attacco e nelle ripartenze. I Termali, oggi, non sono mai, tranne un paio di occasioni, riusciti ad esprimere il rugby loro più congeniale, sempre sotto pressione e mai in grado di impensierire gli avversari; settimana scorsa, dopo essere andati sotto contro gli Wasps, avevano sfiorato il colpaccio, ma oggi i Warriors hanno dimostrato di essere, come si dice qui, “different gravy”.
Settimana prossima,  la trasferta di Montpellier dirà se i Warriors sono finalmente pronti per lottare per un posto nei quarti di finale della massima competizione europea; per Bath, invece, un altro passo falso in casa con Toulouse sarebbe quasi un addio ai sogni europei.

Gli avanti delle due squadre hanno subito occasione di mettersi in mostra; prima una maul dei Warriors, partita sui 22m difensivi, arriva ben oltre la metà campo avversaria, poi il pacchetto di mischia dei Termali conquista la prima punizione calciabile del match, che George Ford trasforma nei primi punti.

Dopo qualche minuto di sofferenza, i Warriors iniziano a mettere sotto pressione la difesa di Bath, che capitola al 10′; Bennett è bravissimo ad infilarsi in slalom tra gli avversari, andando a marcare sotto i pali nonostante l’intervento disperato di due avversari. Weir trasforma e lo Scotstoun si accende, ma un brutto errore di Stuart Hogg nell’azione successiva spegne subito l’entusiasmo. Su un calcio di Ford, l’estremo scozzese è impreciso e perde l’ovale; Joseph può recuperare la palla lasciata incustodita e andare a marcare la più facile delle mete, che Ford si incarica di trasformare. La gara torna in equilibrio grazie ad un piazzato di Weir, a punire una scorrettezza di Day che non rotola via, ma Bath vuole far pesare il contraccolpo psicologico della meta subita in quel modo. I Termali continuano, infatti, a testare i nervi degli scozzesi con palloni alti e profondi, che piovono sui ricevitori dei Warriors e, soprattutto, tendono a cercare Hogg.

I Warriors, però, passano in vantaggio con un calcio di Weir – avanti volontario di Joseph – e contengono le avanzate di Bath grazie all’ottimo Fusaro nel turnover decisivo a redimere l’ingenuità di Jonny Gray, che si fa pescare per due volte consecutive ad affossare una maul; Bath, che va in touche in entrambe le occasioni, arriva ad un metro dalla linea ma la difesa scozzese regge benissimo. Poco dopo, i Glaswegians vanno in meta per la seconda volta, con Sean Maitland bravo e testardo nel chiudere al largo un contrattacco ben orchestrato da Pyrgos.

Il mediano di mischia, quest’oggi capitano dei Warriors, ispira anche la terza meta dei suoi, quando coglie impreparata (colpevolmente) la difesa avversaria battendo veloce una punizione e aprendo il gioco sulla sinistra per Hogg che serve a Seymour l’ovale che l’ala va a schiacciare all’altezza della bandierina, eludendo l’intervento disperato di Rokoduguni. Weir manca le due trasformazioni e l’ultima punizione, da quasi quaranta metri, ma i Warriors vanno a riposo sul 23-10. Bath, dal canto suo, deve solo fare un enorme esame di coscienza collettivo nello spogliatoio, perché, come accaduto domenica scorsa all’Adams Park contro gli Wasps, dopo dieci minuti di gioco i Termali sono spariti dal campo.

La ripresa, invece, si apre coi Warriors ancora in attacco. Il TMO annulla la quarta meta degli scozzesi per un avanti millimetrico e sfortunato di van der Merwe, appena entrato al posto di Seymour, ad un soffio dalla linea bianca, ma nella mischia successiva il pack di Bath si supera e riesce ad alleggerire la pressione.

I Warriors continuano a mantenere il pallino del gioco, il possesso dell’ovale e, di conseguenza, l’inerzia del match. Gli scozzesi vincono la prima touche con possesso avversario, che finora hanno scelto di non contestare, e anche in mischia chiusa il pack scozzese ha ormai preso le misure ai Termali. Il merito più grande dei Warriors, però, è di non far esprimere Bath, di inaridire le fonti del gioco, rallentando ogni singolo tentativo di ripartenza degli inglesi. L’ingresso in campo del veterano irlandese Peter Stringer, carta della disperazione dell’head coach Mike Ford per tentare di cambiare le sorti di un match apparso, ormai, segnato, dà nuova linfa agli attacchi di Bath e, soprattutto, mette le due ali in condizione di farsi vedere.

Con l’uscita di Gavin Henson, i Termali smettono di calciare e cominciano ad avanzare alla mano; solo un’impresa della difesa scozzese riesce a fermare Rokoduguni prima che l’ala riesca ad andare in meta, ma nel complesso, sebbene gli attacchi inglesi, adesso, sembrino più organizzati, non riescono comunque a scalfire la granitica difesa scozzese.

I Warriors trovano il punto di bonus offensivo al 66′, dopo quasi mezz’ora di gioco che non ha mosso il tabellino. Swinson è bravissimo, sui 10m difensivi, nel turnover che dà il via all’azione; Matawalu riceve l’ovale e mette in mostra tutte le sue qualità di giocatore di Sevens, partendo da solo, calciando per se stesso e andando a recuperare la palla, fingendo anche un offload su Maitland prima di schiacciare in meta. Bath non c’è più e nell’azione successiva DTH van der Merwe serve con un grubber Mark Bennett che trova la personale doppietta e chiude virtualmente la gara.

Glasgow Warriors 37
Bath Rugby 10

Score: 4′ Ford cp (0-3), 10′ Bennett m Weir tr (7-3), 12′ Joseph m Ford tr (7-10), 18′ Weir cp (10-10), 24′ Weir cp (13-10), 29′ Maitland m (18-10), 36′ Seymour m (23-10); 66′ Matawalu m Weir tr (30-10), 70′ Bennett m Weir (37-10).

Glasgow Warriors: 15. Stuart Hogg 14. Sean Maitland 13. Mark Bennett 12. Peter Horne 11. Tommy Seymour 10. Duncan Weir 9. Henry Pyrgos (C) 1. Gordon Reid 2. Pat MacArthur 3. Euan Murray 4. Leone Nakarawa 5. Jonny Gray 6. Rob Harley 7. Chris Fusaro 8. Adam Ashe
Panchina: 16. Dougie Hall 17. Jerry Yanuyanutawa 18. Rossouw de Klerk 19. Tim Swinson 20. Tyrone Holmes 21. Niko Matawalu 22. Finn Russell 23. DTH van der Merwe

Bath Rugby: 15. Gavin Henson 14. Semesa Rokoduguni 13. Jonathan Joseph 12. Kyle Eastmond 11. Anthony Watson 10. George Ford 9. Micky Young 1. Nick Auterac 2. Ross Batty 3. Henry Thomas 4. Stuart Hooper (C) 5. Dave Attwood 6. Dominic Day 7. Guy Mercer 8. David Sisi
Panchina: 16. Rob Webber 17. Paul James 18. David Wilson 19. Charlie Ewels 20. Tom Ellis 21. Peter Stringer 22. Ollie Devoto 23. Horacio Agulla

HT: 23-10
Note: 17C, sole a tratti, vento forte (16mph).
Sin bin:
Man of the match: Henry Pyrgos (Glasgow Warriors)
Spettatori: 6746
Arbitro: Jerome Garces (FFR)

Colpo Embra! Grande vittoria esterna a Bordeaux

(Screenshot dal profilo Twitter ufficiale di Edinburgh Rugby)

(Screenshot dal profilo Twitter ufficiale di Edinburgh Rugby)

Edinburgh Rugby apre la sua seconda apparizione in Challenge Cup con una grande, quanto inattesa, vittoria in trasferta contro l’Union Bordeaux-Begles (15-13).

Il primo tempo è abbastanza noioso e avaro di emozioni, con i francesi che vanno a riposo sul 3-0 grazie ad un piazzato di Lionel Beauxis al minuto 32, conquistato dal pack, dominante in mischia chiusa.

In avvio di ripresa la partita si anima; prima Tim Visser va in meta, portando avanti i suoi, ma pochi minuti dopo sono i francesi a trovare lo spunto giusto con Serin (e Beauxis aggiunge i due punti dalla piazzola). L’apertura francese allunga ancora il vantaggio dell’UBB fino al 13-5, prima che i Gunners trovino nel finale la meta tecnica (arrivata dopo che i Gunners si erano accampati sui 5m avversari e continuavano a mettere pressione sugli avversari) che regala loro la prima, importantissima vittoria stagionale in Europa. Il piede di Tom Heathcote, subentrato nella ripresa a Phil Burleigh (che si è anche preso un cartellino giallo) fissano il risultato sul 13-15 finale.
Negli ultimi minuti, l’UBB resta addirittura in 13 dopo i gialli mostrati a Lespinasse e Graham, e Bernard manca il drop del successo.

Union Bordeaux-Begles 13
Edinburgh Rugby 15

Score: 32′ Beauxis cp (3-0); 45′ Visser m (3-5), 49′ Serin m Beauxis tr (10-5), 58′ Beauxis cp (13-5), 70′ Heathcote cp (13-8), 72′ meta tecnica Edinburgh Heathcote tr (13-15).

HT: 3-0
sin bin: 65′ Phil Burleigh (Edinburgh Rugby), 73′ Jean-Blaise Lespinasse (UBB), 74′ Matthew Graham (UBB)

Champions Cup: Pyrgos capitano e Ashe titolare nei Warriors per la supersfida contro Bath

Henry Pyrgos sarà il capitano dei Warriors contro Bath (Credit: GlasgowWarriors.org)

Henry Pyrgos sarà il capitano dei Warriors contro Bath (Credit: GlasgowWarriors.org)

Edimburgo – Adam Ashe, giovane talento sbocciato nell’accademia (EDP) dei Warriors, parte titolare al centro della terza linea nella supersfida di domani contro Bath, kick off previsto alle 3.15 BST (le 16:15 italiane). È il giovane avanti, che sostituisce l’infortunato Josh Strauss, la novità più “clamorosa” nel XV scozzese, che sarà guidato da Henry Pyrgos, mediano di mischia che dopo l’addio di Chris Cusiter, passato in estate ai Sale Sharks, ha ereditato il ruolo di ‘insostituibile’ in quel ruolo, anche perché il figiano Matawalu ha dimostrato una grande versatilità.

I Warriors debutteranno in casa nella massima competizione europea per la prima volta dopo due stagioni e, ironia della sorte, l’ultima volta che hanno aperto la campagna europea tra le mura amiche (allora si giocava al Firhill Stadium) l’avversario erano ancora i Termali, e in quell’occasione i Warriors si imposero 26-21 con una meta di Richie Gray arrivata nel finale. Suo fratello, Jonny, torna nella squadra in seconda linea, in coppia con Leone Nakarawa e al posto di Tim Swinson, che partirà dalla panchina così come il sopracitato Matawalu. Weir si riprende la maglia numero 10, mentre Sean Maitland gioca all’ala (con van der Merwe che si accomoda in panchina).

Per quanto riguarda Bath, reduce dalla brutta sconfitta contro gli Wasps domenica scorsa, il gallese Gavin Henson mantiene la maglia numero 15, mentre in prima linea i due piloni Nick Auterac e Henry Thomas faranno il loro debutto, così come David Sisi che giocherà la prima partita della stagione al centro della terza linea. Nei trequarti, l’unico cambio è in mediana, col ritorno di Micky Young a numero 9 in coppia con il confermatissimo George Ford.
In panchina, assieme al veterano Peter Stringer, siederanno i due giovani prodotti dell’Accademia di Bath e membri dell’Inghilterra Under20, Charlie Ewels e Tom Ellis.

Glasgow Warriors: 15. Stuart Hogg 14. Sean Maitland 13. Mark Bennett 12. Peter Horne 11. Tommy Seymour 10. Duncan Weir 9. Henry Pyrgos (C) 1. Gordon Reid 2. Pat MacArthur 3. Euan Murray 4. Leone Nakarawa 5. Jonny Gray 6. Rob Harley 7. Chris Fusaro 8. Adam Ashe
Panchina: 16. Dougie Hall 17. Jerry Yanuyanutawa 18. Rossouw de Klerk 19. Tim Swinson 20. Tyrone Holmes 21. Niko Matawalu 22. Finn Russell 23. DTH van der Merwe

Bath Rugby: 15. Gavin Henson 14. Semesa Rokoduguni 13. Jonathan Joseph 12. Kyle Eastmond 11. Anthony Watson 10. George Ford 9. Micky Young 1. Nick Auterac 2. Ross Batty 3. Henry Thomas 4. Stuart Hooper (C) 5. Dave Attwood 6. Dominic Day 7. Guy Mercer 8. David Sisi
Panchina: 16. Rob Webber 17. Paul James 18. David Wilson 19. Charlie Ewels 20. Tom Ellis 21. Peter Stringer 22. Ollie Devoto 23. Horacio Agulla

Edinburgh, tutto pronto per l’esordio europeo nella nuova Challenge Cup

Alan Solomons (Credit: Jason O'Callaghan)

Alan Solomons (Credit: Jason O’Callaghan)

Edimburgo – “Andare a giocare in Francia, contro la squadra più in forma del momento in Top14, non è sicuramente l’occasione migliore per fare esperimenti e per ‘rischiare’ dei ragazzi giovani. Abbiamo troppo a cuore la loro crescita per permetterci di bruciarli contro un avversario contro Bordeaux, che sarà un test molto impegnativo“. Alan Solomons sgombra subito il campo da ogni equivoco e stronca sul nascere il pensiero di qualcuno, tra cui il sottoscritto, che la Challenge Cup potesse essere una competizione in cui dare maggiore spazio a qualche giovane dell’EDP o che, finora, ha trovato poco spazio in campo.

È una sfida molto, molto difficile per noi. Se si guardano i risultati ottenuti finora, hanno battuto sonoramente sia Clermont sia Castres e siedono al terzo posto in classifica. Sono in forma, sono la squadra del momento in Francia ma questo fattore deve darci ulteriore stimolo, noi dobbiamo essere positivi in vista della gara e prendere le motivazioni che ci dà per mettere in campo il nostro meglio. Andare a giocare in casa loro rende il tutto ancora un po’ più complicato, e arrivare a Bordeaux da qui non è facile, anche dal punto di vista logistico. Abbiamo organizzato la trasferta nel miglior modo possibile, ma anche questo aspetto non va sottovalutato“.

In alcuni ruoli siamo un po’ corti, per esempio abbiamo a disposizione solo due tallonatori, perché McInally e Cochrane non sono ancora pronti per giocare, ma in generale nel pack non c’è, al momento, spazio per esperimenti o per provare qualcosa di nuovo. Qualche giocatore verrà rilasciato per giocare in BT Premiership, perché ci sono delle gare interessanti, come il derby tra Gala e Melrose che ci garantisce ottanta minuti ad alta intensità per testare i ragazzi”.

Nessuna squadra francese, quando gioca in casa in Europa, sottovaluta la partita, e tutte le squadre di testa del Top14 hanno una profondità della rosa che permette loro di essere sempre competitivi. Hanno qualche giocatore davvero interessante e sono una squadra molto, molto forte, sia fisicamente che tecnicamente. Hanno ali molto interessanti, veloci e potenti, che il loro gioco valorizza“.

Edinburgh apporta cinque cambi alla squadra che sabato scorso è tornata alla vittoria contro i NG Dragons; in terza linea, capitan Coman si sposta a numero 8 al posto dell’infortunato Du Preez, con l’argentino Leonardi che parte blindiside e Watson che conserva il posto. Burleigh viene schierato ancora apertura, dopo la brutta esperienza contro gli Ospreys, in coppia con Sam Hidalgo-Clyne; triangolo allargato confermato, così come la coppia al centro. Kick off fissato per le 20:00 ora locale, le 7pm in Scozia; match senza copertura televisiva.

Bordeaux-Bègles: 15 Darly Domvo; 14 Charles Brousse, 13 Felix Le Bourhis, 12 Thibault Lacroix, 11 Lucas Blanc; 10 Lionel Beauxis, 9 Baptiste Serin (C); 1 Laurent DelBoulbes, 2 Benat Auzqui, 3 Benjamin Sa, 4 Berend Botha, 5 Adam Jaulhac, 6 Matthew Graham, 7 Bertrand Guiry, 8 Tai Tuifua
Panchina: 16 Clement Maynadier, 17 Sébastien Taofifenua, 18 Patrick Toetu, 19 Marco Tauleigne, 20 Jean-Blaise Lespinasse, 21 Yann Lesgourgues, 22 Pierre Bernard, 23 Romain Lonca

Edinburgh Rugby: 15 Greig Tonks; 14 Dougie Fife, 13 Sam Beard, 12 Andries Strauss, 11 Tim Visser; 10 Phil Burleigh, 9 Sam Hidalgo-Clyne; 1 Alasdair Dickinson, 2 Ross Ford, 3 WP Nel, 4 Anton Bresler, 5 Grant Gilchrist, 6 Tomas Leonardi, 7 Hamish Watson, 8 Mike Coman (C)
Panchina: 16 James Hilterbrand, 17 Allan Dell, 18 John Andress, 19 Ollie Atkins, 20 Roddy Grant, 21 Sean Kennedy, 22 Tom Heathcote, 23 Nick McLennan

“il rugby (Sevens) degli altri”: la IRFU lancia il progetto “Giappone 2020″

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(mia foto)

La IRFU ha, dopo qualche esitazione di troppo, deciso di puntare in maniera decisa sull’abbreviated game e ha lanciato un progetto sul Sevens, con l’obiettivo puntato sulle Olimpiadi giapponesi del 2020.

“The Score”, sito irlandese sempre molto attento alle vicende del rugby nell’Isola in Verde, ha riportato la notizia che la IRFU avrebbe già pronta una bozza di programma per ridare slancio alla sua rappresentativa Sevens, partendo dall’ultima serie del circuito internazionale ma con il chiaro intento, in pochi anni, di arrivare nella prestigiosa World Series.

Una squadra giocherà gli European Championships del prossimo giugno, entrando nella Division C con squadre come San Marino, Liechtenstein, Bielorussia e Montenegro. Da qui partirebbe la scalata verso l’elite del campionato europeo, prima di tentare l’accesso nella IRB Sevens World Series.

La squadra sarà composta da ragazzi delle accademie delle quattro Provinces, ma anche dai migliori giocatori del campionato domestico irlandese, la Ulster Bank League. La IRFU vede il Sevens come strategico per un ulteriore sviluppo di giocatori per la versione a XV, e nelle prime fasi non dovrebbe comportare eccessive spese. Non è ancora stato scelto lo staff tecnico, ma The Score ritiene che sarà composto da membri degli staff delle Provinces.

L’Irlanda non ha una rappresentativa Sevens maschile dalla Coppa del Mondo del 2009, mentre la squadra femminile ha partecipato all’ultima edizione della IRB Women’s Sevens World Series.

Rob Harley è pronto ad una grande gara contro Bath

Rob Harley  (mia foto)

Rob Harley (mia foto)

Abbiamo sempre giocato gare divertenti contro Bath, perchè abbiamo anche un sistema di gioco simile, entrambe vogliamo attaccare sfruttando la profondità e cercando di non concedere il possesso all’avversario. È un tipo di gioco stancante, perchè molto raramente le due squadre ricorrono al piede per cercare il territorio ma si affidano ai ‘polmoni’ dei ball carrier e, alla lunga, se non riesci a gestirti rischi di andare in difficoltà. È richiesto un grande sforzo agli avanti, perchè si trovano quasi sempre fuori posizione, dovendo difendere attacchi multi-fase in tutte le zone del campo. Devi correre molto, ma hai anche più occasioni di trovare spazi per le avanzate. Noi e Bath cerchiamo di giocare un rugby veloce e aperto; durante la settimana il nostro focus è sempre attento sull’essere capaci di giocare in velocità, alla massima velocità possibile. Quando, in partita, riusciamo ad infilarci negli spazi lasciati dalle difese avversarie, tendiamo sempre a ad infilarci, usando molto gli off-load e il sostegno dei compagni. I risultati ci stanno dando ragione, il nostro stile di gioco è adatto al nostro gruppo“.

Rob Harley, flanker dei Glasgow Warriors classe 1990, entrato da poco nel ristretto gruppo dei Centurions, è sicuro che i Glaswegians hanno tutte le carte in regola per giocare alla pari con Bath, che farà visita sabato pomeriggio allo Scotstoun Stadium nel primo turno della nuova Champions Cup.

Leroy Houston, terza linea di Bath, è stato squalificato per tre settimane dal comitato disciplinare della RFU dopo lo spear-tackle ai danni del mediano di mischia degli Wasps, Simpson, nella gara di Aviva Premiership di domenica scorsa all’Adams Park. Houston salterà le due gare di Coppa, contro i Warriors e contro Toulouse una settimana più tardi. L’ultima volta che i Termali hanno fatto visita ai Warriors, il 13 novembre 2011, una meta di Richie Gray – adesso a Castres – ha deciso una gara combattutissima che sembrava però, ad una manciata di secondi dalla sirena, ormai indirizzata.

Ero titolare al Firhill quel giorno. Mi ricordo bene com’è finita, e gli ultimi istanti di gioco, perchè ero esattamente dietro a Richie Gray quando h marcato la meta della vittoria. Non avesse marcato lui, sarebbe toccato a me; dopo che Duncan Weir ha tentato il drop, che è stato bloccato da un avversario, si è scatenato il caos attorno all’ovale in ricaduta. Nick Abendanon, il loro estremo, era nella posizione migliore per ricevere la palla, ma cadendo ha preso un rimbalzo strano ed è finita proprio davanti a Richie. Quella meta ci ha fatto vincere la gara, ma un finale incredibile davvero! Ho marcato una meta contro Bath, ma al Rec, nella gara di ritorno, ma quella volta abbiamo perso. Il merito, comunque, va dato a Stuart Hogg, che è partito con l’ovale in mano e ha superato un paio di avversari, prima di servirmi con un offload a meno di dieci metri dalla linea e con la strada spianata

In Europa le gare casalinghe assumono un significato particolare, è innegabile, e giocare la prima gara stagionale allo Scotstoun potrebbe davvero fare la differenza per la nostra stagione in Champions Cup. Nathan Bombrys – il direttore generale dei Warriors – è venuto negli spogliatoi a dirci che (a ieri) c’erano ancora poco meno di un settecento tagliandi disponibili (ma su Twitter si parlava di un centinaio) quindi giocheremo di fronte ad un grande pubblico. Sono cose che fanno piacere, è quell’aiuto in più che ti serve in questo tipo di gare, come la semifinale di Pro12 contro Munster dello scorso anno. In questa stagione vogliamo fare bene anche in Europa, perché finora non siamo mai riusciti ad andare oltre la fase a gironi e questo è uno degli obiettivi che ci siamo posti. Credo che abbiamo un po’ di pressione sulle nostre spalle in vista di questa gara, ma sapremo gestirla al meglio“.

(in collaborazione con Gareth Llewellyn The Sport Review)

Scozia Under20, in corso il primo raduno stagionale al BT Murrayfield

Jamie Ritcie in azione con la maglia della Scozia Under20 (Credit: SRU)

Jamie Ritcie in azione con la maglia della Scozia Under20 (Credit: SRU)

Edimburgo – Un gruppo di 44 giocatori si sta allenando al BT Murrayfield per il primo camp della Scozia Under20 in vista degli impegni della stagione 2014/15.

I selezionati si stanno allenando sotto gli occhi dell’head coach Sean Lineen e dei suoi assistenti Iain Monaghan e John Dalziel, rispettivamente di Glasgow Warriors e Melrose.

Il gruppo è formato da un mix di giocatori con esperienza internazionale a livello di Under20  – con alcuni elementi che hanno preso parte agli ultimi IRB Junior World Championship in Nuova Zelanda, chiusi al decimo posto – e di ragazzi che sono appena usciti dalla Scozia Under18, ma anche di giocatori che non hanno esperienza a livello internazionale.

“Questa è la nostra prima occasione di vedere in azione un gruppo di ragazzi con cui lavoreremo nel corso di tutta la stagione, e avremo modo di capire cosa possiamo aspettarci da loro”, ha detto Lineen al sito ufficiale della Scottish Rugby.

La rappresentativa Under20 ha un programma molto intenso; prima il 6 Nations, poi i 2015 Junior World Championships in Italia, dove è stata inserita nel gruppo con Irlanda, Nuova Zelanda e Argentina.

Scotland Under20, il gruppo per il raduno di ottobre al BT Murrayfield

Magnus Bradbury (Edinburgh Rugby/Boroughmuir)**
Scott Burnside (Heriot’s)
Lewis Carmichael (Melrose)*
Ben Cogley (Heriot’s)
Alex Coombes (London Scottish)
Reiss Cullen (Watsonians)
Scott Cummings (Glasgow Warriors/Glasgow Hawks)**
Andrew Davidson (Glasgow Warriors/Glasgow Hawks)**
Dan Elkington (Watsonians)
Zander Fagerson (Glasgow Warriors/Glasgow Hawks)**
Cameron Fenton (Glasgow Warriors/Heriot’s)**
Tom Galbraith (Melrose)
Nick Gray (Liverpool University/Nottingham Rugby)
Ross Graham (Hawick)
Adam Hastings (Millfield School)
George Horne (Glasgow Hawks)
Rory Hutchison (Northampton Saints)
Struan Hutchison (Northumberland University)
Ruairi Howarth (Edinburgh Rugby/Gala)**
Neil Irvine-Hess (Melrose)
Sam James (Wasps)
Ben Johnson (Ayr/Marr)
Patrick Kelly (Le Parc)
Jake Kerr (Edinburgh Rugby/Watsonians)**
Ruairidh Knott (Melrose)
Gavin Lowe (Glasgow Warriors/Ayr)**
Ali Mackie (Aberdeen Grammar Rugby)
Andrew Manson (Stewart’s Melville FP)
Murray McCallum (Aberdeen Grammar Rugby)*
Ally Miller (Edinburgh Rugby/Watsonians)**
Reuben Norville (Leicester Tigers)
Jack Owlett (Exeter Chiefs/Exeter University)
Gavin Parker (Exeter Chiefs/Exeter University)
Jamie Ritchie (Edinburgh Rugby)
Ben Robbins (Edinburgh Rugby/Watsonians)**
Gary Robertson (Gala)
Archie Russell (Stirling County)
Callum Sheldon (Edinburgh Rugby/Watsonians)**
Matthew Smith (Glasgow Warriors/Stirling County)**
Ruaridh Smith (Currie)
George Taylor (Melrose/Loretto School)
Richard Taylor (Melrose)*
Ben Vellacott (Gloucester/Hartpury College)
Lewis Wynne (Stirling County)

* Member of Scottish Rugby’s Regional Academy supported by sportscotland
** Elite Development Player 2014/15

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